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Salute

Morbillo, è allarme globale: nel 2019 triplicati i contagi nel mondo

© UNICEF/UNI234144/Stephen
© UNICEF/UNI234144/Stephen
5 dicembre 2019 – Delle 140.000 persone morte per il morbillo nel 2018, i bambini sotto i 5 anni rappresentano la parte più ampia, secondo le nuove stime rilasciate oggi da Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dai Centers for Diseases Control and Prevention (CDC) per conto della Measles & Rubella Initiative, la partnership sanitaria globale per la lotta a morbillo e rosolia di cui l'UNICEF è co-fondatore.
 
Nel 2018 oltre 19 milioni di bambini nel mondo non hanno ricevuto neppure la prima dose di vaccino contro il morbillo prima di compiere due anni, come prescrivono i protocolli sanitari internazionali.
 
Secondo l’UNICEF e l’OMS negli ultimi 10 anni, la copertura vaccinale per il morbillo è rimasta stagnante, creando condizioni favorevoli all'attuale epidemia.
 
Secondo i dati più aggiornati, a livello globale solo l’86% dei bambini hanno ricevuto la prima dose di vaccino entro i 24 mesi dalla nascita, e meno del 70% la seconda dose raccomandata, ben al di sotto del 95% necessario per assicurare la copertura dei bambini immunodepressi (il cosiddetto "effetto gregge") e prevenire focolai epidemici.
 
«Il numero inaccettabile di bambini uccisi da una malattia che si potrebbe prevenire completamente con due dosi di vaccino è la prova di quanto il morbillo sia una minaccia per i bambini, ovunque vivano» ammnisce il Direttore esecutivo dell'UNICEF Henrietta Fore,
 
«Quando un numero significativo di bambini non viene vaccinato, intere comunità sono a rischio. Lo vediamo anche oggi nei luoghi più remoti come la Repubblica Democratica del Congo, dove il morbillo quest’anno ha ucciso più di 4.500 bambini sotto i 5 anni, o a Samoa - dove la rapida diffusione di un’epidemia di morbillo ha contagiato moltissimi bambini e paralizzato le scuole.»
 
I casi di morbillo erano più che raddoppiati dal 2017 al 2018, e le stime preliminari lasciano intendere che nel 2019 l'incidenza di questa malattia è drammaticamente aumentata.
 
Considerando i 413.000 casi accertati dall'OMS nei primi 11 mesi dell'anno, a cui si aggiungono i 250.000 registrati nella sola Repubblica Democratica del Congo, si giunge alla conclusione che nei primi 10 mesi e mezzo dell'anno, a livello globale, i casi di morbillo sono triplicati rispetto al 2018. 

Scarsa copertura vaccinale e ampie sacche di bambini non vaccinati hanno causato epidemie di morbillo devastanti in diverse parti del mondo – compresi i paesi che avevano alti tassi o che avevano precedentemente eliminato la malattia.
 
In diversi casi conflitti, questioni di sicurezza o interruzione dei servizi stanno rendendo difficili da raggiungere i bambini nelle aree remote o difficili da raggiungere.
 
In altre parti, i genitori non stanno vaccinando i loro bambini a causa di indifferenza, sfiducia o disinformazione.
 
Quest’anno, per esempio, gli Stati Uniti hanno riportato il numero più alto di casi in 25 anni, mentre 4 paesi in Europa – Albania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito – che avevano eliminato il morbillo hanno perso questo status nel 2018 dopo diverse epidemie.
 

Samoa: stato di emergenza per il morbillo

L’ultima regione ad essere stata colpita sono l’Asia orientale e l'Oceano Pacifico, dove il morbillo è stato registrato anche in luoghi da cui era stato debellato come l‘Australia, il Giappone e la Nuova Zelanda.
 
Nello Stato di Samoa (arcipelago nella Polinesia occidentale), dove il tasso di copertura vaccinale è in crollo verticale (58% nel 2017, 31% nel 2018) il governo ha dichiarato lo stato di emergenza e tutte le scuole sono state temporaneamente chiuse. 

Ad oggi i casi di morbillo dall'inizio dell'anno sono già 3.880 (un tasso di incidenza altissimo, considerando la popolazione molto ridotta), con 55 decessi, per lo più tra bambini. 

Il crollo nella copertura vaccinale è dovuto principalmente alla disinformazione e alla sfiducia fra i genitori.

5 paesi a rischio

Il 45% dei casi di morbillo globali del 2018 sono verificati in 5 Stati ad alto rischio.

In Repubblica Democratica del Congo i servizi di vaccinazione sono diminuiti dal 2018 a causa di scarse infrastrutture, violenza e insicurezza, attacchi contro i centri sanitari, mancanza di accesso a strutture sanitarie, mancanza di vaccini e di fiducia negli operatori sanitari. Situazione attuale: la situazione è ulteriormente deteriorata nel 2019, con oltre 250.000 persone colpite solo quest’anno, oltre tre volte il numero di casi di morbillo nel 2018 e più del numero di casi e morti attribuite all’Ebola nel paese.E' la più rapida epidemia di morbillo al mondo, e la maggior parte delle 5.000 morti riportate finora quest’anno è stata tra bambini sotto i 5 anni. In risposta, l’UNICEF ha fornito al Ministero della Salute 8 milioni di dosi di pacchetti di morbillo che contengono vaccini e ha distribuito 1.317 kit medici che contengono antibiotici, sali per la reidratazione, vitamina A e altre medicine, in tutti i distretti sanitari colpiti per curare i bambini con complicazioni.

Liberia: l’epidemia di morbillo ha avuto inizio nel 2017 a causa di un calo della copertura vaccinale. Nel 2018, il paese ha registrato il più altro numero di casi, con epidemie riportate in 5 contee su 15 e ha registrato 3.948 casi sospetti, compresi 16 morti. Situazione attuale: Ricorrenti epidemie di morbillo sono continuate per tutto il 2019, anche se il numero di casi è in declino. Nel 2018 e 2019, l’UNICEF ha fornito e distribuito un totale di 451.300 dosi di vaccino contro il morbillo. Insieme con i suoi partner, ha realizzato una campagna nazionale di vaccinazione che ha raggiunto 633.505 bambini.

Madagascar: da agosto 2018 a novembre 2019, c’erano stati 244.607 casi di morbillo e 1.080 morti, di cui il 91% erano bambini sotto i 14 anni. Situazione attuale: Le epidemie di morbillo sono ancora in corso. L’UNICEF ha aiutato ad acquistare 8,7 milioni di dosi di vaccino contro il morbillo e supportato il governo a distribuire questi vaccini a livello locale.

Somalia: in Somalia, il morbillo è attualmente una delle cause principali di morte tra i bambini. Nel 2018, la bassa copertura vaccinale e condizioni di vita in situazioni sovraffollate hanno creato le condizioni ideali per la diffusione del morbillo e di altre malattie prevenibili con un vaccino. Situazione attuale: il numero di casi è sostanzialmente ridotto quest’anno rispetto al 2018, grazie a una campagna di vaccinazione supportata dall’UNICEF e dai partner della Measles&Rubella Initiative. A novembre 2019, sono stati riportati 3.616 casi sospetti di morbillo. L’UNICEF e i suoi partner attualmente stanno conducendo una campagna di vaccinazione che ha l’obiettivo di raggiungere un totale di 2,4 milioni di bambini contro morbillo e polio nel paese

Ucraina: dall’inizio dell’epidemia nel 2017, più di 115.000 persone sono state colpite con 41 morti, compresi 25 bambini. Nel 2018, c’erano stati 54.000 casi e 16 morti. Situazione attuale: I casi nel 2019 rimangono a livello allarmanti. Oltre 58.000 casi erano stati registrati fino al 6 novembre 2019 con 20 morti. L’UNICEF ha ampliato il suo supporto al Ministro della Salute per vaccinare più bambini formando operatori sanitari e promuovendo le vaccinazioni. Al 1° ottobre 2019, il 70% dei bambini aveva ricevuto la prima dose di vaccino contro il morbillo. L’UNICEF ha anche fornito supporto per accelerare le vaccinazioni di routine nel paese e rispondere a coloro che esitano sulle vaccinazioni.