[/paesi/paese/documenti/dettaglio.htm]

progetti

Allarme monsoni fra i rifugiati Rohingya, piano UNICEF per alleviare l'impatto

Bambini Rohingya su un ponte di bambù nei pressi del campo profughi di Shamlapur (Bangladesh) - ©UNICEF/UN0203395/Sokol
Bambini Rohingya su un ponte di bambù nei pressi del campo profughi di Shamlapur (Bangladesh) - ©UNICEF/UN0203395/Sokol
3 maggio 2018 - Per i 700.000 profughi Rohingya affluiti nei mesi scorsi in Bangladesh per cercare scampo dalle persecuzioni etniche nel vicino Myanmar si fa sempre più concreta la minaccia di alluvioni e malattie veicolate dall'acqua, sulla quale l'UNICEF ha lanciato un preallarme sin dallo scorso gennaio. 

Nella zona di Cox’s Bazar, nel Bangladesh sud-orientale, che ospita la quasi totalità dei rifugiati Rohingyq, e che è anche una delle regioni maggiormente soggetta ad alluvioni del paese asiatico, sono cominciate le piogge premonsoniche

Una prima tempesta ha già colpito un accampamento nella notte del 26 aprile, lasciando numerose famiglie senza riparo. Durante una seconda bufera di vento e pioggia, il 30 aprile, sono stati visti molti bambini esposti alle intemperie, intenti a bloccare con il loro peso i teli impermeabili che proteggono le tende per impedire che fossero strappati dal vento.

Al momento si stima che oltre 100.000 persone, fra cui circa 55.000 bambini, siano a rischio a causa di inondazioni e frane, ma questo numero potrebbe salire fino a 200.000, a seconda dell’intensità delle piogge
 
Durante la stagione dei monsoni, che va da giugno a settembre, la salute dei rifugiati Rohingya è a serio rischio: l'aumento delle malattie infettive, il peggioramento della già precaria situazione igienica, la scarsità di acqua potabile e le ferite possono avere un pesante impatto sui bambini il cui sistema immunitario è già indebolito dalla malnutrizione.

L'UNICEF in azione per garantire acqua, igiene e salute

Una recente indagine condotta su 7.727 pozzi ha mostrato che il 47% di essi, e circa un terzo delle latrine, rischiano di essere colpiti da inondazioni e frane.
 
L’UNICEF sta predisponendo scorte di acqua potabile e di articoli per l'igiene personale, come i "dignity kit" per ragazze e donne, e ha iniziato a spostare e ricollocare in posizione sicure i servizi igienici a rischio.
 
A causa dei monsoni, i bambini rischiano di essere tagliati fuori da servizi medici di prima necessità. In caso di inondazioni, il numero di persone che soffre di diarrea acquosa acuta probabilmente aumenterà.
 
L’UNICEF e le organizzazioni partner si stanno preparando per assistere circa 10.000 persone, oltre metà delle quali bambini, con terapie per la diarrea acquosa acuta nei prossimi tre mesi.
 
Stiamo costruendo 5 ambulatori per la cura delle malattie gastro-intestinali gravi, completi di farmaci e altre scorte: uno è già operativo, altri due apriranno entro questa settimana e gli ultimi due alla fine di maggio. 
 
Almeno 3 dei 24 centri sanitari sostenuti dall’UNICEF nei campi profughi e negli insediamenti di fortuna si trovano in posizioni a rischio di inondazioneCiò avrebbe conseguenze disastrose per 25-30mila profughi, per il 55% bambini. 
 
Per evitarlo, abbiamo aperto 10 nuovi ambulatori in posizioni sicure, di cui beneficiano circa 250.000 rifugiati.
 
Sempre sul versante sanitario, insieme al governo del Bangladesh e all’OMS, abbiamo progettato un secondo ciclo di vaccinazioni orali contro il colera che tra il 6 e il 13 maggio coprirà circa un milione di persone

 

L'UNICEF in azione per l'alimentazione 

La stagione monsonica può avere un impatto anche sull'aspetto nutrizionale
 
L’UNICEF assicurerà che tutti i bambini ai quali sia stata diagnosticata la malnutrizione acuta grave siano accuratamente identificati con un braccialetto rosso che permetta alle famiglie e alle comunità di appartenenza di applicare le misure terapeutiche prescritte. 
 
Abbiamo, insieme ai nostri partner, la capacità di assistere con terapie nutrizionali fino a 35.000 bambini di età compresa tra 6 mesi e 5 anni.
 
I nostri team nutrizionali sono stati integrati nelle unità mediche mobili, in modo da poter raggiungere con un intervento integrato di salute e aimentazione anche ai profughi collocati nelle aree più remote.
 
Abbiamo inoltre stoccato ingenti scorte di beni essenziali per curare la malnutrizione infantile come latte terapeutico, alimenti terapeutici pronti per l'uso e antibiotici (amoxicillina)
 

L'UNICEF in azione per la protezione e l'istruzione dei bambini 

I bambini incorrono anche nel rischio di rimanere separati dalle loro famiglie a causa delle inondazioni e delle frane.
 
L’UNICEF e le organizzazioni partner hanno potenziato i sistemi per la protezione dell'infanzia nei campi profughi e stanno rinforzando le infrastrutture degli "Spazi a misura di bambino" (Child-friendly Spaces) nelle aree più soggette alle alluvioni. 
 
Prosegue il lavoro per prevenire la separazione dei nuclei familiari, un rischio concreto nella realtà estremamente precaria degli accampamenti di fortuna. Parte di questo impegno include trasmettere alle comunità rifugiate informazioni su come comportarsi nel caso in cui un bambino sia disperso.
 
Abbiamo distribuito 250.000 braccialetti identificativi di plastica, resistenti all’acqua, identificato dei punti di raccolta dove le famiglie possono segnalare eventuali smarrimenti di bambini e formato dei volontari fra i rifugiati che possano essere di aiuto nelle operazioni di rintracciamento dei bambini rimasti soli.
 
Per evitare che in occasione di eventi meterologici estremi questi bambini siano privati dalle attività ricreative ed educative, così preziose per loro, abbiamo rinforzato le infrastrutture dei centri scolastici di emergenza, sia nei campi profughi che negli accampamenti di fortuna.
 
220 dei nostri 795 centri per l'istruzione sono collocati in luoghi a rischio allagamento, con conseguenze negative per circa 23.000 bambini.

Complessivamente, il costo per gli interventi di preparazione alle piogge monsoniche ammonta a 10 milioni di dollari: al momento, ne abbiamo a disposizione 5,9 milioni.