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Ambiente

Africa, l'impatto di El Niño: crisi alimentare per un milione di bambini

Bambini e adulti devono camminare anche per 10 ore per condurre il bestiame all'abbeveratoio di Qacha Chalu, Etiopia centrale - ©UNICEF/UN010148/Ayene
Bambini e adulti devono camminare anche per 10 ore per condurre il bestiame all'abbeveratoio di Qacha Chalu, Etiopia centrale - ©UNICEF/UN010148/Ayene
17 febbraio 2016 – Quasi un milione di bambini hanno immediato bisogno di cure contro la malnutrizione acuta grave nella regione dell'Africa orientale e meridionale.

Due anni di piogge irregolari e siccità si stanno combinando con gli effetti provocati dal più grave fenomeno di El Niño degli ultimi 50 anni, che sta avendo un grave impatto sulla vita dei bambini più vulnerabili.

Milioni di bambini in questa regione dell'Africa sono esposti al rischio di fame, sete e malattie. La situazione è aggravata dal rincaro del prezzo dei beni alimentari, che costringe le famiglie a saltare i pasti e a vendere i propri beni in cambio di cibo.

Lesotho, Zimbabwe e la maggior parte delle provincie del Sudafrica hanno dichiarato lo stato di calamità a causa della sempre più grave mancanza di risorse.

In Etiopia, si teme che il numero di persone che hanno bisogno di assistenza alimentare salirà dagli attuali 10 milioni a 18 milioni entro la fine del 2016.

«Prima o poi di El Niño svanirà, ma il prezzo più alto lo pagheranno negli anni a venire i bambini, molti dei quali già vivono alla giornata» commenta Leila Gharagozloo–Pakkala, direttrice UNICEF per l’Africa Orientale e Meridionale. «I governi locali stanno rispondendo con le poche risorse a disposizione, ma questa è una situazione senza precedenti. La sopravvivenza dei bambini dipende da quanto riusciremo a fare oggi

Gli effetti di El Niño sull'infanzia

Etiopia: dopo due anni di siccità, sono circa 6 milioni i bambini che hanno bisogno di assistenza alimentare, con tassi sempre più elevati di abbandono scolastico provocato dal fatto che i bambini sono costretti a percorrere lunghe distanze in cerca di acqua.

Somalia: più di due terzi di coloro che hanno urgente bisogno di assistenza sono popolazioni sfollate.

Kenia: piogge torrenziali e inondazioni causate da El Niño hanno aggravato la situazione nelle aree colpite dal colera.

Lesotho: un quarto della popolazione è stata colpita dagli effetti di El Niño, che influiscono sulle già gravi condizioni di un paese in cui il 34% dei bambini sono orfani, il 57% delle persone vivono sotto il livello di povertà e circa un adulto su quatto è affetto da HIV/AIDS.

Zimbabwe: circa 2,8 milioni di persone vivono in condizioni di insicurezza alimentare. La siccità ha ridotto la capacità dei pozzi d’acqua aumentando il rischio di malattie veicolate dall'acqua, soprattutto diarrea e colera.
 
Malawi: in corso la peggiore crisi alimentare degli ultimi 9 anni, con il 15% della popolazione (2,8 milioni di abitanti) a rischio di fame. Raddoppiati in soli 2 mesi i casi di malnutrizione acuta grave. 

Angola: 1,4 milioni di abitanti colpiti da condizioni climatiche estreme, 800.000 in condizioni di insicurezza alimentare (soprattutto nelle provincie semi-aride del Sud).

Secondo l’ufficio dell'ONU per le emergenze umanitarie (OCHA), se nella seconda metà dell'anno le condizioni agricole non miglioreranno, le comunità colpite impiegheranno due anni per riprendersi dalla siccità aggravata dagli effetti di El Niño.

Gli appelli umanitari dell’UNICEF per i paesi dell’Africa meridionale colpiti dal El Niño sono stati finanziati per meno del 15%.

Le richieste di fondi dell’UNICEF per i paesi colpiti sono le seguenti:
  • Angola: 26 milioni di dollari
  • Etiopia: 87 milioni 
  • Lesotho: 3 milioni 
  • Malawi: 11 milioni
  • Somalia: 15 milioni
  • Swaziland: 1 milione
  • Zimbabwe: 12 milioni