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Violenza sui minorenni

Violenze sui minori in Estremo Oriente, una stima economica delle conseguenze

Una bambina di 8 anni di Banting (Malesia), vittima di abuso sessuale in famiglia. Il suo caso è seguito da un'assistente sociale formata dall'UNICEF - ©UNICEF/NYHQ2014-3574/Pirozzi
Una bambina di 8 anni di Banting (Malesia), vittima di abuso sessuale in famiglia. Il suo caso è seguito da un'assistente sociale formata dall'UNICEF - ©UNICEF/NYHQ2014-3574/Pirozzi
2 giugno 2015 – Secondo una nuova ricerca commissionata dall'UNICEF, le conseguenze degli abusi e delle violenze sui bambini costa agli Stati dell’Asia Orientale e del Pacifico 209 miliardi di dollari l’anno, equivalenti al 2% del prodotto interno lordo della regione. 

Quella contenuta nel rapporto "Estimating the Economic Burden of Violence against Children in East Asia and the Pacific" è la prima stima mai effettuata sui costi economici del maltrattamento infantile nella regione, ed è stata realizzata da un team di esperti a livello globale, utilizzando una metodologia già impiegata e collaudata in Australia e negli Stati Uniti.

«Noi tutti sappiamo che la violenza sui bambini deve essere fermata perché è moralmente inaccettabile. Questa indagine mostra però che rimanere indifferenti di fronte agli abusi sui minori ha anche un costo economico importante, per gli Stati e per le comunità» commenta Daniel Toole, direttore regionale UNICEF per Asia Orientale e Pacifico (EAPRO). «I governi devono agire immediatamente per impedire le violenze sui bambini, nell'interesse delle vittime ma anche per il benessere delle future generazioni.»

L’impatto sociale ed economico dei maltrattamenti sui bambini comporta - oltre a un elevato numero di decessi e di disabilità - anche un peso ulteriore su sistemi sanitari già stressati e maggiori livelli di violenza e criminalità. 

È infatti improbabile che bambini che hanno subito violenze e abusi diventino, crescendo, membri ben integrati e produttivi della società. I loro paesi rischiano dunque di vedere vanificato i potenziali benefici che questi bambini potrebbero in futuro apportare alle comunità di appartenenza.

La ricerca segue una metodologia adottata in precedenti indagini sul fenomeno, esaminando e misurando l'impatto economico delle diverse tipologie di maltrattamento. 

In base a questo studio, i costi associati all'abuso psicologico sono pari a 65,9 miliardi di dollari annui, quelli relativi agli abusi fisici sono pari a 39,6 miliardi di dollari, mentre abuso sessuale comporta un costo di 39,9 miliardi di dollari. 

L'abbandono e la negligenza nei confronti dei minori ha a sua volta un impatto valutato in 32,4 miliardi di dollari, il coinvolgimento in situazioni di violenza domestica pesa per 31 miliardi di dollari mentre i casi letali (morte a causa di maltrattamento) hanno un costo di circa 500 milioni di dollari.

Infografica UNICEF sull'impatto economico di violenze, abusi e maltrattamenti sui minori in Asia orientale e nel Pacifico


Dallo studio emerge inoltre che: 
  • Nei paesi a basso reddito, il 35% dei maschi subisce violenza fisica, mentre il 22% delle femmine subisce forme di violenza sessuale
  • Nei paesi ad alto reddito, il 42% delle ragazze subisce violenza psicologica e il 32% dei ragazzi è stato testimone di violenza domestica
  • Il 25% dei disturbi mentali tra i maschi nei paesi a basso reddito è attribuibile a un abuso fisico patito durante l’infanzia
  • Il 31% dei disturbi mentali tra le ragazze nei paesi a basso reddito è attribuibile ad abusi sessuali subiti nel corso dell’infanzia.
  • La percentuale di prodotto interno lordo vanificato a causa dei maltrattamenti sui minori è maggiore nei paesi a reddito più elevato, con una perdita pari al 3,45% del PIL, di cui la parte più ampia (1,26%) è dovuta agli abusi psicologici.

Il caso della Cambogia

L’UNICEF coopera con gli Stati della regione per tradurre i risultati di queste ricerche in azioni concrete
 
Un'ulteriore ricerca condotta in Cambogia e promossa dall’UNICEF (la prima mai effettuata a livello nazionale) mostra che oltre il 50% dei bambini cambogiani ha sperimentato almeno una forma di violenza, prima dei 18 anni. Circa il 25% dei minori cambogiani ha sofferto forme di abuso psicologico, e il 5% ha subìto qualche forma di abuso sessuale.
 
«Stiamo cooperando con il governo cambogiano in primo luogo per impedire che la violenza sui bambini si verifichi, ma anche per migliorare i servizi di assistenza per i bambini e le bambine che l'hanno già subita» riferisce Rana Flowers, Rappresentante dell'UNICEF in Cambogia. «Questa ricerca ci consente oggi di dimostrare la vastità e la gravità del fenomeno e contribuisce a imprimere un impulso ancora maggiore al cambiamento.»
 
Tutti i governi nella regione hanno firmato la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che li impegna a proteggere i bambini da violenza, abusi e maltrattamenti. C'è però ancora molto da fare per adempiere a questi impegni, a cominciare da maggiori investimenti sui servizi sociali.
 
«Tutti i bambini hanno il diritto di vivere liberi dalle violenze che minacciano il loro sviluppo fisico e mentale e inibiscono la crescita delle società e delle economie nazionali» conclude Daniel Toole. «La violenza contro i bambini spesso avviene dietro porte chiuse, ma può essere evitata se tutti insieme diciamo ad alta voce e senza ambiguità che non siamo più disposti ad accettarla».


 
 
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"Scarica il rapporto "Estimating the Economic Burden of Violence against Children in East Asia and the Pacific""

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