Natalka e il suo diario, frammenti dell'infanzia sconvolta dal conflitto nell'Ucraina orientale

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18/02/2022

Nella località balneare di Shyrokyne, nell'Ucraina orientale, non ci sono più persone del posto né edifici intatti. Prima del conflitto armato del 2014-15 ci vivevano circa 2000 persone. Oggi, dopo che gli abitanti sono stati evacuati a causa dei bombardamenti avvenuti in quell’anno, la strada per Shyrokyne è stata chiusa ed è diventato l’unico paese, sulla linea di confine, senza civili.

L’ultima volta che Natalka, una degli abitanti di Shyrokyne, ha visto casa sua, aveva 11 anni. All’epoca, pensava che si sarebbe allontanata da casa per un paio di settimane. Ma questa partenza forzata è durata sei anni. Natalka non ha più rivisto i suoi compagni di scuola fino all’età di 16 anni, e anche allora, solo nelle foto e nei video dell'UNICEF che gli operatori umanitari avevano scattato nel villaggio.

Natalka si considera una persona creativa, che ama i romanzi storici e la poesia. Questa è la storia della sua infanzia, compromessa dal conflitto armato, raccontata con le sue stesse parole.

La cenere è l’unica cosa che il 2014 ha portato sulle nostre strade. La guerra è arrivata da noi e la felicità non è altro che un fantasma nei miei sogni.

Dal blog di Natalka

La storia della sua infanzia, compromessa dal conflitto armato, raccontata con le sue stesse parole.

“Penso spesso a come sarebbe stata la mia vita se la mia famiglia fosse rimasta a Shyrokyne. Sarebbe stata una vita felice. Avrei avuto degli amici.

Ora insieme a mia sorella, ai miei fratelli, ai miei genitori e nonni viviamo a Mariupol. Abbiamo affittato una casa e vado a scuola. Ma mi mancano gli amici e la scuola di Shyrokyne. 

Se chiudo gli occhi posso ancora ricordare la mia classe. Era a sinistra del corridoio, all’ingresso principale. Mi piaceva guardare fuori dalla finestra, nel cortile, dove c’erano alberi, cespugli e uccelli che cantavano.

Dal secondo piano della scuola si poteva vedere il mare. Ricordo quanto fossi felice quando gli insegnanti ci portavano a nuotare durante l’ora di educazione fisica. Il tragitto dalla scuola al mare durava 15 minuti. Ora ci sono soltanto rovine su quella strada.

Quando suonava la campanella per la ricreazione, correvamo subito fuori, a giocare, correre, divertirci con i nostri giochi. Ricordo ancora quando abbiamo trovato un uccellino ferito e l’intera classe ha provato a salvarlo".

"Un inverno, l’acqua è fuoriuscita da una cisterna vicino alla scuola e si è congelata formando delle onde. Era bellissimo, come nelle favole. La nostra insegnante di educazione fisica ci ha portato a scattare alcune foto con lo sfondo ghiacciato e la neve.

Mi dispiace non poterle mostrare, sono andate bruciate nei bombardamenti".

La classe di Natalka come appare oggi, distrutta dai bombardamenti

"Quando penso alla vecchia scuola, mi sembra di aver vissuto delle vacanze perenni. Facevamo regali ai nostri genitori e leggevamo poesie.

Prima delle vacanze di Natale mi allenavo molto nel club di danza scolastica. Però in qualche modo ero sempre malata durante le feste di Capodanno; quindi, non ho mai avuto l’occasione di danzare con i fiocchi di neve nella mia scuola.

Il ricordo più vivido che ho è quello della mensa, dove io e i miei amici eravamo autorizzati a prepararci i nostri ravioli. Gli insegnanti dicevano che erano deliziosi. Non ricordo se lo erano davvero, ma ero così fiera di poter cucinare come gli adulti.

Alla fine della quarta elementare, abbiamo espresso i nostri desideri sul futuro. La nostra maestra li ha raccolti in una giara e ci ha promesso di restituirceli una volta diplomati.

Purtroppo, non è mai successo".

Perché adulti e bambini soffrono? Abbiamo viaggiato per diverse città, cercando la nostra strada

Dal blog di Natalka

Ho saputo dell’inizio della guerra il 1° settembre 2014

"Era la prima volta che vedevo carri armati sulle strade del nostro villaggio. Mi sono spaventata moltissimo quando ho sentito le prime esplosioni. Mio padre stava riparando qualcosa in cortile. E ho pensato che avesse fatto cadere qualcosa di enorme. Ma poi mio fratello è corso in casa, gridando che erano iniziati i bombardamenti. 

Ci siamo nascosti nel seminterrato per un po’. Poi hanno detto ai nostri genitori che avremmo dovuto lasciare la casa. Ricordo di aver preso le mie cose: avevo i miei giocattoli preferiti da mettere nella borsa più bella.

Volevo prendere i miei quaderni con le mie prime poesie, ma l’evacuazione è iniziata all’improvviso e non eravamo ancora pronti. Mamma è uscita di casa in vestaglia e ciabatte. Abbiamo preso soltanto i documenti essenziali con noi. Per questo non ho foto della mia infanzia o del mio primo giorno di scuola. Sono stati bruciati tutti.

L’ultima volta che sono stata a casa era il 2015. Ero così triste e arrabbiata. È così ingiusto.

Le persone dovrebbero poter vivere a casa loro, andare a scuola e invece io non ho niente di tutto questo: nemmeno le foto o qualche ricordo. Sto cercando di scendere a patti con questa situazione".

Nataska sta per diplomarsi. Ama la poesia, la letteratura e la storia. Vuole diventare un’insegnante.

"Ognuno di noi cresce avendo dei sogni. E la guerra porta via i nostri sogni e distrugge il futuro"

Ora sto per diplomarmi e studio le lingue straniere. Amo la poesia, la letteratura e la storia. Mi piacciono anche i bambini, quindi credo che diventerò un’insegnante.

Essendo una persona che ama la storia, mi sono rattristata quando ho scoperto che tutti i documenti con la storia nel nostro villaggio sono andati distrutti. Quando la guerra colpisce le vite dei bambini, è terribile. Dopo tutto, ognuno di noi cresce avendo dei sogni. E la guerra porta via i nostri sogni e distrugge il futuro. I bambini non dovrebbero essere vittime dei conflitti.

Quest’anno prenderò il diploma a Mariupol…e così non potrò mai più sedermi tra i banchi della mia vecchia scuola.

L’infanzia a Shyrokyne resterà però per sempre nel mio cuore. Se diventerò un’insegnante, spero davvero di poter lavorare in una scuola sicura e in pace. Perché nessuna scuola del mondo merita di essere distrutta”.

Per approfondire

Giunto al suo ottavo anno, il conflitto armato nell'Ucraina orientale ha messo a dura prova la popolazione civile composta da 3,4 milioni di persone, inclusi 510.000 bambini, che vivono nelle regioni di Donetsk e Luhansk. Questa lunga crisi ha sconvolto la vita quotidiana dei bambini e delle loro famiglie che vivono su entrambi i lati della linea di confine tra le aree controllate dal governo e quelle non controllate dal governo, lasciando le persone in continuo bisogno di assistenza umanitaria. 

Dalla fine del 2021, la sicurezza al confine rimane molto instabile e, con le tensioni geopolitiche che stanno raggiungendo ora l'apice, sembra possibile un'ulteriore escalation di violenza. Se questo dovesse verificarsi, in particolare durante la rigida stagione invernale, si aggraverebbe la già precaria situazione della popolazione, con un impatto devastante sulla vita di bambini, giovani e famiglie vulnerabili.

Dall’inizio del conflitto, più di 750 scuole in entrambi i lati del confine sono state danneggiate a causa dell’ostilità e altre ancora sono state costrette a svolgere attività in modo discontinuo. 
Lungo l’Ucraina orientale, l’UNICEF e i suoi partner forniscono supporto psicosociale e formano al rischio mine centinaia di migliaia di bambini, giovani e operatori. L’UNICEF inoltre sta supportando nella ricostruzione di scuole e asili danneggiati, strutture idriche e impianti igienico-sanitari vitali.

18/02/2022

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