4 buone notizie del 2015 che (quasi) nessuno ti ha raccontato / 1

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30/12/2015

1° gennaio 2016 - Al termine di un anno solare, è quasi inevitabile riassumere i fatti salienti dei 12 mesi appena trascorsi. Per molti, il 2015 è legato soprattutto al ricordo di eventi negativi: i conflitti in Siria, Iraq e Ucraina, l'epidemia di Ebola in Africa occidentale, gli attentati di Parigi, l'espansione territoriale dell'ISIS, il terremoto in Nepal, le manifestazioni estreme dei cambiamenti climatici e altro ancora. Sono queste, in effetti, le notizie che hanno dominato i media, spesso con toni inopportunamente spettacolarizzati. 

Questa sovraesposizione mediatica delle "cattive notizie", in un'opinione pubblica disillusa e ripiegata su se stessa per il perdurare di una interminabile crisi economica, genera la sensazione che il mondo vada a rotoli e che le cose andranno sempre peggio.

Ebbene, non è così. O quanto meno, non è tutto qui.

Sotto molti aspetti, il 2015 è stato un anno di progressi e di buone notizie che rischiano di sfuggirci semplicemente perché nessuno, o quasi, ce le ha raccontate. Vediamole insieme, allora: è il modo migliore per chiudere un anno di intenso lavoro e soprattutto iniziarne uno nuovo, con lo sguardo sempre rivolto ai bambini e al loro futuro.
 
 

1. HIV-AIDS: sindrome in ritirata, AIDS pediatrico più che dimezzato

La pandemia che ha terrorizzato l'Occidente e il mondo negli anni '80 e '90, sconvolgendone i costumi sessuali, è tutt'altro che risolta: tuttora, nel mondo, si contano ogni anno 1,2 milioni di decessi imputabili alla sindrome provocata dal retrovirus HIV, per il quale - va ricordato - non è mai stato possibile finora trovare un vaccino. 

Ma a partire dai primi anni Duemila si sono registrati notevoli progressi, in particolare sul fronte dell'accesso ai farmaci antiretrovirali (ARV) per i pazienti dei Paesi a basso reddito e su quello della prevenzione del cosiddetto "AIDS pediatrico", causato dalla trasmissione dell'HIV al feto o al neonato da parte della mamma affetta dal virus.

 

©UNICEF/HIVA2015-0025/Schermbrucker
©UNICEF/HIVA2015-0025/Schermbrucker


Secondo i dati resi noti da UNAIDS, l'agenzia specializzata delle Nazioni Unite, nel 2015 il numero dei decessi per AIDS è sceso del 42% rispetto al picco raggiunto nel 2004 mentre il numero di nuove infezioni è diminuito del 35% rispetto al 2000.

L'estensione dei servizi di prevenzione e terapia delle donne in gravidanza  (PMTCT - Prevention of Mother-to-Child Transmission) è alla base del grande successo nella riduzione dell'AIDS pediatrico: circa -60% rispetto al 2000

L'UNICEF è agenzia leader a livello mondiale nella prevenzione e nella terapia dell'HIV-AIDS in età infantile, incluse le attività di PMTCT per scongiurare il contagio madre-figlio del virus. Nel 2014 la nostra organizzazione ha investito nei programmi di lotta all'AIDS 107,1 milioni di dollari.


(2. Acqua, traguardo globale in anticipo >>)

 

30/12/2015

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