16 mila bambini sfollati del campo di Debaga: il racconto delle loro drammatiche storie

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25/10/2016

25 ottobre 2016 – In tutto l'Iraq, 4,7 milioni di bambini sono stati direttamente colpiti dal conflitto e 3,5 milioni non frequentano la scuola. Secondo l'UNICEF oltre mezzo milione di bambini potrebbero essere ancora a Mosul

Nel campo di Debaga ci sono più di 16.000 i bambini, sfollati  provenienti da varie zone del nord dell'Iraq; molti di questi hanno vissuto sotto il cosiddetto Stato islamico e camminato per ore con le loro famiglie per raggiungere un posto sicuro.  

I loro racconti e quello che avevano da dire hanno confermato che anche se così piccoli, hanno già avuto una vita piena di sofferenze.

«I bambini sono veramente al centro di questo conflitto, molti sono in stato di shock e hanno bisogno di un luogo sicuro per giocare, imparare e sognare, per poter essere bambini ancora una volta », ha detto Peter Hawkins, Rappresentante UNICEF in Iraq.

 

La missione degli operatori UNICEF

Questa settimana si svolta una missione di operatori UNICEF al campo per visitare spazi a misura di bambino, scuole e centri sanitari per le vaccinazioni, i bambini si sono precipitati verso di loro, hanno preso le loro mani e non hanno mai smesso di parlare. 

E’ tempo che le loro voci siano ascoltate e queste sono alcune delle loro storie: 

  • Maher, 14 anni, è stato nel campo Debaga per soli 15 giorni. Ha raccontato come, insieme alla sorellina Zahra e ai genitori abbia camminato per più di 15 ore per raggiungere questo campo indicando i piedi, e le sue ciabatte di plastica usurate.
  • Haitham, 12, ha raccontato che è andato a scuola per quasi due anni. «L'unica scuola che avrei potuto frequentare era una scuola Daesh», ha  esclamato, usando il termine locale per indicare il cosiddetto Stato islamico. «Volevano solo insegnarci come usare le armi», ha continuato, fingendo di sparare con le mani. «Ma io non volevo, non voglio usare le armi, non mi piacciono le pistole» Tutto quello che desiderava, ha detto Haitham, era di tornare ad una scuola normale.
  • Hassan, un vivace bambino di nove anni si è spinto tra la folla di bambini,era deciso a dire la sua, e ha spiegato come la sua famiglia aveva finito i soldi e il cibo. La povertà era quello che ha spinto la sua famiglia fuori. «Tutto quello che abbiamo potuto mangiare erano melanzane»
  • Sana sembrava avesse solo 18 anni.; il suo volto era coperto, ma ha voluto parlare. Ha detto che aveva tre figli. «Ho camminato per ore e ore, portando le mie due bambine», ha raccontato, ma non ha più parlato del suo terzo figlio.

   L'UNICEF è impegnato ad aiutare tutti questi bambini


25/10/2016

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