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Papua Nuova Guinea, dopo il terremoto sale il rischio epidemie

Rihanna Sam di 4 anni è di Mendi e soffre di un'infezione al femore dopo averselo rotto durante il terremoto - © UNICEF/UN0184899/Mepham
Rihanna Sam di 4 anni è di Mendi e soffre di un'infezione al femore dopo averselo rotto durante il terremoto - © UNICEF/UN0184899/Mepham
9 aprile 2018 – LUNICEF e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lanciano l'allarme per l'elevato rischio di malattie veicolate dall’acqua infetta e per quelle che possono essere evitate tramite vaccinazioni nelle aree colpite dal recente terremoto in Papua Nuova Guinea.

A destare preoccupazioni è in primo luogo la diarrea acquosa, favorita della contaminazione delle fonti idriche a causa delle frane, della carenze di infrastrutture igieniche e dalle condizioni di sovraffollamento e scarsa igiene. 

Il quadro è complicato poi dalla scarsa copertura vaccinale nella regione degli Altipiani.
 
Secondo il Dipartimento Nazionale per la Salute (NDOH), circa il 70-80% dei bambini nelle provincie più colpite dal sisma non sono adeguatamente protetti:  nel 2016 la copertura vaccinale contro il morbillo nelle provincie di Southern Highlands ed Hela era, rispettivamente, di appena il 18,2% e 27,6%.

«In questa fase della risposta di emergenza, è fondamentale ripristinare la fornitura di servizi sanitari di base alle comunità colpite, come le vaccinazioni pediatriche» afferma Luo Dapeng, Rappresentante dell’OMS a Papua Nuova Guinea.
 
«Continueremo a lavorare a stretto contatto con il NDOH, le autorità sanitarie provinciali e i partner per rispondere a questi rischi e prevenire una seconda emergenza di natura epidemica.»

Karen Allen, Rappresentante dell’UNICEF in Papua Nuova Guinea, spiega come le condizioni in cui si trovano a vivere bambini e famiglie dopo il terremoto siano il terreno ideale per la comparsa di epidemie: «Siamo molto preoccupati perché la maggior parte dei bambini nelle aree colpite hanno già una scarso livello di immunizzazione.  
 
«E ora, in accampamenti affollati con condizioni igieniche scarse, acqua pulita insufficiente e scarsa consapevolezza su come proteggersi, i bambini stanno diventando molto più vulnerabili.»

Il 26 febbraio scorso un terremoto di magnitudo 7,5 e le sue centinaia di scosse di assestamento hanno danneggiato seriamente circa il 65% delle strutture sanitarie nelle provincie di Hela e Southern Highlands. 

Circa il 13% delle strutture sanitarie rimangono tuttora chiuse e la maggior parte di quelle che hanno riaperto possono occuparsi solamente di servizi di emergenza. 

Il governo ha stimato che 270.000 abitanti abbiano bisogno di assistenza immediata. Circa 125.000 di loro sono bambini, 55.000 dei quali con meno di 5 anni.

UNICEF e OMS stanno affiancando il Governo locale per condurre campagne di vaccinazione contro morbillo e rosolia per i bambini sotto i 5 anni nelle aree colpite da terremoto e per limitare i rischi di potenziali epidemie. 
 
Saranno inoltre forniti farmaci e attrezzature sanitarie di base per la salute neonatale e materna per assicurare che le donne in gravidanza e i neonati ricevano adeguata assistenza medica.
 
Già nei primi giorni dopo il sisma l’UNICEF ha distribuito vaccini per proteggere circa 31.700 bambini contro morbillo e rosolia, pertosse, polmonite e tubercolosi.

Nelle Southern Highlands, l’Autorità sanitaria provinciale (Provincial Health Authority – PHA), con il supporto dell’OMS, ha inviato via elicottero 9 team mobili per vaccinare i bambini in insediamenti particolarmente remoti.
   
UNICEF e OMS stanno inoltre aumentando gli sforzi per migliorare i sistemi idrici e igienico-sanitari e le pratiche igieniche nelle aree colpite.
 
Sono stati distribuiti alle comunità colpite kit igienici e pastiglie per la purificazione delle acque, mentre sono in fase di costruzione latrine di emergenza e sistemi per lo smaltimento delle acque reflue.
 
In corso anche attività per la promozione dell’igiene nei rifugi temporanei e negli "Spazi a misura di bambino" installati dall'UNICEF.