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Protezione dell'infanzia

Africa, un continente di bambini che lavorano

Questa bambina di San Pedro (Costa d'Avorio) ha 11 anni: dovrebbe essere a scuola, ma come altre sue coetanee lavora nella produzione di carbone da legna - ©UNICEF/NYHQ2010-2490/M.Kamber
Questa bambina di San Pedro (Costa d'Avorio) ha 11 anni: dovrebbe essere a scuola, ma come altre sue coetanee lavora nella produzione di carbone da legna - ©UNICEF/NYHQ2010-2490/M.Kamber

Giornata Mondiale del Bambino Africano, 16 giugno 2011

Nell'Africa Subsahariana, circa 50 milioni di bambini hanno perso uno o entrambi i genitori, di cui quasi 15 milioni a causa dell'AIDS. Alcuni di loro sono costretti a crescere da soli, con il supporto limitato o nullo di adulti che li hanno seguiti.

L'Africa Subsahariana è la regione del piante con il più elevato tasso di lavoro minorile: più di un terzo dei bambini di età compresa tra 5 e 14 anni è sfruttato nelle forme più pericolose di lavoro.

Ogni giorno migliaia di bambini in Africa subiscono violenze, sfruttamento e abusi. La situazione è particolarmente difficile per i bambini costretti a vivere e a lavorare per strada.

In occasione della 21° Giornata Mondiale del Bambino Africano, l'UNICEF chiede ai governi di rafforzare i sistemi di supporto che costituiscono la base per un ambiente più protettivo nelle famiglie e nelle comunità per tutelare i bambini e rafforzare le famiglie attraverso la fornitura di servizi sociali, sanitari e di istruzione.

«Questi bambini sono già stati costretti ad abbandonare la sicurezza delle loro case, solo per essere sottoposti a rischi ancora maggiori sulle strade» ha affermato Anthony Lake, Direttore dell'UNICEF. «Nella Giornata del Bambino Africano e ogni giorno, dobbiamo fare tutto il possibile per superare la ragioni che costringono così tanti bambini ad essere separati dalle loro famiglie. Dobbiamo investire con nuovi sforzi nella loro protezione, ovunque essi vivano.»

La povertà diffusa, i conflitti, i cambiamenti climatici, l’HIV-AIDS, così come la violenza domestica, stanno costringendo sempre più i bambini ad abbandonare le proprie case per vivere e lavorare in strada, subendo abusi e sfruttamento. Molti altri finiscono in situazioni meno visibili di sfruttamento, di lavoro domestico, nelle fattorie, nelle miniere o anche in gruppi armati.

«La questione dei bambini che lavorano e vivono per strada nelle città e nei villaggi africani è solo la faccia visibile di violazioni dei diritti su larga scala», ha detto Agnès Kabore Ouattara, Presidente del Comitato Africano di esperti su Diritti e benessere dell’infanzia . «È una conseguenza di fattori socio-economici quali la povertà, l'esplosione demografica, i fenomeni di urbanizzazione, le crisi politiche, come pure i problemi inter-personali, come la violenza e il rifiuto a casa in famiglie disfunzionali

L'UNICEF sta collaborando con i governi in tutto il continente per creare un ambiente protettivo tramite programmi di promozione del benessere sociale e impegnandosi in iniziative di sensibilizzazione per proteggere i bambini dallo sfruttamento e dall'abuso.

Cosa è la "Giornata del Bambino Africano"

Questa ricorrenza annuale ricorda il drammatico episodio accaduto nel marzo 1976, a Soweto, in Sudafrica: migliaia di alunni e studenti neri, in pieno regime di apartheid, scesero in piazza per protestare contro la scarsa qualità della loro istruzione e per chiedere il diritto a ricevere l’insegnamento nella propria lingua.

Nelle due settimane di proteste che seguirono, più di cento furono uccisi e più di mille feriti. Per onorare la memoria dei caduti e il coraggio di tutti coloro che marciarono, la Giornata del bambino africano viene celebrata dal 1991 il 16 giugno di ogni anno a cura dell'Organizzazione per l'Unità Africana (OUA).