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Guerra senza tregua nello Yemen: ogni giorno 8 bambini feriti o uccisi

Bambini assistiti presso il Centro per le Protesi e Fisioterapia di Aden (Yemen), struttura finanziata dall'UNICEF. Sono quasi 4.400 i bambini mutilati o feriti in 4 anni di guerra - ©UNICEF/UN0263087/Abdulhaleem
Bambini assistiti presso il Centro per le Protesi e Fisioterapia di Aden (Yemen), struttura finanziata dall'UNICEF. Sono quasi 4.400 i bambini mutilati o feriti in 4 anni di guerra - ©UNICEF/UN0263087/Abdulhaleem
25 febbraio 2019 – Oggi nello Yemen circa 1,2 milioni di bambini vivono in 31 zone nelle quali il conflitto è attivo, fra cui Hodeidah, Taizz, Hajjah e Sa’da, aree caratterizzate da gravi violenze causate dalla guerra. 

«Non è cambiato molto, per i bambini yemeniti, da quando è stato siglato l'accordo di Stoccolma, il 13 dicembre 2018» afferma Geert Cappelaere, Direttore UNICEF per Medio Oriente e Nord Africa. «Da allora, in media, ogni giorno 8 bambini vengono feriti o uccisi. La maggior parte delle vittime sono colpite mentre giocano con i loro amici fuori casa o mentre si recano a scuola». 

«L’impatto del conflitto sull'infanzia dello Yemen è molto profondo e non risparmia alcun bambino. Quattro anni di sconvolgente violenza, alti livelli di povertà e decenni di conflitti, negligenze e privazioni hanno messo in ginocchio la società yemenita, lacerando il suo tessuto sociale, fondamentale per ogni società e soprattutto per i bambini.»

Le cifre della tragedia 

Dal 26 marzo 2015 (inizio del conflitto) a fine dicembre 2018 le Nazioni Unite hanno verificato innumerevoli violazioni dei diritti umani, il cui numero reale potrebbe tuttavia essere di gran lunga maggiore:


2.672 bambini uccisi (1.782 maschi, 744 femmine, 49 mai identificati)
4.371 bambini feriti (2.977 maschi, 1.087 femmine)
2.787 bambini reclutati nei combattimenti
323 attacchi o occupazioni a uso militare di edifici scolastici
133 attacchi o occupazioni a uso militare di strutture sanitarie
Incremento preoccupante dei matrimoni precoci: 2/3 delle ragazze yemenite si sposano prima dei 18 anni.
 
 
L’UNICEF e le organizzazioni partner hanno intensificato gli interventi per rispondere agli immensi  bisogni umanitari dei bambini e delle famiglie dello Yemen, considerata dall'ONU la più vasta crisi umanitaria attualmente in corso nel mondo.
 
Insieme alla Banca Mondiale, l’UNICEF sta fornendo a un milione e mezzo di famiglie ridotte in estrema povertà sussidi monetari di emergenza. Questo strumento si è rivelato molto efficace per prevenire misure estreme di sopravvivenza quali il lavoro minorile, i matrimoni precoci o l'arruolamento di minorenni.
 
Nel solo 2018 l’UNICEF ha fornito cure a oltre 345.000 bambini gravemente malnutriti, mentre circa 800.000 bambini hanno beneficiato di sostegno psico-sociale per superare i traumi subiti.
 
 

Appello umanitario per lo Yemen

L’appello umanitario dell’UNICEF per rispondere ai bisogni dell'infanzia nello Yemen per il 2019 ammonta a 542 milioni di dollari.
 
Siamo grati ai donatori per la generosità che hanno dimostrato l’anno passato. Ma la generosità da sola non porterà alla fine delle sofferenze dei bambini in Yemen.
 
Ancora una volta, l’UNICEF chiede alle parti in conflitto di porre fine alle violenze nelle zone di combattimento e in tutto il territorio nazionale, di proteggere i civili, di tenere i bambini lontani dai pericoli e di consentire l'accesso agli aiuti umanitari ai bambini e alle famiglie, ovunque si trovino nel paese.
 
Mentre la comunità internazionale si incontra a Ginevra questa settimana per il Vertice di alto livello sulla crisi umanitaria nello Yemen, l’UNICEF chiede contributi non vincolati da condizioni al fine di fornire assistenza di prima necessità ai bambini yemeniti e l'impegno a investire nello Yemen per aiutare i bambini ad avere quel futuro che ogni genitore, ovunque nel mondo, spera per i propri figli.
 
Questo è il solo modo in cui lo Yemen può tornare a camminare sulle proprie gambe. Senza questo impegno, lo Yemen continuerà ad essere devastato dalla violenza e il suo futuro rimarrà appeso a un filo, con conseguenze disastrose per i bambini.
 
(Dichiarazione di Geert Cappelaere, Direttore UNICEF per Medio Oriente e Nord Africa)