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Sudan, sempre più bambini rimangono coinvolti nella guerra

Nyamar, 3 anni. Migliaia di famiglie con bambini hanno trovato rifugio nella base ONU di Bol (Sud Sudan), dove l'UNICEF presta assistenza umanitaria - ©UNICEF/UNI176406/Holt
Nyamar, 3 anni. Migliaia di famiglie con bambini hanno trovato rifugio nella base ONU di Bol (Sud Sudan), dove l'UNICEF presta assistenza umanitaria - ©UNICEF/UNI176406/Holt
12 giugno 2019 – Dal 3 giugno in Sudan, almeno 19 bambini sarebbero stati uccisi e altri 49 feriti. Sono profondamente preoccupata per l’impatto sui bambini e i giovani delle continue violenze e disordini nel paese, soprattutto per l’uso eccessivo della forza che sembra sia avvenuto contro manifestanti pacifici.

Abbiamo ricevuto notizie di bambini detenuti, reclutati per partecipare ai combattimenti e vittime di abusi sessuali.
 
Le scuole, gli ospedali e i centri sanitari sono stati utilizzati come obiettivi, saccheggiati e distrutti. Gli operatori sanitari sono stati attaccati solo perché facevano il proprio lavoro.

Molti genitori sono troppo preoccupati per lasciare uscire di casa i propri figli, impauriti da violenza, molestie e illegalità.
 
La carenza di acqua, cibo e medicine è stata segnalata in tutto il paese, mettendo a rischio la salute e il benessere dei bambini.

I bambini in Sudan stanno già portando il peso di decenni di conflitti, sottosviluppo cronico e scarsa governance. Le violenze attuali stanno rendendo una situazione già critica ancor peggiore.

Anche di fronte a questa instabilità, il lavoro dell’UNICEF per i bambini in Sudan continua. Stiamo fornendo a milioni di bambini, compresi quelli sfollati o rifugiati, vaccini, acqua sicura, cure per la malnutrizione acuta grave e supporto psicosociale.
La violenza però deve terminare.
 
L’UNICEF chiede a tutti coloro coinvolti di proteggere i bambini sempre e tenerli lontani dai pericoli. Ogni attacco contro bambini, scuole o ospedali è una grave violazione dei diritti dei bambini.

L'UNICEF invita le autorità a consentire alle organizzazioni umanitarie di dare assistenza a coloro che ne hanno bisogno, anche attraverso l'accesso agli ospedali che sono off-limits o chiusi.

Mi unisco al Segretario generale nell'esortare le parti a proseguire un dialogo pacifico e a riprendere i negoziati sul trasferimento del potere a un'autorità di transizione a guida civile.
 
I bambini del Sudan vogliono la pace. La comunità internazionale deve assumere una posizione ferma a sostegno delle loro aspirazioni.
 
Dichiarazione di Henrietta Fore, Direttore generale UNICEF