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Dal Venezuela una crisi migratoria continentale: oltre un milione di bambini da assistere

Rumichaca, confine tra Colombia e Ecuador. La piccola Laila (3 anni) sulle spalle di papà José Ramon, pescatore venezuelano in viaggio con la famiglia verso Quito (Ecuador) in cerca di lavoro - ©UNICEF/UN0247721/Arcos
Rumichaca, confine tra Colombia e Ecuador. La piccola Laila (3 anni) sulle spalle di papà José Ramon, pescatore venezuelano in viaggio con la famiglia verso Quito (Ecuador) in cerca di lavoro - ©UNICEF/UN0247721/Arcos
5 aprile 2019 - A causa della crisi che ha colpito il Venezuela, nel 2019 circa 1,1 milioni di bambini – fra cui quelli emigrati dal paese, quelli che vi hanno fatto ritorno e coloro che vivono in comunità ospitanti e di transito – avranno bisogno di sostegno, protezione e accesso ai servizi di base nella regione latino-americana. 

Il numero previsto è dunque in netto incremento rispetto ai circa 500.000 bambini che hanno bisogno di aiuto oggi. 

L’UNICEF chiede ai governi coinvolti di difendere i diritti di tutti i bambini, inclusi quelli migranti e rifugiati, e di assicurare loro l'accesso ai servizi essenziali.

Complessivamente, le agenzie umanitarie stimano che quest’anno 4,9 milioni di persone nella regione – inclusi paesi come Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Panama, Perù e Trinidad e Tobago – avranno bisogno di assistenza a causa dei movimenti di popolazione innescati dalle disastrose condizioni economiche e sociali in Venezuela.

«Ci incoraggiano gli sforzi degli Stati della regione di ricercare soluzioni condivise alle sfide poste da queste migrazioni su vasta scala, in linea con gli standard internazionali e le leggi nazionali, come il Protocollo adottato dall'Ecuador per tutelare i minorenni migranti» commenta María Cristina Perceval, Direttore dell’UNICEF per l’America Latina e i Caraibi.

È chiaro, tuttavia, che con il persistere della crisi e con l’aumento del numero dei migranti venezuelani nella regione, servizi essenziali come protezione, assistenza sanitaria e istruzione nei paesi di transito e ospitanti verranno sottoposti a una pressione aggiuntiva.

I bambini e le famiglie migranti affrontano difficoltà per regolarizzare il proprio status giuridico, che può pregiudicare il loro accesso a misure di protezione sociale, cure mediche, assistenza alla prima infanzia, istruzione, possibilità di reddito e di tutela dei bambini. 

Nell'immediato, la mancanza nei paesi ospitanti di politiche pubbliche organiche sulle migrazioni sta esponendo i bambini a un rischio elevato di rimanere vittime di discriminazione, violenze, separazione delle famiglie, xenofobia, sfruttamento e abusi.

Non mancano infatti resoconti di episodi di xenofobia e violenza perpetrati nei confronti dei minorenni venezuelani, che destano in noi grave preoccupazione. 

I più vulnerabili sono i minorenni in viaggio senza familiari adulti al seguito, le donne incinte o in allattamento, i membri di etnie indigene.
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«In base agli standard sui diritti umani gli Stati devono permettere ai bambini l’ingresso e la registrazione nel proprio territorio, quale pre-requisito per le prime procedure di valutazione ai fini della loro protezione», aggiunge Perceval. «Anche quando sono non accompagnati e privi di  documentazione ufficiale, essi devono essere immediatamente indirizzati a personale specializzato, che possa valutare le loro necessità di tutela.»
 
Registrare i minori migranti è il primo passo per garantire i loro diritti. Le informazioni che emergono dal processo di registrazione forniscono inoltre agli Stati elementi utili per pianificare e finanziare il loro intervento di assistenza..
 

L'azione dell'UNICEF per i bambini venezuelani migranti

L'UNICEF ha varato un appello umanitario da 69,5 milioni di dollari per rispondere ai bisogni dei minorenni che migrano dal Venezuela e per coloro che vivono nelle comunità che ospitano profughi o ne sopportano il transito, all'interno del continente latino-americano.
 
L'azione dell’UNICEF, in collaborazione con i governi nazionali e locali e con le organizzazioni partner, mira a garantire acqua potabile, assistenza sanitaria, servizi igienici, misure di protezione e istruzione, sia per i minorenni migranti che per quelli delle comunità ospitanti più vulnerabili.
 
Fondamentale è anche il nostro impegno per assicurare il rispetto dei principi internazionali sui diritti umani:
  • rendere prioritaria la protezione dei bambini su qualsiasi altra considerazione politica
  • il non respingimento alla frontiera
  • garantire il superiore interesse del minore
  • la non separazione e la riunificazione delle famiglie
  • il divieto di detenzione di bambini e famiglie sulla sola base del loro status migratorio
  • la  tutela integrale dei diritti dei bambini, a prescindere dal loro status migratorio, fra cui il diritto alla registrazione alla nascita.