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Dopo la Conferenza di Ginevra riprende a infuriare la guerra nello Yemen

Un bambino vaccinato contro morbillo e rosolia a Sanaa (Yemen) - ©UNICEF/UN0284441/Alaidroos
Un bambino vaccinato contro morbillo e rosolia a Sanaa (Yemen) - ©UNICEF/UN0284441/Alaidroos

13 marzo 2019 – Il bombardamento di sabato scorso, 9 marzo, ad Hajjah, a nord della città portuale di Hodeidah,  è costato ancora una volta un pesante prezzo di sangue per l'infanzia dello Yemen: 12 bambini sono stati uccisi mentre erano nelle proprie abitazioni, e altri 14 sono rimasti feriti.

Molti dei bambini feriti sono stati trasportati negli ospedali del distretto di Abs e a Sana’a per le cure del caso. Alcuni di loro potrebbero sopravvivere solo se fossero evacuati all'estero.

L’UNICEF ha distribuito scorte di farmaci agli ospedali in cui i bambini sono stati ricoverati e sta fornendo assistenza psicologica ai sopravvissuti e alle loro famiglie.

La recente escalation del conflitto, nell’area, ha già costretto allo sfollamento migliaia di famiglie, compresi i bambini, che non hanno né cibo né medicine.

Dall'inizio di marzo, nel solo governatorato di Hajjah, più di 37.000 civili - per circa metà bambini - sono sfollati dalle proprie abitazioni. Le famiglie dormono all'addiaccio o all'interno di edifici pubblici.

L'ondata di violenza ha ulteriormente peggiorato il sistema sanitario e le infrastrutture igieniche nell’area, aumentando a dismisura il rischio di colera e di diarrea acquosa acuta. Da gennaio sono stati registrati 6.322 casi sospetti.

I combattimenti in corso restringono anche l’accesso delle organizzazioni umanitarie nella regione, impedendolo anche per intere settimane. Nonostante questi ostacoli, l’UNICEF continua a fornire assistenza alle comunità sfollate e terapia nutrizionale ai bambini colpiti da malnutrizione acuta grave.

A prescindere dalle misure prese e dalla quantità degli aiuti distribuiti, la situazione per i bambini yemeniti potrà migliorare solo quando verrà posto termine al conflitto. Ogni giorno altri  bambini muoiono a causa di questa guerra senza senso.

L’UNICEF rinnova a tutte le parti in conflitto l'invocazione a rispettare gli obblighi a cui sono tenuti in base al diritto internazionale umanitario e a evitare azioni militari violente e indiscriminate in aree densamente popolate.

L’UNICEF chiede ancora una volta alle parti di porre fine alle violenze e di consentire l’accesso umanitario ai bambini e alle famiglie, ovunque si trovino e, prima di qualsiasi altra cosa, di tenere i bambini lontano dai pericoli.

 

(Dichiarazione di Henrietta Fore, Direttore esecutivo dell'UNICEF)