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Siria, 32 bambini vittime della guerra e del gelo

Un gruppo di famiglie con i loro pochi averi nel villaggio di Baghoz, nei pressi di Hajin, prima di affrontare un lungo e durissimo viaggio verso la salvezza - ©UNICEF/UN0277712/Souleiman
Un gruppo di famiglie con i loro pochi averi nel villaggio di Baghoz, nei pressi di Hajin, prima di affrontare un lungo e durissimo viaggio verso la salvezza, 300 km. a nord - ©UNICEF/UN0277712/Souleiman
31 gennaio 2019 - Violenze, sfollamento e condizioni climatiche estreme hanno provocato la morte di almeno 32 bambini in Siria dallo scorso dicembre a oggi.
 
Il protrarsi dei combattimenti nella zona intorno a Hajin [nell'estremo sud-est del paese, a pochi chilometri dalla frontiera con l'Iraq] hanno costretto migliaia di civili a intraprendere un lungo e faticoso viaggio verso il campo per sfollati di Al-Hol, quasi 300 km. a nord.
 
Dal dicembre dello scorso anno, circa 23.000 persone - la maggior parte delle quali donne e bambini  sono arrivate al campo dopo giorni di viaggio al gelo attraverso il deserto, con scarso cibo e nessun riparo lungo il percorso. Solamente negli ultimi tre giorni gli arrivi al campo sono stati oltre  5.000.
 
Purtroppo,la carenza totale di sicurezza rende praticamente impossibile fornire assistenza umanitaria ai bambini durante il loro tragitto verso il campo.
 
Le difficoltà del viaggio, il freddo e i lunghi periodi di attesa prima dell'ammissione al campo, con le famiglie che a volte attendono all'addiaccio per diversi giorni, hanno provocato la morte di almeno 29 bambini - 11 solamente negli ultimi due giorni.
 
L'UNICEF assiste i bambini e le loro mamme in fuga da Hajin con coperte, capi di vestiario invernali, cibo, acqua, assistenza medica e nutrizionale, "Spazi a misura di bambino" e altre misure per la protezione dell'infanzia  e attività per il ricongiungimento familiare.
 
In un'altra zona, nel nord-ovest della Siria, i combattimenti in corso a Ma'arat al-Numan (città a sud di Idlib) hanno provocato l'uccisione di tre bambini e il ferimento di decine di altri. 

Tra le vittime, anche un insegnante che lavora per un'organizzazione partner dell'UNICEF e suo figlio.

I combattimenti hanno anche danneggiato gravemente una scuola e un centro comunitario per l'infanzia.
 
A Idlib, l'UNICEF e le organizzazioni partner continuano a fornire aiuti e servizi di prima necessità ai bambini e alle loro famiglie.
 
L'UNICEF fa appello a tutte le parti per facilitare un accesso umanitario sicuro, senza ostacoli e duraturo a tutti i bambini bisognosi.
 
Le parti in conflitto hanno dimostrato un insensibile disprezzo per il diritto bellicoL'UNICEF esorta ancora una volta tutti coloro che combattono a proteggere i bambini dai pericoli, anche nelle zone di conflitto aperto. 

Non ci sono scuse: i bambini non sono e non devono mai essere bersaglio della violenza.
 
(Dichiarazione del Direttore dell'UNICEF Henrietta Fore)