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Minorenni di origine straniera

Bambini senza cittadinanza: UNICEF e UHNCR per la fine dell'apolidia infantile in Europa

Bambini di etnia Rom a Pristina, capitale del Kosovo - ©UNICEF/UN040812/Pirozzi
Bambini di etnia Rom a Pristina, capitale del Kosovo - ©UNICEF/UN040812/Pirozzi
14 febbraio 2019 - L’UNHCR (l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati) e l’UNICEF hanno lanciato un appello affinché gli Stati e le Organizzazioni regionali agiscano con urgenza per garantire che nessun bambino nasca o resti apolide in Europa.
 
Sebbene non esistano dati precisi circa il numero totale di minorenni apolidi, si stima che in Europa lo siano oltre mezzo milione di persone.
 
Con l’aumento del numero complessivo di minorenni richiedenti asilo in Europa a partire dal 2010, (con un picco delle domande nel 2015 e 2016) è cresciuto anche il numero dei minorenni identificati come privi di cittadinanza: nel 2017 i minorenni registrati come apolidi sono stati circa 2.100, il quadruplo rispetto al 2010.
 
I minorenni senza cittadinanza hanno un accesso limitato ai servizi e ai diritti più basilari, quali listruzione e l’assistenza sanitaria, e rischiano di rimanere discriminati per tutta la vita.
 
L’assenza di documenti d’identità ufficiali può esporre i minorenni a rischi più elevati di divenire vittime di violenze, abusi e tratta, mettendo inoltre a rischio essi stessi e le proprie famiglie di finire in stato di arresto e di detenzione.
 
«La vita rema contro i bambini apolidi fin dal suo inizio. Come tutti noi, essi possono sognare e avere speranze, ma gli impedimenti legali che affrontano spesso comportano che i loro sogni si infrangano prima ancora che diventino adulti. Così, il loro potenziale è totalmente sprecato» dichiara Pascale Moreau, Direttrice dell’Ufficio dell'UNHCR per l’Europa.
 
Sono tre le categorie di minorenni ad essere particolarmente colpite:
  • Minorenni nati apolidi in Europa. Tale categoria include i minorenni che non possono ereditare la cittadinanza dei propri genitori a causa di discriminazioni legate al genere e di lacune nella legislazione in materia di cittadinanza, e quelli che sono apolidi poiché lo sono i genitori.  
  • Minorenni nati in Europa la cui nascita non è stata registrata, per esempio quelli delle popolazioni minoritarie vulnerabili, quali i Rom.
  • Minorenni originari di Paesi conosciuti per la presenza di popolazioni apolidi che sono rifugiati o richiedenti asilo in Europa.

«Ogni bambino ha il diritto di avere un nome e una cittadinanza» commenta Afshan Khan, Direttrice UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale, nonché Coordinatrice Speciale per la Risposta alla crisi di Rifugiati e Migranti in Europa.

«I governi non hanno solamente la responsabilità di adottare le tutele legali che impediscano che un bambino nasca apolide, ma anche quella di assicurare assistenza legale e supporto affinché ogni minore apolide possa effettivamente godere del diritto di cittadinanza.» 

Per rispondere in modo più efficace al fenomeno dell'apolidia infantile in Europa, UNICEF e UNHCR propongono una serie di soluzioni a basso costo, efficaci e sostenibili, fra le quali: 

  • Assicurare che ogni minore rifugiato o migrante apolide sia opportunamente identificato e protetto fin dal suo arrivo in Europa
  • Semplificare le procedure che permettono ai minorenni apolidi di acquisire la cittadinanza il prima possibile 
  • Adottare o modificare le leggi al fine di includere le tutele che permettano di concedere la cittadinanza a tutti i bambini nati in un determinato Paese e che, diversamente, sarebbero apolidi. 

Se da un lato il tasso di registrazione delle nascite in Europa è elevato, dall'altro la promozione di campagne informative rivolte alle famiglie maggiormente a rischio di apolidia aiuterebbe a identificare i minorenni non registrati e a sostenere le famiglie a effettuare le procedure di registrazione.  

Fare in modo che tutti abbiano un’identità legale tramite la registrazione della nascita entro il 2030 costituisce uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
 
L’UNICEF lavora affinché tutti i bambini siano registrati alla nascita, mentre la campagna #IBelong lanciata dall'UNHCR mira a porre fine all'apolidia, che riguarda milioni di persone nel mondo, entro il 2024.