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Violenza sui minorenni

Violenza sulle donne, il primo ostacolo è l'accettazione

Una giovane donna in un centro per vittime della violenza sessuale a Goma (Rep. Democratica del Congo) -  ©UNICEF/NYHQ2008-1328/Holt
Una giovane donna in un centro per vittime della violenza sessuale a Goma (Rep. Democratica del Congo) - ©UNICEF/NYHQ2008-1328/Holt
25 novembre 2014 - Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l'UNICEF ricorda le drammatiche cifre di questo triste fenomeno, pubblicate nel recente rapporto "Hidden in Plain Sight" (settembre 2014).

Nel mondo circa 120 milioni di ragazze sotto i 20 anni (1 su 10) sono state costrette a subire abusi sessuali.  Una su 5 ha subito tali abusi quando era bambina.

Oltre 130 milioni di bambine e donne sono state sottoposte a mutilazioni genitali femminili (MGF), mentre più di 700 milioni hanno contratto matrimoni precoci.

Quasi la metà delle adolescenti tra i 15 e i 19 anni (circa 126 milioni) giustifica il marito che picchia la moglie in determinate circostanze.

Tale percentuale arriva o supera addirittura l’80% in paesi come Afghanistan, Guinea, Giordania, Mali e Timor Est. 

In 28 Stati su 60 sono persino più numerose le donne, rispetto ai maschi, a considerare giustificabile la violenza fisica sulla moglie. In paesi come Cambogia, Mongolia, Pakistan, Ruanda e Senegal, tale convinzione è addirittura due volte più diffusa fra le ragazze che non fra i coetanei maschi. 

I dati di 30 paesi indicano che circa il 70% delle ragazze tra i 15 e i 19 anni che sono state vittime di violenza fisica o di abuso sessuale non hanno mai chiesto aiuto: molte hanno detto che non credevano fosse un abuso o che non lo ritenevano un problema.

«Abbiamo da poco celebrato il 25° anniversario della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Eppure ancora oggi una ragazza su 3, fra quelle di età compresa tra 15 e 19 anni e con una relazione stabile (84 milioni in tutto) è stata vittima di violenza psicologica, fisica o sessuale da parte del marito o del partner» ricorda Giacomo Guerrera, presidente dell’UNICEF Italia. 

«La mancata piena applicazione della Convenzione produce spesso condizioni di profonda vulnerabilità per milioni di bambine, che in questo modo hanno molte più probabilità di subire diverse forme di violenza e vedere così compromesso il proprio futuro.»