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Bambini sperduti

Fore (UNICEF): più tutela e assistenza per i bambini migranti tra Stati Uniti e Messico

Tijuana, Messico Il direttore esecutivo dell'UNICEF Henrietta H. Fore visita un centro di accoglienza supportato dove i bambini migranti provenienti dal Messico e dall'America centrale ricevono sostegno psicosociale © UNICEF/UN0321669/Carrillo
Tijuana, Messico Il direttore esecutivo dell'UNICEF Henrietta H. Fore visita un centro di accoglienza supportato dove i bambini migranti provenienti dal Messico e dall'America centrale ricevono sostegno psicosociale © UNICEF/UN0321669/Carrillo

27 giugno 2019 - «Sono profondamente preoccupata per il benessere dei bambini migranti al confine tra Stati Uniti e Messico.

Dopo avere già affrontato uin viaggio pericoloso, molti bambini vengono ora accolti in strutture non attrezzate per soddisfare i bisogni di questa popolazione vulnerabile.

Le notizie recenti provenienti da alcune di queste strutture sono pessime. I bambini non dovrebbero trovarsi in ambienti poco sicuri, che possono causare stress e danni irreparabili alla loro salute e al loro sviluppo.

Questa è una situazione terribile che richiede un'azione urgente e finanziamenti per fornire ai bambini e alle famiglie servizi e sostegno che sono essenziali.

È difficile comprendere che questo stia accadendo in un paese con una storia così ricca in quanto campione per i bambini bisognosi in tutto il mondo, in particolare per coloro che sono stati sradicati dalle loro case e comunità a causa della crisi.

Sotto ogni aspetto, questi sono bambini in stato di bisogno - posso dirlo perché li ho incontrati di persona.

La settimana scorsa ho incontrato bambini e famiglie provenienti dai paesi del Centro America in un rifugio per migranti a Tijuana, in Messico. Nessuno di loro era desiderosa i lasciare il proprio paese, ma tutti sentivano di non avere scelta a causa della minaccia della violenza delle gang o della povertà opprimente.

Alcuni bambini erano già stati traumatizzati da esperienze nei loro paesi di origine o durante il percorso migratorio.

La straziante foto che mostra i corpi senza vita della bambina salvadoregna Valeria e di suo padre Oscar sulla riva del Rio Grande, è un forte richiamo sui pericoli che si trovano ad affrontare i migranti che cercano di raggiungere gli Stati Uniti.

È un'immagine che brucia e che dovrebbe scuotere ognuno di noi nel profondo.

L'UNICEF sta già lavorando per ampliare l'accesso alla protezione, all'istruzione e ad altri servizi per i bambini migranti ovunque si trovino nella regione.

Ma i paesi di origine, di transito e di destinazione devono anche agire e attuare un approccio coordinato per garantire i diritti, la protezione, il benessere e la dignità dei bambini migranti e rifugiati.

Nessun paese può farlo da solo. Affrontare le cause profonde della migrazione forzata e le esigenze dei bambini sradicati richiede un serio impegno, determinazione e risorse.»

 

(Dichiarazione del Direttore esecutivo dell'UNICEF Henrietta Fore)