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La Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

©UNICEF Timor Est/2009-0013/Maglipon
©UNICEF Timor Est/2009-0013/Maglipon
Il riferimento costante dell’UNICEF per orientare la propria azione è la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (Convention on the Rigths of the Child - CRC), approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, e ratificata dall'Italia il 27 maggio 1991 con la legge n. 176

Dal 1989, la Convenzione è divenuta il trattato in materia di diritti umani con il più alto numero di ratifiche: ad oggi sono 196 gli Stati che si sono vincolati giuridicamente, tramite la ratifica, al rispetto dei diritti in essa riconosciuti.
 
Un 197° paese, gli Stati Uniti d'America, ha firmato il trattato senza tuttavia procedere mai alla ratifica.
 
Il documento è stato elaborato armonizzando differenti esperienze culturali e giuridiche, dopo quasi un decennio di lavori preparatori.
 
La Convenzione rappresenta un testo giuridico di eccezionale importanza poiché riconosce, in forma coerente, tutti i bambini e tutte le bambine del mondo come titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici.
 
È composta di 54 articoli il suo testo è diviso in tre parti: la prima contiene l’enunciazione dei diritti (artt. da 1 a 41), la seconda individua gli organismi preposti e le modalità per il miglioramento e il monitoraggio della Convenzione (artt. 42-45), mentre la terza descrive la procedura di ratifica (artt. 46-54).

Completano la Convenzione tre Protocolli opzionali, approvati tra il 2000 e il 2011, concernenti i bambini in guerra, lo sfruttamento sessuale e le procedure di reclamo.

 

Principi fondamentali dei diritti dell'infanzia

Sono quattro i principi fondamentali della Convenzione:

a)     Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.

b)     Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.

 

c)     Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino e dell'adolescente (art. 6): gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.

 

d)     Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.

Il meccanismo di monitoraggio

La Convenzione presenta anche un meccanismo di controllo sull'operato degli Stati, tenuti a presentare periodicamente al Comitato ONU sui Diritti dell'infanzia - organismo istituito dalla Convenzione stessa - dei rapporti dettagliati sull'attuazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti nel proprio territorio.

L'Italia ha presentato tra il 1994 e il 2017 quattro rapporti periodici sull'applicazione della Convenzione (ai quali si aggiungono due rapporti sull'applicazione dei Protocolli facoltativi) ricevendo dal Comitato le relative Osservazioni Conclusive, che oltre ad apprezzamenti per i progressi compiuti contengono anche raccomandazioni per il superamento delle aree di criticità.

Contribuiscono al meccanismo di monitoraggio anche le voci alternative della società civile, come i "Rapporti di aggiornamento" biennali sottoposti al Comitato sui Diritti dell'infanzia dalle numerose ONG italiane che si occupano di infanzia, riunite nel Gruppo di Lavoro CRC, di cui l'UNICEF Italia è parte attiva.

Indicazioni dettagliate e documenti scaricabili sull'azione di monitoraggio sono reperibili in questa pagina.



 
 
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"Scarica il testo completo della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia "

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