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Yemen, i bambini continuano a morire per colera e diarrea

Yemen, un operatore dell'UNICEF con un bambino in braccio - © UNICF/Yemen
27 marzo 2019 – Nello Yemen, dall'inizio dell’anno sono stati registrati circa 109.000 casi di diarrea acquosa acuta e sospetto colera, con 190 decessi.
 
Circa un terzo dei casi riportati riguarda bambini sotto i 5 anni. Questo accade a due anni da quando nel paese si era verificata la peggiore epidemia di colera della storia recente, con oltre un milione di casi segnalati.
 
Temiamo che il numero di casi sospetti di colera continuerà ad aumentare con l’arrivo anticipato della stagione delle piogge e in considerazione del fatto che sono stati distrutti servizi di vitale importanza, come gli impianti e le reti idriche.
 
La situazione è ulteriormente aggravata dalle pessime condizioni in cui versano i sistemi per lo smaltimento delle acque reflue, dall’utilizzo di acqua contaminata in agricoltura, dall'inaffidabilità delle forniture di corrente elettrica per conservare il cibo, e dallo spostamento continuo di migliaia di famiglie sfollate a causa delle crescenti violenze, soprattutto nelle zone di Hodeidah e Tai'z.
 
 

L'azione dell'UNICEF per i bambini dello Yemen

I nostri team in Yemen lavorano giorno e notte, insieme a un’ampia rete di partner locali, per contenere lulteriore espansione di queste malattie.
 
Concentrandosi su 147 distretti prioritari, stiamo mobilitando maggiori aiuti nell'ambito di salute, l’acqua e igiene, impiegando team di risposta rapida

Complessivamente, in questi distretti sono operativi 413 Centri per la terapia per la diarrea e per la reidratazione orale .
 
I nostri partner stanno riparando i sistemi idrici e igienici. Nelle scorse settimane abbiamo ampliato le attività di clorurazione per disinfettare le scorte di acqua in 95 distretti considerati prioritari e abbiamo fornito carburante e pezzi di ricambio per la manutenzione delle reti idriche e fognarie.
 
Un ciclo di vaccinazione orale contro il colera ha raggiunto oltre 400.000 persone in diversi distretti. 

Nel frattempo, dall'inizio dell'anno è in corso una campagna di sensibilizzazione delle comunità locali che ha raggiunto finora 600.000 persone attraverso messaggi porta-a-porta, miranti a fornire alle famiglie informazioni sulle corrette pratiche igieniche e a migliorare la segnalazione di sintomi e il ricorso alle cure mediche.
 
UNICEF e Organizzazione Mondiale della Sanità (OMSsi impegnano a continuare ed intensificare la propria risposta umanitaria per fornire assistenza immediata alla popolazione colpita e per prevenire un’ulteriore diffusione delle infezioni.
 
Stiamo facendo tutto il possibile per evitare che si ripeta lo scenario del 2017, anche attraverso l’utilizzo tempestivo di misure efficaci e di provata efficacia, fra cui la vaccinazione orale contro il colera.
 
Tuttavia dobbiamo fare i conti con molti problemi, come la recrudescenza dei combattimenti, le restrizioni all'accesso per le organizzazioni umanitarie e gli ostacoli burocratici che impediscono di portare aiuti e personale in Yemen.
 
UNICEF e OMS chiedono di eliminare tutte le restrizioni sulle proprie operazioni umanitarie, sia per quanto concerne il contrasto alla diffusione delle malattie, sia in altri ambiti.
 
I nostri team devono avere pieno accesso per poter raggiungere ogni bambino, donna o uomo che abbia bisogno di assistenza medica e umanitaria.
 
Soprattutto, rinnoviamo l'appello congiunto a porre fine ai combattimenti. È tempo che questa guerra, durata quattro lunghi anni, cessi.
 
Se ciò non dovesse succedere, lo Yemen continuerà a rimanere intrappolato in una rete di malattie e crudeltà, e affonderà sempre più in un disastro umanitario senza fine. E i più vulnerabili, i bambini, ne pagheranno il prezzo più alto.
 
(Dichiarazione di Geert Cappelaere, Direttore UNICEF per Medio Oriente e Nord Africa)