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Nigeria, smobilitati 900 bambini soldato da milizia anti-Boko Haram

©UNICEF Nigeria
©UNICEF Nigeria

10 maggio 2019 – Oggi 894 minorenni, fra i quali 106 ragazze, i più giovani dei quali di appena 13 anni, sono stati rilasciati dalle fila della Civilian Joint Task Force (CJTF)* a Maiduguri, nel nord est della Nigeria, come parte dell’impegno preso dalla milizia per porre fine e prevenire il reclutamento e l’uso di bambini.

Nel conflitto armato in corso nel Nord-est della Nigeria, più di 3.500 bambini sono stati reclutati e utilizzati da gruppi armati non statali tra il 2013 e il 2017. Molti altri sono stati rapiti, mutilati, violentati o uccisi.

Molte ragazze, violentate dai guerriglieri jihadisti di Boko Haram sono diventate madri e hanno partorito senza alcun tipo di assistenza.

Dal settembre 2017, allorché il CJTF siglò un accordo impegnandosi a porre fine e prevenire il reclutamento e l’uso di "bambini soldato", 1.727 minorenni sono stati smobilitati. Da allora, tra le fila del CJTF non ci sono stati altri nuovi reclutamenti.

«Ogni impegno per i bambini che si traduce in azione concreta è un passo in direzione della protezione dei diritti dell'infanzia e deve essere riconosciuto e incoraggiato» commenta Mohamed Fall, Rappresentante dell’UNICEF in Nigeria e condirettore della Task Force dell'ONU per il  monitoraggio e la documentazione di gravi violazioni dei diritti dell'infanzia nel paese africano.

«I bambini del nord-est della Nigeria hanno sopportato il peso di questo conflitto. Sono stati utilizzati da gruppi armati sia per combattere sia in altri ruoli e hanno assistito a atrocità, uccisioni e violenze. La partecipazione al conflitto ha avuto serie conseguenze sul loro benessere fisico ed emotivo.»

I bambini e i giovani rilasciati oggi riceveranno sostegno attraverso programmi di reintegrazione per aiutarli a tornare alla vita civile, trovare nuove opportunità di crescita e contribuire a portare una pace durevole in Nigeria, in qualità di cittadini produttivi per il proprio paese.

Quando non ricevono questo tipo di sostegno, molti ragazzi liberati dai gruppi armati incontrano difficoltà insormontabili per riadattarsi alla vita civile, in quanto molti di essi sono privi di istruzione e di competenze professionali. 

«Non possiamo rinunciare a batterci per i bambini, finché saranno coinvolti in combattimenti. Continueremo finché non rimarrà nessun bambino tra le fila di gruppi armati in Nigeria,» ha continuato Fall.

L’UNICEF coopera con le autorità statali e con le organizzazioni partner per favorire  l'applicazione del programma di reintegrazione sociale per tutti i bambini e adolescenti smobilitati e per gli altri colpiti dal conflitto in corso.

Gli interventi di sostegno, calibrati in base all'età e al genere includono una valutazione iniziale della loro situazione, assistenza psicologica e sociale, istruzione, corsi di formazione professionale, apprendistato e attività generatrici di reddito..

Negli ultimi due anni non meno di 9.800 tra civili usciti dalle milizie e minori vulnerabili nelle proprie comunità che grazie all'UNICEF hanno beneficiato di questi servizi.