[/paesi/paese/progetti/documenti/dettaglio.htm]

emergenza Iraq

Iraq, paese senza pace

 

 
Una bambina in Iraq
©UNICEF Iraq

L'Iraq non è mai stato un luogo pericoloso per un bambino quanto in questi mesi e anni.  
 
Guerra, insicurezza e tracollo economico hanno generato gravissime privazioni per l'infanzia: solo 1 bambino su 3 ha accesso all'acqua potabile, e 800.000 non possono frequentare una scuola.
 
l'Iraq è anche divenuto il paese che ha il record mondiale di cittadini rifugiati all'estero (oltre 2 milioni tra Siria e Giordania), cui si aggiungono 1,3 milioni di sfollati interni.

Ogni mese, in media, 25.000 bambini si aggiungono a questa immensa folla di persone bisognose di tutto, per le quali gli aiuti umanitari sono diventati indispensabili alla sopravvivenza.

Ma anche coloro che non hanno dovuto abbandonare le proprie case soffrono della penuria di beni e dell'insicurezza dominanti in tutto il paese. 

Tuttavia, a dispetto di tutto ciò, i bambini iracheni dimostrano un sorprendente coraggio e capacità di resistenza. A milioni continuano a frequentare la scuola e a giocare, grazie alla forte determinazione delle famiglie irachene a garantire ai propri figli anche la minima opportunità di un'esistenza normale.
 
Ma per non vanificare questo patrimonio di speranza, gli iracheni hanno un disperato bisogno di aiuto. 

L'azione dell'UNICEF

 
Nel 2007 l'UNICEF ha portato aiuti alla popolazione irachena per oltre 40 milioni di dollari, vaccinando oltre 4 milioni di bambini contro la polio e 3 milioni contro morbillo, rosolia e parotite, sostenendo finanziariamente lo sforzo del governo di Baghdad per portare a scuola 6 milioni di alunni.
 
Nel 2008 sono stati vaccinati 4,9 milioni di bambini contro la polio e 500.000 contro il morbillo.  Sono stati forniti aiuti d'emergenza a 1,1 milioni di persone, ricostruiti 8 centri sanitari per 270.000 persone e istituiti 2 centri regionali per lo stoccaggio dei vaccini.

In risposta all'epidemia di colera del 2008, l'UNICEF ha fornito acqua con autobotti a Missan, Babil, Bassora e Baghdad. 85.000 bustine di sali di reidratazione orale e farmaci per 55.000 persone; 1,9 milioni di compresse per potabilizzare l'acqua; 59 cisterne e taniche per 11.900 famiglie.

Distribuiti con autobotti 350 milioni di litri d'acqua potabile per 387.300 persone; riparazione di 17 impianti idrici/fognari e dei servizi idrici e igienici in 200 scuole. 
 
Per il 2009 l'UNICEF ha lanciato un appello per 29,4 milioni di dollari e ha investito 11,3 milioni di dollari raggiungendo con aiuti, assistenza e accesso a servizi di base oltre 1.900.000 persone di 76 comunità locali prostrate da attentati e massacri, operazioni militari, epidemie e disastri naturali, o semplicemente dalle gravi privazioni derivanti da anni di violenze e povertà.
 
Nella prima metà del 2009, a dispetto delle gravi condizioni di sicurezza e degli ostacoli esistenti, 550.000 persone hanno beneficato direttamente degli interventi d'emergenza sostenuti dall'UNICEF. 
 
L'UNICEF Italia sostiene gli interventi d'emergenza con il progetto 'Iraq: non lasciamo soli i bambini'.