Acqua e igiene

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16/06/2008

Avere acqua pulita per dissetarsi e lavarsi, gabinetti e fognature funzionanti: sembrerebbero diritti banali, per l'umanità del terzo millennio. Eppure ancora quasi 900 milioni di abitanti del pianeta attingono acqua da fonti insalubri e circa 2,6 miliardi (quattro abitanti su dieci) vivono in condizioni igieniche incompatibili con la sicurezza e con la salute.

La strada per raggiungere l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio 7 su acqua e igiene è ancora lunga, ma già sappiamo che probabilmente al momento del "fischio finale" (2015) potremo celebrare il conseguimento del traguardo prefissato per quanto riguarda l'accesso all'acqua potabile e decretare un parziale fallimento per ciò che concerne l'accesso ai servizi igienici sicuri.

L'impatto sui bambini

Quando l'acqua e l'igiene scarseggiano, la salute dei bambini ne risente gravemente, e in molti modi.

Neonati e bambini molto piccoli sono le vittime più indifese delle infezioni veicolate dall'acqua impura e dalla scarsa igiene ambientale: basti pensare che il 16% della mortalità infantile globale è provocata dalla diarrea, una malattia che in Occidente è curata con tale facilità da essere ritenuta un semplice "incidente" per bambini o adulti.

E sono ben 400 milioni i bambini in età scolare che ogni anno si ammalano per colpa di parassiti intestinali, le cui conseguenze possono persino arrecare ritardi nello sviluppo cognitivo.

Quando l'acqua è lontana, le bambine sono costrette ad abbandonare la scuola per andare a raccoglierla, e le donne vincolate a una corvée quotidiana che diventa una vera e propria  discriminazione di genere: come in Africa, dove la ricerca dell'acqua ricade per l'81% sulle spalle di donne e bambine.

Ma la carenza di fonti idriche e di igiene adeguate ha anche costi esorbitanti che debilitano le già fragili economie dei Paesi in via di sviluppo.

L'UNICEF calcola che se tutti gli abitanti del pianeta avessero entrambi questi diritti garantiti, si risparmierebbero 11,6 miliardi di dollari all'anno soltanto per quanto riguarda le cure mediche della diarrea! Giganti demografici come Cina e India stanno compiendo progressi senza precedenti, ma a segnare il passo sono proprio i Paesi economicamente più arretrati, coloro che di questi miglioramenti avrebbero più bisogno.

L'azione dell'UNICEF

Dal 1966 a oggi l'UNICEF ha lavorato in 90 Paesi (per lo più in Asia meridionale e Africa) per estendere quanto più possibile il diritto umano all'acqua e all'igiene, dapprima con la costruzione di sistemi idrici e pozzi, in seguito anche spostando l'accento sull'educazione all'igiene, sul miglioramento degli ambienti scolastici e sul coinvolgimento delle comunità locali.

L'UNICEF è di norma l'agenzia leader nella fornitura di acqua e servizi igienici nelle emergenze umanitarie.

Negli ultimi decenni sono stati realizzati progressi considerevoli su questo fronte, più di quanto sia stato fatto in qualsiasi altra epoca della storia umana.

Dal 1990 a oggi nel mondo 1,8 miliardi di esseri umani hanno guadagnato l'accesso all'acqua potabile e 1,3 miliardi hanno avuto per la prima volta dei servizi igienici degni di questo nome. A questo epocale successo hanno contribuito governi, comunità locali e organizzazioni di sviluppo come l'UNICEF e i suoi numerosi partner.

Restano tuttavia disparità ancora tutte da risolvere: il 70% della popolazione priva di gabinetti e fognature e addirittura l'84% di coloro che non hanno una fonte di acqua pulita vivono nelle aree rurali, dove è risolvere questi disagi è più difficile e costoso. Il desiderio di possedere acqua corrente e gabinetti funzionanti è uno dei tanti motivi che alimentano il fenomeno dell'inurbamento, oggi in pieno corso nel mondo in via di sviluppo.

16/06/2008

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