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Giornata Mondiale dell'Acqua, dal clima le insidie per il futuro dei bambini

Acqua sicura sgorga dal rubinetto del pozzo di Dialangou, uno dei 161 villaggi della regione di Mopti (Mali) in cui l'UNICEF sta scavando nuovi pozzi - ©UNICEF/UNICEF sta UNI303292/Keita
Acqua sicura sgorga dal rubinetto del pozzo di Dialangou, uno dei 161 villaggi della regione di Mopti (Mali) in cui l'UNICEF sta scavando nuovi pozzi - ©UNICEF/UNICEF sta UNI303292/Keita
22 marzo 2020 – Oggi, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, l’UNICEF ricorda che entro il 2040, circa 1 bambino su 4 vivrà in zone del pianeta con stress idrico estremamente elevato

Già oggi quasi 160 milioni di bambini vivono in zone soggette ad alta o estrema siccità. Inoltre, sono circa 500 milioni i bambini che vivono in zone ad altissimo rischio di inondazioni a causa di eventi meteorologici estremi come cicloni, uragani e tempeste, e dell’innalzamento del livello dei mari.

Gli eventi meteorologici estremi e i cambiamenti nei cicli di rigenerazione dell'acqua rendono più difficile l'accesso all'acqua potabile, soprattutto per i bambini in condizioni più vulnerabili.

«L’acqua contaminata rappresenta un’enorme minaccia per la vita dei bambini. Le malattie legate all'acqua  e alle strutture igienico-sanitarie sono una delle principali cause di morte nei bambini sotto i 5 anni» afferma Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia. «Ogni giorno, più di 700 bambini sotto i 5 anni muoiono a causa di diarrea legata a servizi idrici e igienico-sanitari inadeguati.»

Più di 3,5 miliardi di persone - circa metà della popolazione mondiale - soffrono di grave penuria idrica per almeno un mese all'anno, mentre per 2 miliardi tale carenza si estende per almeno 6 mesi su 12.

«L'acqua e i cambiamenti climatici sono indissolubilmente legati» prosegue Samengo. «Un cambiamento climatico spesso si avverte attraverso un cambiamento nell'acqua. Il mutamento climatico può influenzare la quantità e la qualità dell'acqua potabile disponibile, di cui i bambini hanno bisogno per sopravvivere.»

Negli ultimi 10 anni inondazioni, siccità e altri eventi meteorologici hanno causato oltre il 90% dei principali disastri naturali. Con il cambiamento climatico, si prevede che la loro frequenza e intensità non potranno che aumentare.

L'impatto dei cambiamenti climatici sull'acqua

Quando si verifica una calamità naturale, essa può distruggere o contaminare intere riserve idriche, aumentando il rischio di malattie come il colera e il tifo, a cui i bambini sono particolarmente vulnerabili. 

L'aumento delle temperature può favorire la diffusione di agenti patogeni letali nelle fonti di acqua potabile, rendendo l'acqua da bere pericolosa per i bambini. 

E l'innalzamento del livello dei mari fa sì che l'acqua dolce diventi salata, compromettendo le risorse idriche su cui si basano milioni di persone.

Gli effetti dei cambiamenti climatici, come i disastri naturali o la competizione per l'acqua durante i periodi di siccità, possono aumentare il rischio di spostamenti di popolazione, migrazioni e conflitti.

L'abbassamento delle falde acquifere può a sua volta portare al prosciugarsi di sorgenti e pozzi, costringendo bambine, ragazze e donne a percorrere distanze più lunghe, con maggiore rischio di essere vittime di violenza, oltre a sopportare carichi pesanti per distanze più lunghe.

L'incremento del tempo necessario per andare a prendere l'acqua significa per i bambini meno tempo ed energia per andare a scuola, e ciò può far aumentare i tassi di abbandono scolastico.

Soluzioni per la sicurezza idrica

Il cambiamento climatico sta avvenendo ora. Dobbiamo agire, e l'acqua è parte della soluzione.

Per fare ciò, l’UNICEF ricorda che:
  • Migliorare il modo in cui estraiamo, utilizziamo e gestiamo le risorse idriche può ridurre le emissioni di gas serra - misura essenziale per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico
  • La transizione verso sistemi idrici a energia solare, nelle comunità, nelle scuole e nelle strutture sanitarie garantirà un uso, una gestione e una conservazione efficienti dell'acqua e aumenterà la resilienza della comunità
  • C'è un enorme potenziale nel rafforzare la cooperazione internazionale e tra le singole regioni per gestire le risorse idriche e affrontare gli impatti climatici che vanno oltre i confini nazionali. Occorre un'azione coordinata tra gli Stati coinvolti dal fenomeno
  • I servizi idrici e igienico-sanitari nelle città, nelle comunità, nelle scuole e nelle strutture sanitarie dovrebbero essere "resilienti al clima" per garantire un accesso sostenibile e duraturo all'acqua potabile a tutti i bambini
  • Il rischio climatico deve essere integrato in tutte le politiche e servizi per l'acqua e l'igiene, e devono essere stanziati investimenti per beneficiarne le popolazioni più a rischio.