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Al-Hol (Siria), il campo profughi dei bambini dimenticati

Un'operatrice di un team sanitario mobile dell'UNICEF somministra una vaccinazione a una bambina nel campo di Al-Hol, nel nord-est della Siria - ©UNICEF/UN0327927/Hawas
Un'operatrice di un team sanitario mobile dell'UNICEF somministra una vaccinazione a una bambina nel campo di Al-Hol, nel nord-est della Siria - ©UNICEF/UN0327927/Hawas

17 luglio 2019 – Cercando riparo dal sole a picco nell'ombra di una tenda, Afraa, 14 anni, originaria dell'Iraq, aspetta che sia il turno dei suoi due fratellini per la visita medica.

«Ci sono voluti 9 giorni per arrivare qui da Baghouz...Non so cosa ne sarà di noi», ci dice.

Siamo nel campo profughi di Al-Hol, nel nord-est della Siria.

Qui vivono non meno di 70.000 persone. L’UNICEF stima che più del 90% di loro siano donne e bambini. 

Tra i bambini, solo 20.000 sono siriani. Gli altri, ben 29.000, appartengono a ben 62 nazionalità diverse. Il gruppo più numeroso, circa 9.000, è rappresentanto da rifugiati dell’Iraq.

La maggior parte di loro ha meno di 12 anni. Sono bambini estremamente vulnerabili, sopravvissuti a terribili combattimenti e testimoni di atrocità inimmaginabili.

I bambini di Al-Hol vivono in una condizione umanitaria precaria, aggravata in molti casi dall’avere subito esperienze di abuso, dall’essere stati costretti a combattere o a compiere atti di estrema violenza.

Essi sono solo una parte di un ben più vasta popolazione di bambini e ragazzi che potrebbero essere stati coinvolti nelle ostilità

Vivono in campi profughi come questo, ma anche in centri di detenzione o in orfanotrofi sparsi in tutta la Siria, soprattutto nel nord-est.

Questi bambini continuano ad essere esposti ad un elevato rischio a causa dell’acuirsi delle violenze.

Nella provincia di Idlib, nel nord-ovest del paese, circa un milione di bambini sono rimasti intrappolati per mesi e mesi nel mezzo di violenti combattimenti. Il loro destino è in bilico.

I bambini di Al-Hol hanno bisogno di cure, protezione e assistenza urgenti, soprattutto con le elevate temperature estive.

«Migliaia di ragazzi e ragazze nel campo di Al-Hol non hanno mai avuto la possibilità di essere semplicemente dei bambini» sottolinea Fran Equiza, Rappresentante dell'UNICEF in Siria, di ritorno da una missione ad Al-Hol. 

«Eppure sono bambini, a tutti gli effetti! Meritano di ricevere cure, protezione, attenzione e servizi ai massimi livelli. Dopo anni di violenze, sono diventati soggetti indesiderati, stigmatizzati dalle loro comunità locali o ignorati dai loro governi.» 

Nonostante le violenze in corso nell'area, e sebbene l’afflusso di sfollati che arrivano ad Al-Hol stia diminuendo, i bisogni umanitari, come l’accesso all'acqua potabile e l’assistenza sanitaria, restano a un livello critico.

«Stiamo lavorando con i nostri partner e donatori per garantire ai bambini assistenza sanitaria immediata» prosegue Equiza. «Ma è solo una goccia nell'oceano. Occorre fare molto di più per continuare a fornire ai bambini servizi di base e protezione, in vista del loro reintegro nelle comunità locali e un ritorno sicuro ai paesi di origine.»

L’UNICEF ricorda a tutte le parti coinvolte che questi bambini hanno il pieno diritto a essere salvaguardati, a ricevere documentazione legale e accesso alla riunificazione familiare. 

Chiediamo le seguenti azioni immediate:

  • A tutti gli Stati Membri coinvolti: in linea con il superiore interesse dei bambini e in pieno accordo con gli standard legislativi internazionali, di assumersi piena responsabilità per il reintegro dei bambini nelle comunità locali e un rimpatrio sicuro dei bambini nei propri paesi.
  • A tutte le parti in conflitto in Siria e coloro che possono esercitare un’influenza: di facilitare un accesso umanitario incondizionato, all'interno del campo di Al-Hol e nel resto della Siria, per raggiungere ogni bambino che abbia bisogno di aiuto, ovunque si trovi. 

 

UNICEF in azione per i bambini di Al-Hol

Insieme alle organizzazioni partner, l’UNICEF continua a rispondere ai bisogni dei bambini ad Al-Hol.

Negli ultimi mesi, almeno 520 bambini separati o non accompagnati sono stati identificati, 214 di loro sono stati ricongiunti a membri delle loro famiglie, mentre 74 sono ospitati in centri di assistenza temporanei;

L’UNICEF sta allestendo scuole provvisorie per 3.000 bambini ospiti del campo, "Spazi a misura di bambini" e opera con i suoi team mobili per la protezione dell’infanzia.

  • Sono stati raggiunti 12.000 bambini con attività ricreative, supporto psicosociale, case management e cure speciali per i bambini separati e non accompagnati.
  • Dall’inizio dell’anno le squadre mobili per la salute e la nutrizione supportate da UNICEF e OMS hanno fornito vaccini e servizi per la nutrizione ai bambini nel campo attraverso strutture fisse e team mobili.
  • Ogni giorno, l’UNICEF e i suoi partner forniscono circa 1,7 milioni di litri di acqua potabile e 750.000 litri di acqua per uso domestico. Dato che il consumo di acqua durante l’estate cresce, sarà una sfida continuare a garantire quantità sufficienti di acqua.
  • Sono state installate più di 1.280 latrine

L’UNICEF ha lanciato un appello umanitario per 9 milioni di dollari, necessari per continuare a fornire assistenza e supporto ai bambini e alle famiglie nei campi e ampliare le operazioni per rispondere ai loro bisogni.