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Siria, la morte e la disperazione perseguitano i bambini di Rukban

© UNICEF/UN0277715/Souleiman
28 febbraio 2019 - Nonostante i ripetuti appelli, le morti di bambini a Rukban, al confine sudoccidentale della Siria con la Giordania, continuano ad aumentare con un tasso allarmante. Dall’inizio dell’anno, ogni 5 giorni è morto un bambino.
 
Dei 12 bambini morti fino ad ora quest’anno, 5 erano neonati che non hanno superato nemmeno la prima settimana di vita.
 
Le prime ore, giorni, mesi di vita sono i più importanti per la sopravvivenza di un bambino. Nonostante i migliori sforzi della comunità umanitaria per fornire aiuti di emergenza, Rukban, per le disperate condizioni in cui si trova, è un luogo in cui nessun bambino dovrebbe nascere o crescere. 
 
Un mese fa, l’UNICEF ha lanciato un allarme per le temperature gelide e la mancanza di assistenza sanitaria che stavano mettendo a serio rischio le vite dei bambini a Rukban.
 
Da allora, altri 8 bambini sotto i 5 anni sono morti, 8 madri hanno subito l’inconsolabile perdita di un figlio solo per la mancanza di assistenza umanitaria – qualcosa di scontato nella maggior parte del mondo. 
 
Come possiamo stare a guardare mentre bambini e neonati muoiono per malnutrizione, sepsi, malattie respiratorie e altre cause facilmente prevenibili con accesso ad assistenza medica adeguata e condizioni di vita essenziali?
 
All’inizio di febbraio, un convoglio congiunto UNICEF, UN e la Mezzaluna Rossa Araba Siriana ha distribuito aiuti per assistenza sanitaria, nutrizionale, igiene e istruzione a circa 40.000 persone che vivono a Rukban.
 
Ma quest’intervento ha offerto solo un sollievo temporaneo ai bambini e alle loro famiglie che sopportano da anni tante difficoltà.
 
L’UNICEF chiede a tutte le parti di considerare in primo luogo i bambini e trovare con urgenza una soluzione duratura per porre fine agli anni di sofferenze che hanno dovuto sopportare.
 
Se le parti non dovessero trovare un accordo per un piano sostenibile per i bambini a Rukban, l’UNICE chiede loro di sostenere subito un accesso umanitario facilitato, senza impedimenti e condizioni ai bambini che hanno bisogno di aiuto.
 
Quanti altri allarmi dovremo lanciare per evitare che i bambini muoiano? Non c’è altro tempo da perdere
 
Dichiarazione di Geert Cappelaere, Direttore regionale UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa



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