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Ambiente

Greta e gli altri, reclamo all'ONU per l'inazione sul clima

Greta Thunberg durante la manifestazione
Greta Thunberg durante la manifestazione "Fridays for Future" di New York del 20 settembre 2019, che ha visto sfilare 250.000 persone - ©UNICEF/UNI207028/Chalasani
23 settembre 2019 – 16 ragazzi – fra cui Greta Thunberg e Alexandria Villaseñor – provenienti da 12 Stati del mondo hanno presentato oggi uno storico reclamo al Comitato ONU sui Diritti dell'Infanzia per protestare contro l'inazione dei governi di fronte alla crisi del clima.

I bambini e adolescenti firmatari – di età compresa tra gli 8 e i 17 anni – sostengono che il fallimento degli Stati nell'affrontare la crisi costituisca una violazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti e chiedono a questo organismo indipendente di sollecitare i governi ad agire per proteggere i bambini dagli effetti devastanti del cambiamento climatico.

«Le cose devono cambiare adesso, se vogliamo evitare conseguenze tragiche. La crisi climatica non riguarda solamente il tempo atmosferico. Essa porta con sé anche carenze di cibo e acqua, invivibilità dei luoghi e, di conseguenza, migrazioni forzate. È qualcosa che ci terrorizza» commenta la giovanissima attivista svedese, leader del movimento globale."Fridays for Future".

Il reclamo è stato presentato ricorrendo al Terzo Protocollo opzionale della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, un meccanismo volontario che permette ai bambini (o agli adulti, in loro vece) di appellarsi direttamente alle Nazioni Unite per ricevere aiuto se un paese che ha ratificato il Protocollo non offre un rimedio a una sua violazione dei diritti.

Annunciato durante una conferenza stampa ospitata presso la sede centrale dell’UNICEF a New York, il reclamo punta a incoraggiare un’azione urgente per ridurre il riscaldamento globale e mitigare l’impatto della crisi climatica.
 
«Trent’anni fa, adottando la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, i leader mondiali presero un impegno storico per i bambini di tutto il mondo,  Oggi, i bambini del mondo stanno chiedendo conto di quell’impegno» afferma Charlotte Petri Gornitzka, vicedirettore dell’UNICEF. «Sosteniamo con forza i bambini e gli adolescenti che esercitano i loro diritti e prendono posizione. Il cambiamento climatico avrà impatti su ciascuno di loro. Non c’è da stupirsi che si stiano unendo per reagire.»
 
Oltre alle già citate Greta Thunberg e Alexandria Villaseñor, 14enne attivista statunitense per il clima, gli 14 altri firmatari del reclamo provengono da Argentina, Brasile, Francia, Germania, India, Isole Marshall, Nigeria, Palau, Sud Africa, Svezia, Tunisia e Stati Uniti. 

Il reclamo, per scelta del gruppo di firmatari, è indirizzato ai governi di 5 Stati in particolare: Argentina, Brasile, Francia, Germania e Turchia.
 
A rappresentarli in questa azione sono lo studio legale Hausfeld LLP e l'associazione Earthjustice.
 
L’UNICEF presta sostegno ai bambini e adolescenti firmatari nell'esercitare il proprio diritto a fare ricorso attraverso la procedura prevista dal Terzo Protocollo opzionale della Convenzione sui diritti dell'infanzia.
 
Tuttavia, l’UNICEF non è parte del reclamo, è neutrale e non svolge alcun ruolo nel processo di giudizio del Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia.