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Rapporto emergenze 2018, un bambino su 4 vittima di crisi umanitarie

Una bambina Rohingya beve da una fontanella installata nel campo profughi di Balukhali (Bangladesh), dove hanno trovato rifugio oltre 600mila civili in fuga dai massacri etnici nel vicino Myanmar - ©UNICEF/UN0156782/Knowles Coursin
Una bambina Rohingya beve da una fontanella installata nel campo profughi di Balukhali (Bangladesh), dove hanno trovato rifugio oltre 600mila civili in fuga dai massacri etnici nel vicino Myanmar - ©UNICEF/UN0156782/Knowles Coursin
30 gennaio 2018 – Il mondo sta diventando un posto sempre più pericoloso per tanti bambini: circa uno su quattro vive attualmente in un paese colpito da un conflitto o da un disastro naturale. 

Per troppi bambini, la quotidianità è diventata un incubo. L’UNICEF lancia oggi attraverso il suo Rapporto sull'intervento umanitario 2018 (Humanitarian Action Report) un appello da 3,6 miliardi di dollari per garantire nell'anno in corso assistenza umanitaria a 48 milioni di bambini in 51 Stati attraversati da gravi crisi umanitarie (conflitti, disastri naturali, epidemie o emergenze di altra natura).

I conflitti stanno portando i bisogni umanitari a livelli critici, e i bambini sono i soggetti più vulnerabili. Guerre  che perdurano da anni – come quelle che dilaniano la Siria, la Repubblica Democratica del Congo, l'Iraq, la Nigeria, il Sud Sudan o lo Yemen – stanno diventando sempre più complessi, con nuove ondate di violenza, sfollamento e stravolgimento delle vite dei bambini.

«I bambini non possono aspettare che terminino le guerre. Le crisi minacciano nell'immediato la loro sopravvivenza e, nel lungo periodo, il futuro loro e di tanti giovani, in misura catastrofica» afferma Manuel Fontaine, Direttore dei Programmi di emergenza dell’UNICEF. 

«I bambini sono i più vulnerabili quando un conflitto o un disastro causano il collasso di servizi essenziali come quelli igienici, idrici e sanitari. Se la comunità internazionale non intraprenderà azioni urgenti per proteggere e garantire aiuti di prima necessità, questi bambini andranno incontro a un futuro sempre più cupo.»

Le parti in conflitto non stanno dimostrando alcun interesse per la vita dei bambini.
 
I bambini non solo sono sotto attacco, ma vengono negati loro anche i servizi di base come scuole e ospedali, mentre le infrastrutture civili vengono danneggiate o distrutte.
 
Circa l’84% (3,015 miliardi di dollari) dei fondi richiesti per il 2018 nell'appello umanitario serviranno per i paesi colpiti da conflitti armati.
 

 

Emergenze umanitarie, sempre più crisi dell'acqua

Nelle crisi umanitarie, la diffusione di malattie legate all’acqua è una delle maggiori minacce per la vita dei bambini. 

Gli attacchi contro le infrastrutture idriche o igienico-sanitarie, le tattiche di assedio che privano i bambini dell’accesso all'acqua potabile e gli sfollamenti forzati in aree aride o prive di infrastrutture idriche e igieniche adeguate costringono i bambini e le loro famiglie a ricorrere ad acqua contaminata e a servizi igienici impropri. 

Donne e ragazze sono esposte a ulteriori pericoli, perché spesso devono esporsi a situazioni rischiose quando vanno ad attingere l'acqua per la famiglia.
 
«117 milioni di persone vivono in emergenze con scarso accesso a un'acqua sicura; muoiono più bambini per malattie causate da acqua impura e da scarso accesso a servizi igienici che per la violenza bellica stessa» spiega ancora Fontaine.
 
«Privi di un accesso sicuro all'acqua e all'igiene i bambini si ammalano, ma spesso non possono essere curati perché ambulatori e ospedali non funzionano più o sono sovraffollati. La minaccia è aggravata dalla malnutrizione che minaccia milioni di bambini, rendendoli ancora più vulnerabili a malattie legate all’acqua come il colera, creando così un circolo vizioso tra denutrizione e malattie.» 

 

L'azione dell'UNICEF, agenzia leader per acqua e igiene nelle crisi umanitarie

In qualità di agenzia coordinatrice di tutti gli interventi idrici e igienici nelle emergenze, l’UNICEF è responsabile di oltre metà dell’acqua e dei servizi per l'igiene nelle crisi umanitarie che si verificano in tutto il mondo.

Quando si verifica un disastro, l’UNICEF lavora con i suoi partner per garantire il prima possibile un accesso sicuro all'acqua potabile scavando pozzi, riparando infrastrutture idriche o distribuendo quotidianamente enormi quantità di acqua potabile nei campi per sfollati, costruisce latrine e sistemi fognari, distribuisce kit igienici per le famiglie, rifornisce ospedali, ambulatori e centri per la cura del colera e molto altro ancora.
 
Queste misure salvano vite, prevengono epidemie e hanno un impatto di lungo termine, contribuendo inoltre a riattivare servizi di importanza fondamentale come le vaccinazioni, le terapie  nutrizionali, le scuole temporanee e gli altri servizi educativi di emergenza.

Cosa faremo con 3,6 miliardi di dollari...

La quota principale dell’appello umanitario per il 2018 è destinata ai bambini e alle famiglie colpite dal conflitto in Siria, che a marzo entrerà nell’ottavo anno: 1,3 miliardi di dollari saranno necessari per assistere 6,9 milioni di bambini all’interno della Siria e i moltissimi altri che vivono come rifugiati nei paesi vicini.

Attraverso il lavoro con le organizzazioni partner e grazie al sostegno dei propri donatori, l’UNICEF nel 2018 ha l’obiettivo di:
  • garantire accesso all'acqua potabile per 35,7 milioni di persone
  • offrire opportunità di istruzione primaria (formale e non) a 8,9 milioni di bambini
  • vaccinare 10 milioni di bambini contro il morbillo
  • prestare assistenza psicologica e sociale a oltre 3,9 milioni di bambini
  • curare 4,2 milioni di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave.

...e cosa abbiamo fatto l'anno scorso

Nei primi 10 mesi del 2017 l’UNICEF ha:
  • garantito accesso all'acqua potabile per 29,9 milioni di persone
  • offerto accesso a qualche forma di istruzione a 5,5 milioni di bambini
  • vaccinato 13,6 milioni di bambini contro il morbillo
  • prestato assistenza psicologica e sociale a 2,8 milioni di bambini
  • curato 2,5 milioni di bambini da malnutrizione acuta grave.


Scheda dati sulla situazione dell'infanzia nelle emergenze umanitarie 2018



 
 
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"Rapporto umanitario 2018: scheda dati"

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"Appello umanitario UNICEF per il 2018"

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