25 anni di progressi, ma ancora la scuola è un luogo di discriminazioni per le ragazze

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05/03/2020

L’UNICEF, Plan International e UN Women ricordano con il nuovo rapporto intitolato "A New Era for Girls: Taking Stock on 25 Years of Progress" (Una nuova era per le ragazze: facciamo il punto su 25 anni di progressi) che oggi il numero di ragazze che nel mondo vanno a scuola e la frequentano regolarmente è il più alto di sempre, ma che a questi risultati non corrispondono grandi passi avanti nel costruire un ambiente più equo e meno violento per le ragazze.

Il rapporto, pubblicato in vista della 64° sessione della Commissione ONU sullo Status delle Donne, indica che il numero di ragazze che non vanno a scuola è diminuito di 79 milioni di unità negli ultimi 20 anni (1998-2018).

Negli ultimi 10 anni, la probabilità di frequentare la scuola secondaria superiore è addirittura diventata più alta per le ragazze che non per i coetanei maschi.

Nonostante questi progressi, la violenza contro donne e ragazze è ancora largamente diffusa. Nel 2016, per esempio, le donne e le ragazze hanno rappresentato il 70% delle vittime di tratta a livello globale, in massima parte a scopo di sfruttamento sessuale.

Una ragazza ogni 20 in etò 15-19 anni – circa 13 milioni in numeri assoluti – ha subito nel corso della sua vita uno stupro, una delle più violente forme di abuso sessuale che una ragazza o donna possa sperimentare.

«25 anni fa, i governi del mondo si sono impegnati con le donne e le ragazze, ma hanno mantenuto solo in parte quella promessa» afferma Henrietta Fore, direttore esecutivo dell'UNICEF.

«Mentre la comunità internazionale ha messo insieme la volontà politica per mandare molte ragazze a scuola, ha fallito nel fornire loro le competenze e il sostegno necessari non solo per plasmare il proprio destino, ma anche per vivere in sicurezza e dignità. 

Il solo accesso all'istruzione non è sufficiente: dobbiamo anche cambiare i comportamenti e gli atteggiamenti delle persone nei confronti delle ragazze. La vera uguaglianza arriverà solo quando tutte le ragazze saranno al sicuro dalla violenza, libere di esercitare i loro diritti, e potranno godere di pari opportunità nella vita

Il rapporto è stato lanciato durante la campagna Generation Equality e per ricordare il 25° anniversario della Dichiarazione e della Piattaforma d’azione di Pechino, una pietra miliare per i diritti delle donne e delle ragazze.

«È fondamentale che chiediamo ai governi di rendere conto del loro impegno a favore della storica Dichiarazione di Pechino, e questo rapporto offre un quadro completo di come appare il mondo per le ragazze a 25 anni di distanza» afferma Anne-Birgitte Albrectsen, Chief Executive Officer di Plan International.

«Le ragazze adolescenti, in particolare, soffrono di una discriminazione maggiore come risultato della loro età e genere e continuano ad essere messe da parte nelle loro comunità e negli spazi di decisione, quasi sempre invisibili nelle politiche governative.

Dare potere alle ragazze adolescenti porta benefici sociali triplici – per le ragazze oggi, per le adulte che diventeranno e per la prossima generazione.Se non riusciamo a capirlo e a porre fine alla discriminazione che le ragazze continuano ad affrontare in tutto il mondo, avremo poche possibilità di realizzare le ambizioni di uguaglianza di genere stabilite nell'Agenda 2030».

«Dal 1995 a Pechino, quando è emersa per la prima volta una specifica attenzione per i problemi delle ragazze, abbiamo sentito sempre più spesso le ragazze affermare i loro diritti e chiamarci a rendere conto del nostro operato. Ma il mondo non è stato all'altezza delle loro aspettative di una gestione responsabile del pianeta, di una vita senza violenza e delle loro speranze di indipendenza economica» sottolinea il Direttore esecutivo di UN Women, Phumzile Mlambo-Ngcuka.

«Finché le donne e le ragazze dovranno impiegare il triplo del tempo e dell'energia degli uomini per occuparsi della casa, le pari opportunità per le ragazze di passare dalla scuola a un buon lavoro, in posti di lavoro sicuri, saranno fuori dalla loro portata.

Per il bene di tutti questo deve cambiare e bisogna fare in modo che le competenze che le ragazze imparano siano adatte ai lavori tecnologici e digitali del futuro e che la violenza contro di loro finisca».

Le ragazze oggi sono esposte a un rischio allarmante di violenza in ogni luogo – sia online che nelle classi, case e comunità – con conseguenze fisiche, psicologiche e sociali.

Il rapporto nota che pratiche pericolose come matrimoni infantili e mutilazioni genitali femminili continuano a interrompere e danneggiare le vite e i potenziali di milioni di ragazze a livello globale.

Ogni anno, 12 milioni di ragazze vengono costrette a sposarsi in età adolescenziale e 4 milioni sono a rischio di mutilazioni genitali femminili.

A livello globale, le ragazze fra i 15 e i 19 anni giustificano nella stessa misura dei ragazzi della stessa età atti di violenza fisica contro le mogli.

Il rapporto indica anche tendenze negative preoccupanti per le ragazze nel campo della nutrizione e della salute, molte delle quali erano inimmaginabili 25 anni fa.

Per esempio, la globalizzazione, il passaggio dalle diete tradizionali a cibi processati e poco sani e la rapida espansione di tecniche di marketing aggressive mirate ai bambini, hanno come risultato un aumento del consumo di cibi poco sani e bevande zuccherate.

Ciò ha contribuito a una crescita del sovrappeso e dell’obesità nell’infanzia e nell’adolescenza. Fra il 1995 e il 2016, la percentuale delle ragazze in sovrappeso fra i 5 e i 19 anni è raddoppiata dal 9 al 17%, ovvero circa il doppio delle ragazze è oggi in sovrappeso (155 milioni) rispetto al 1995 (in cui erano 75 milioni).

Negli ultimi 25 anni abbiamo anche visto preoccupazioni sempre maggiori sulla cattiva salute mentale alimentate in parte dall'uso eccessivo delle tecnologie digitali.

Il rapporto nota che il suicidio è attualmente la seconda causa principale di morte fra le adolescenti fra i 15 e i 19 anni; la prima causa è legata alla maternità. 

Le ragazze rimangono anche esposte ad alto rischio di infezioni sessualmente trasmesse, compreso l’HIV, con 970.000 ragazze adolescenti fra i 10 e i 19 anni che convivono con l’HIV oggi, rispetto alle 740.000 del 1995. Le ragazze fra i 10 e i 19 anni rappresentano ancora circa 3 su 4 dei nuovi casi fra gli adolescenti nel mondo.

Il rapporto chiede interventi nelle seguenti aree:

  • È necessario aumentare le opportunità per le ragazze - con qualsiasi background, etnia, reddito e status sociale – di essere artefici di cambiamenti e ideatrici di soluzioni – utilizzando attivamente le loro voci, opinioni e idee in dibattiti, piattaforme e processi che riguardano il loro corpo, la comunità, l’istruzione e il futuro.
  • Aumentare gli investimenti in politiche e programmi per diffondere maggiormente modelli efficaci che accelerino i progressi per e con le ragazze, in linea con la realtà del mondo di oggi, fra cui lo sviluppo delle loro capacità per la quarta rivoluzione industriale e un movimento generazionale per porre fine alla violenza di genere, ai matrimoni precoci e alle mutilazioni genitali femminili.
  • Aumentare gli investimenti nella produzione, analisi e utilizzo di dati e ricerche disaggregati per età e per sesso in aree in cui la conoscenza è limitata – come la violenza di genere, l’acquisizione di abilità utili nel 21esimo secolo, la nutrizione e la salute mentale degli adolescenti.
Documenti disponibili

A New era for Girls reportpdf / 5.84 Mb

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