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Dall'UE nuova maxi-donazione per garantire acqua ai bambini della Siria

Una bambina siriana si disseta da una cisterna installata dall'UNICEF nel campo profughi di Za'atari, in Giordania - ©UNICEF/NYHQ2013-0667/Noorani
Una bambina siriana si disseta da una cisterna installata dall'UNICEF nel campo profughi di Za'atari, in Giordania - ©UNICEF/NYHQ2013-0667/Noorani
Il Dipartimento per gli Aiuti Umanitari e la Protezione Civile della Commissione Europea (ECHO) ha donato ulteriori 4 milioni di dollari a sostengo della risposta dell’UNICEF per i bambini colpiti dal conflitto in Siria e per quelli, siriani, rifugiati nella vicina Giordania.

Dal 2012 a oggi ECHO ha donato 51,8 milioni di dollari all’UNICEF per la crisi in Siria, confermandosi il primo donatore in assoluto per questa emergenza: 23 milioni di dollari sono stati impiegati nella stessa Siria e 20,8 milioni in Giordania.

Questi nuovi fondi garantiranno servizi sanitari di base, acqua e servizi igienici per le persone sfollate all’interno della Siria, e acqua e igiene per i bambini e le loro famiglie rifugiate in Giordania. 


«Siamo grati a ECHO, che ha lavorato così intensamente a stretto contatto con l’UNICEF sin dall’inizio della crisi in Siria» ha dichiarato Maria Calivis, Direttore UNICEF per il Nord Africa e il Medio Oriente. «Questa nuova donazione garantirà acqua pulita e servizi sanitari a milioni di bambini sfollati e rifugiati siriani.  Grazie a questo sostegno, abbiamo potuto limitare la diffusione di malattie legate all’acqua e di epidemie nell'intera regione mediorientale.»

Solo nel 2014, la partnership tra UNICEF e ECHO ha garantito in Siria vaccinazioni antipolio per circa 2,5 milioni di bambini, acqua potabile e articoli per l'igiene per 4 milioni di persone, accesso ai servizi sanitari per 700.000 persone.

In Giordania, 145.000 persone nei campi profughi o nelle comunità ospitanti hanno ricevuto accesso ad acqua sicura e sufficiente per dissetarsi e per gli usi domestici, mentre 4.200 bambini a rischio, fra cui molti fuggiti da soli, orfani o separati dalle proprie famiglie, hanno ricevuto protezione e sostegno psicologico.

«Quasi 6 milioni e mezzo di bambini sono vittime del conflitto in corso in Siria» afferma David Verboom, Responsabile dell’ufficio regionale ECHO ad Amman. «Sono soggetti estremamente vulnerabili, eppure non hanno accesso a beni che noi diamo per scontati, come acqua potabile e servizi sanitari.

Grazie alla nostra importante partnership con l’UNICEF, stiamo finanziando progetti essenziali per alleviare le loro sofferenze. Ed è di fondamentale importante offrire loro un aiuto adesso, prima che l’inverno diventi una reale minaccia per le famiglie.
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