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Atroci violenze nel Sud Sudan, minori fra vittime e carnefici

Sfollati cercano protezione attorno a una base dei caschi blu della missione ONU per il Sud Sudan (UNMISS) - ©UN Photo/Julio Brathwaite
Sfollati cercano protezione attorno a una base dei caschi blu della missione ONU per il Sud Sudan (UNMISS) - ©UN Photo/Julio Brathwaite
19 maggio 2015 - Secondo testimoni oculari ascoltati dall'UNICEF, nel Sud Sudan nelle ultime due settimane decine di bambini sono stati uccisi, almeno 12 sono stati violentati e altri rapiti e reclutati in una serie di azioni armate.

Persone in fuga dai villaggi date alle fiamme riferiscono di minori sia fra le vittime che fra i perpetratori delle orribili violenze c commesse di recente nello Stato di Unity, [il Sud Sudan è una federazione di Stati]. 

Ragazzi e adulti in armi, sia in divisa che in abiti civili, si sono resi responsabili di massacri e devastazioni: secondo i testimoni, ad aggredire sono state milizie collegate all’Esercito di Liberazione Popolare del Sudan (SPLA).
           
I sopravvissuti hanno riferito agli operatori dell'UNICEF che interi villaggi sono stati bruciati, mentre ragazze e donne erano trascinate fuori dalle abitazioni per essere violentate e uccise. Fra le vittime si contano 19 ragazzi - i più piccoli avevano 10 anni - e 7 ragazze, fra cui una bambina di 7 anni. 

Altri minori sono stati mutilati, altri ancora reclutati a forza per combattere o per prendersi cura del bestiame rubato.

Le ragioni di una follia omicida

Il Rappresentante UNICEF nel Sud Sudan Jonathan Veitch ha affermato  che le testimonianze raccolte stanno delineando un quadro agghiacciante del calvario che i bambini si trovano ad affrontare. 

Veitch, in collegamento telefonico con i giornalisti dalla capitale sud-sudanese Juba, ha riferito oggi che alcuni assalitori, interrogati sulle ragioni di questa folle violenza, hanno spiegato che l'uccisione dei bambini degli avversari "va fatta ora, per evitare che crescano e tornino a vendicarsi".

Il conflitto, che dura ormai da 20 mesi, si è andato intensificando in queste ultime settimane perché le parti in lotta cercano di migliorare quanto più possibile le rispettive posizioni in vista della stagione delle piogge, che renderà impraticabile il territorio per molte settimane.

«È vergognoso che i bambini siano deliberatamente presi di mira in questi attacchi» ha commentato ancora Veitch. «Se vogliamo proteggere i bambini da ulteriori violenze, è urgente una cessazione immediata delle ostilità e il pieno accesso all'area per gli operatori umanitari. Bisogna inoltre avviare un'indagine urgente e approfondita per identificare i responsabili delle più recenti atrocità commesse contro i minori.» 

Il governo del Sud Sudan e le forze ribelli, afferma l'UNICEF, devono usare tutta la propria influenza per tutelare i bambini, interrompere immediatamente le gravi violazioni contro di essi - come le violenze sessuali - e rilasciare tutti i minori arruolati nell'esercito regolare o nei gruppi armati ad esso associati. 

Si stima che siano circa 13.000 i bambini e ragazzi reclutati e impiegati da tutte le fazioni in guerra nel Sud Sudan, secondo dati confermati dalle Nazioni Unite.

La maggior parte dei superstiti dei recenti attacchi sono donne e bambini, anche molto piccoli. L’UNICEF e le organizzazioni partner stanno fornendo assistenza psicologica e identificando i bambini rimasti separati da genitori o parenti adulti, in vista di possibili ricongiungimenti familiari.

L'UNICEF chiede un accesso incondizionato alle agenzie dell'ONU negli Stati di Unity e dell’Alto Nilo - quelli più colpiti dalla recente ondata di violenze - per fornire assistenza umanitaria e protezione a donne, bambini e a tutti i civili che sono rimasti nascosti, feriti o intrappolati in zone di combattimento.