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Bambini sperduti

Ancora stragi nel Mediterraneo, appello UNICEF all'Europa

Abiti e un salvagente abbandonati su una spiaggia di Lesbo (Grecia) - ©UNICEF/UNI200266/Nybo
Abiti e un salvagente abbandonati su una spiaggia di Lesbo (Grecia) - ©UNICEF/UNI200266/Nybo
21 gennaio 2019 - L'UNICEF esorta i Governi europei a concordare un approccio regionale per proteggere meglio i bambini rifugiati e migranti che continuano ad affrontare gravi pericoli e violazioni dei loro diritti fondamentali durante i pericolosi viaggi nel mare Mediterraneo e al loro arrivo in Europa.
 
Si stima che circa 400 minorenni rifugiati e migranti - una media di 29 al giorno - siano arrivati sulle coste di Grecia, Italia e Spagna solamente nelle prime due settimane di gennaio.
 
Questi bambini affrontano viaggi resi particolarmente pericolosi dal gelo e dal maltempo dei mesi invernali.  
 
Dalle notizie dello scorso fine settimana risulta che circa 170 persone siano morte o scomparse in due diversi naufragi nel Mediterraneo.
 
Secondo alcune segnalazioni, a bordo c'erano diversi bambini e una donna in gravidanza. La settimana scorsa, una bambina irachena di 9 anni sarebbe annegata nel Mediterraneo mentre cercava di raggiungere l'isola di Samos con la sua famiglia. 
 
All'inizio di quest'anno, almeno 6 bambini sono stati bloccati per molti giorni a bordo della nave di salvataggio Sea Watch 3 alla quale non è stato permesso di attraccare.
 
I bambini a bordo sono rimasti nel limbo, alcuni anche 18 giorni, senza poter accedere alle cure mediche urgenti o ad altri servizi essenziali fino a quando alla nave è stato finalmente permesso di sbarcare. 
 
«Ogni giorno, i bambini rischiano la vita viaggiando in acque pericolose in condizioni di gelo, con la speranza di trovare sicurezza e opportunità per costruire un futuro dignitoso» afferma il Direttore dell'UNICEF per Europa e Asia centrale e Coordinatore speciale per i minori migranti in Europa, Afshan Khan.  

«Un approccio a livello regionale aiuterebbe ad evitare che questi bambini - molti dei quali hanno già subito sfruttamento e abusi durante i loro lunghi viaggi - debbano soffrire ulteriormente». 
 
Si stima che nel 2018 23.000 minorenni rifugiati e migranti siano arrivati via mare in Grecia, Italia e Spagna, in massima parte in fuga da conflitti, povertà estrema e persecuzioni. 
 
Abbiamo raccolto la testimonianza di uno di questi bambini - Osama, 12 anni, fuggito dal conflitto in corso nello Yemen

Osama e la sua famiglia sono stati recentemente trasferiti dal Centro di accoglienza e identificazione di Moria (sull'isola di Lesbo) ad Atene.
 
«Ho pensato: è finita, sto per morire. È così che finisce la mia vita» ci ha raccontato parlando della sua traversata del mare per raggiungere la Grecia.
 
«Il mio futuro nello Yemen era incerto. Non potevo studiare per diventare medico, ingegnere o altro. Voglio essere un medico perché voglio aiutare gli altri e la mia famiglia» ha detto.
 
Per proteggere meglio i bambini rifugiati e migranti vulnerabili, l'UNICEF chiede di prevedere un approccio su base regionale che permetta alle navi di soccorso di far sbarcare le persone in modo sicuro e più rapidamente possibile.
 
Le strutture di accoglienza e di identificazione in linea con i criteri di tutela dei diritti dell’infanzia, devono inoltre garantire l'accesso dei bambini alla protezione, alle cure sanitarie e al sostegno psicosociale e tutti i minorenni devono avere accesso a un procedimento equo e tempestivo, che comprende l'assistenza legale e le procedure d’asilo.  
 
E’ inoltre urgente un maggiore impegno per i reinsediamenti che diano la priorità ai minorenni e procedure di ricongiungimento familiare più rapide da parte di tutti gli Stati membri dell'UE.  
 
«Quest'anno ricorre il 30° anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, una pietra miliare che serve a ricordare che tutti gli Stati membri europei si sono impegnati a proteggere i diritti di tutti i bambini, indipendentemente dal loro status migratorio» ricorda ancora Afshan Khan.  
 
L'UNICEF aiuta i bambini rifugiati e migranti ad accedere ad un alloggio adeguato, al sostegno psico-sociale e all'istruzione, rafforzando al contempo i sistemi nazionali di protezione dell'infanzia a beneficio di tutti i bambini vulnerabili.
 
In tutta la regione mediterranea, l'UNICEF sostiene la protezione dei diritti di tutti i bambini rifugiati e migranti e promuove l'inclusione sociale all'interno delle nuove comunità. 
 
L'anno scorso l'UNICEF ha lanciato un appello per 34 milioni di dollari a sostegno dei bambini rifugiati e migranti in Europa. L'appello ha ricevuto complessivamente 15 milioni di dollari, risultando quindi non finanziato per il 55%. 


 
 
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