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Rischio fame per i bambini siriani se gli Stati tagliano i fondi al WFP

Una mamma con la sua bambina, affetta da malnutrizione, sotto terapia in un centro nutrizionale di Aleppo, finanziato dall'UNICEF - ©UNICEF/NYHQ2014-3066/Rashidi
Una mamma con la sua bambina, affetta da malnutrizione, sotto terapia in un centro nutrizionale di Aleppo, finanziato dall'UNICEF - ©UNICEF/NYHQ2014-3066/Rashidi

4 dicembre 2014 – L’UNICEF si unisce all’appello in favore del World Food Programme - WFP (il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite), che a seguito di carenze di fondi, è stato costretto a sospendere l’assistenza alimentare per  1,7 milioni di civili siriani a rischio di malnutrizione, in Siria e nel resto del Medio Oriente.

Questo taglio contribuirà a peggiorare la già difficile condizione della popolazione, soprattutto tra i bambini, le madri in allattamento, le persone con disabilità e gli anziani.

Le famiglie rischiano di esser spinte nel baratro della miseria e molti bambini potrebbero essere costretti a lavorare per permettere alle famiglie di comprare generi alimentari di base, con ulteriore incremento nei tassi di abbandono scolastico

«I bambini siriani e le loro famiglie stanno pagando un prezzo altissimo per il conflitto in corso» commenta Maria Calivis, Direttore UNICEF per Nord Africa e Medio Oriente. «Con l’arrivo dell’inverno, la mancanza di fondi per il cibo avrà un impatto devastante su di essi».

Se i finanziamenti riprenderanno il WFP potrebbe riprendere le operazioni di assistenza alimentare per i bambini siriani attraverso il sistema di buoni alimentari che consente alle famiglie di poter acquistare cibo sul mercato locale.

Il WFP lamenta un gap di 64 milioni di dollari. L’UNICEF chiede agli Stati di finanziare ancora gli urgenti bisogni dei bambini siriani e delle loro famiglie e sventare così un imminente disastro umanitario.