[/unicefpeople/goodwillambassador/documenti/dettaglio.htm]
AREA

Ambasciatori internazionali

Il tennista Djokovic incontra i bambini rifugiati in Serbia

Novak Djokovic all'interno dello
Novak Djokovic all'interno dello "Spazio a misura di bambino" allestito dall'UNICEF Serbia a Belgrado - ©UNICEF/NYHQ2015-2330/Shubucki
24 settembre 2015
24 settembre 2015 - Novak Djokovic, Goodwill Ambassador dell'UNICEF e numero 1 del tennis mondiale, ha visitato lo "Spazio a misura di bambino" allestito dall'UNICEF a Belgrado, incontrando alcuni bambini rifugiati e migranti in transito attraverso la Serbia nel loro lungo percorso verso luoghi sicuri l'Europa occidentale. 

Il popolare sportivo serbo è rimasto  profondamente colpito da questo incontro con i bambini, in massima parte in fuga da paesi in guerra (Siria, Afghanistan e Iraq).

«Questi bambini hanno viaggiato con le loro famiglie per giorni, sopportando un caldo intollerabile di giorno e notti umide e fredde. Sono fisicamente esausti e psicologicamente traumatizzati» ha riferito Djokovic ai giornalisti che lo hanno intervistato. «Gli 'Spazi a misura di bambino' organizzati dall'UNICEF offrono loro un posto protetto in cui possono riposare, giocare e ricevere assistenza psicologica da parte di professionisti qualificati.»

Dall'inizio dell'anno, in Serbia, 130mila persone sono state registrate come richiedenti asilo. Secondo le stime dell’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR) almeno un eguale numero di persone ha attraversato la Serbia senza farsi registrare. 

L'azione dell'UNICEF per i bambini rifugiati in Serbia

L'UNICEF ha istituito in Serbia due "Spazi a misura di bambino" equipaggiati con materiale didattico e giocattoli; uno a Presevo, cittadina presso il confine con la repubblica ex-jugoslava di Macedonia, e il secondo nella capitale Belgrado, in una sala messa a disposizione dall'Hotel Bristol. In ciascuno di questi spazi, fino a 50 bambini per turno possono giocare e ricevere supporto psicosociale.

Quasi 1.100 bambini, prevalentemente tra i 6 e i 10 anni, hanno riposato e giocato fino a oggi in questi spazi protetti. In risposta al massiccio afflusso di migranti e rifugiati, l'UNICEF Serbia ha aumentato il numero degli operatori sociali attivi a Presevo e a Belgrado, per individuare i bambini più vulnerabili e offrire loro un sostegno adeguato. 

Gli operatori dell'UNICEF hanno anche contribuito a sviluppare procedure standard da adottare nei casi in cui a essere identificato è un minore non accompagnato.

A Presevo e a Belgrado sono stati allestiti due angoli, dove le madri che allattano possono continuare a farlo e ricevere informazioni sulla salute dei loro figli. Circa 200 neonati e bambini saranno alimentati in questi spazi, dove sarà monitorato il loro stato nutrizionale.

Per la sicurezza dei minori migranti e rifugiati, l’UNICEF e le organizzazioni partner stanno diffondendo informazioni sui rischi delle mine anti-persona, visto che migliaia di famiglie attraversano il confine con la Croazia, dove sono ancora numerose le mine e gli ordigni inesplosi, retaggio della guerra nell'ex Jugoslavia.

«I bambini rifugiati e migranti devono essere adeguatamente protetti in linea con la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia» ha ricordato Djokovic. «Tantissimi bambini rifugiati e migranti in Europa vivono in condizioni inadeguate. Molti di loro dormono all'addiaccio. E con l'avvicinarsi dell'inverno, la salute dei bambini è particolarmente a rischio.» 

«È chiaro che il modo migliore per aiutare questi bambini è un'azione coordinata per affrontare le cause profonde di queste grandi spostamenti attraverso sforzi diplomatici più vigorosi, che pongano fine ai conflitti in corso, e portare aiuti umanitari e programmi di sviluppo nei paesi di origine.»