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Yemen, senza ulteriori fondi a rischio l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari per milioni di persone

© UNICEFUNI324897
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13 giugno 2020 – In Yemen i bisogni umanitari non sono mai stati così grandi e i fondi così ridotti. Ad oggi, l’appello dell’UNICEF di 479 milioni di dollari per sostenere i servizi essenziali di base per i bambini quest’anno è stato finanziato solo per il 38%.
 
La mancanza di fondi più immediate e critica è per le operazioni d’emergenza per i servizi idrici e igienico-sanitari, compresa la risposta al COVID-19.
 
Degli 8,4 milioni di yemeniti per cui l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari sarà colpito a causa dell’insufficienza dei fondi, un totale di 4 milioni di persone – circa la metà dei quali bambini – dipendono direttamente dall’UNICEF.
 
Questi bambini sono tra i più vulnerabili dello Yemen a causa del conflitto, del colera e di sfollamenti interni.
 
Se l’UNICEF non riceverà 30 milioni di dollari entro la fine di giugno, i servizi idrici e igienico-sanitari a luglio inizieranno a interrompersi per 4 milioni di persone.
 
Questo significa che l’UNICEF non potrà fornire carburante per le stazioni attive per il pompaggio dell’acqua o rimozione delle acque di scarico, o manutenzione delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie che rischiano di rompersi.
 
Significa che l’UNICEF non potrà distribuire alle famiglie kit igienici di base che comprendono sapone, fondamentali per prevenire colera e COVID-19 in contesti in cui milioni di persone non hanno accesso alle strutture per lavare le mani.
 
Per mantenere in funzione i servizi idrici e igienico-sanitari fino alla fine dell’anno, l’UNICEF richiede 110 milioni di dollari. Questi fondi consentiranno all’UNICEF di raggiungere ulteriori 2,8 milioni di persone che prevediamo avranno bisogno di assistenza.
 
L’importanza fondamentale di continuare a fornire aiuti in acqua e servizi igienico-sanitari sicuri non può essere sovrastimata in un contesto in cui si diffondono epidemie di colera e diarrea.
 
Dall’inizio dell’anno sono stati registrati più di 137.000 casi, circa un quarto tra bambini sotto i 5 anni.
Anche la risposta dell’UNICEF al COVID-19 in Yemen è gravemente sotto finanziata. Ad oggi, è stato ricevuto dall’UNICEF solo il 10% dei 53 milioni di dollari richiesti.
 
Oltre all’acqua e ai servizi igienico sanitari, l’UNICEF guida il settore relativo alla comunicazione sui rischi e del coinvolgimento delle comunità, che diffondono informazioni sul coronavirus, e supportano gli sforzi locali per prevenire e contenere il contagio.
 
Il piano di risposta dell’UNICEF comprende formazione ed equipaggiamenti agli operatori in prima linea per la prevenzione e il controllo della malattia, sostenere i servizi sanitari di base per madri e i loro bambini e fornire alle strutture sanitarie kit per i test, concentratori di ossigeno, ventilatori e dispositivi di protezione individuale.
 
Dall’inizio dell’epidemia, l’UNICEF ha distribuito oltre 33.000 respiratori N95, 33.000 visiere e 18.000 camici – dispositivi di protezione individuale fondamentali e necessari per gli operatori in prima linea. Questo però rappresenta solo il 5% degli aiuti per il COVID-19 richiesti dall’UNICEF.

Senza 48 milioni di dollari, l’UNICEF non potrà:
  • fornire dispositivi di protezione individuale e supporto operativo a 25.000 operatori in prima linea, compreso lo staff medico.
  • Fornire servizi idrici e igienico-sanitari sicuri a 900.000 persone nei centri di isolamento e nelle strutture per la quarantena.
  • Fornire concentratori di ossigeno e ventilatori.
I bambini al centro di uno di peggiori disastri umanitari al mondo hanno bisogno di aiuto. I fondi necessari per i servizi idrici e igienico-sanitari e la risposta al COVID-19 sono fondamentali per la loro sopravvivenza. Noi chiediamo ai donatori di impegnarsi ancora di più per supportare questo lavoro salvavita.
 
 
Dichiarazioni di Marixie Mercado, Portavoce UNICEF a Ginevra