Ad Haiti la crisi umanitaria è peggiorata, dilagano le violazioni dei diritti dei bambini
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Intervento della Direttrice Generale dell'UNICEF, Catherine Russell, durante il dibattito pubblico al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su Haiti.
“(…) Dall'ultima relazione sulla situazione ad Haiti di quasi un anno fa, la crisi umanitaria è peggiorata, estendendosi oltre la capitale Port-au-Prince ad altre parti del Paese. I bambini di Haiti continuano a subire sofferenze inimmaginabili nel mezzo di una brutale violenza armata. Infatti, una delle caratteristiche distintive di questa crisi è la dilagante violazione dei diritti dei bambini.
Come affermato dal Segretario Generale nel 2024, Haiti figurava tra i cinque Paesi dell'agenda “Bambini e conflitti armati” con il più alto numero di gravi violazioni verificate ai danni dei bambini in tutto il mondo. L'anno scorso, le Nazioni Unite ad Haiti hanno verificato oltre 2.000 gravi violazioni contro i bambini. Questo dato rappresenta un aumento di quasi il 500% rispetto all'anno precedente.
L'aumento del tasso di violazioni è proseguito anche nel 2025. Nel primo trimestre di quest'anno, si è registrato un aumento del 25% rispetto al primo trimestre del 2024.
Il dato più allarmante è l'aumento di quasi il 700% dei casi di reclutamento e utilizzo di bambini, insieme a un aumento del 54% delle uccisioni e delle mutilazioni. Tenete presente che questi sono solo i casi che siamo stati in grado di verificare: riteniamo che le cifre reali siano molto più elevate.
I bambini vengono uccisi e mutilati durante gli scontri tra gruppi armati, in particolare nelle zone densamente popolate di Port-au-Prince. Abbiamo anche verificato casi di bambini giustiziati sommariamente. L'ingresso di nuovi gruppi armati e di tecnologie più sofisticate, comprese le armi esplosive, nei combattimenti sta esponendo a rischio ancora maggiore la sicurezza dei bambini.
Il reclutamento e l'utilizzo di bambini da parte dei gruppi armati è dilagante. Stimiamo che attualmente i bambini rappresentino ben il 50% dei membri dei gruppi armati attivi oggi.
I bambini sono costretti a combattere, partecipando direttamente agli scontri armati. Altri vengono utilizzati come corrieri, vedette, portatori di armi o sfruttati per lavori domestici, ruoli che li espongono a gravi e duraturi danni fisici e psicologici.
Come ho potuto constatare durante la mia missione ad Haiti, i bambini sono vittime di violenze sessuali terribili che hanno raggiunto livelli senza precedenti. Nel 2024, il numero di casi segnalati di violenza sessuale contro i bambini è aumentato del 1.000% rispetto all’anno precedente.
Le Nazioni Unite hanno riscontrato che oltre un quarto di tutti i casi di violenza sessuale verificati erano stupri ad opera di bande. Si tratta di una campagna di intimidazione volta a terrorizzare le comunità e infliggere traumi fisici e psicologici duraturi ai bambini, in particolare alle bambine che costituiscono la maggior parte delle vittime e dei sopravvissuti.
Di fronte a questa situazione devastante per i bambini, all'UNICEF e ai nostri partner viene negato l'accesso per fornire la risposta umanitaria di cui c'è così disperatamente bisogno, il che, aggiungerei, costituisce anche una grave violazione dei diritti dei bambini. Nel 2023, le Nazioni Unite hanno verificato cinque episodi di negazione dell'accesso umanitario, mentre l'anno scorso questo numero è salito alle stelle raggiungendo quota 728.
Negando l’accesso, i gruppi armati stanno compromettendo la capacità degli operatori umanitari di raggiungere gli 1,6 milioni di bambini e donne che vivono nelle aree sotto il loro controllo. Ciò sta inoltre ostacolando i nostri sforzi volti a monitorare e segnalare le gravi violazioni commesse.
Il mese scorso, sei membri dello staff dell’UNICEF sono stati presi in ostaggio da un gruppo armato mentre svolgevano una missione umanitaria salvavita. Fortunatamente sono stati rilasciati, ma questo incidente rivela i pericoli che corrono i colleghi umanitari sul campo. Gli operatori umanitari non sono e non devono mai essere obiettivi.
Nonostante queste sfide e l’insicurezza, l’UNICEF e i nostri partner rimangono sul campo per fornire assistenza salvavita a chi ne ha bisogno. Insieme ai nostri partner, finora quest’anno abbiamo curato 21.000 bambini colpiti da malnutrizione acuta grave, fornito assistenza sanitaria a 117.000 persone e raggiunto 140.000 persone con acqua potabile.
Continuiamo i nostri sforzi per coinvolgere e negoziare con le parti armati al fine di prevenire e porre fine alle gravi violazioni dei diritti dei bambini. Inoltre, stiamo sostenendo le autorità nello sviluppo di un sistema attento e a misura di bambino per rispondere alle segnalazioni di violazioni. Dal 2024, il Governo di Haiti e l'UNICEF hanno smobilitato e reintegrato oltre 140 bambini attraverso il quadro del Protocollo per la liberazione dei bambini associati ai gruppi armati.
E proprio il mese scorso, il Governo haitiano, in collaborazione con l’UNICEF, ha lanciato ufficialmente il Programma di prevenzione e riabilitazione contro il reclutamento di bambini e giovani. Questo programma triennale mira a proteggere i bambini dal reclutamento, dallo sfruttamento e dalla violenza, offrendo al contempo soluzioni e sostegno per il loro reinserimento.
(…) Chiediamo ai donatori di dimostrare solidarietà al popolo haitiano e di contribuire agli appelli di finanziamento. Il Piano di risposta alle esigenze umanitarie per soddisfare i bisogni di quasi 4 milioni di persone ad Haiti è finanziato solo al 10%. Senza un sostegno immediato da parte dei donatori, i nostri servizi di assistenza e protezione salvavita per coloro che ne hanno più bisogno sono seriamente a rischio.
Le gravi violazioni dei diritti dei bambini ad Haiti o in qualsiasi altra parte del mondo non possono essere tollerate. Ogni bambino merita la possibilità di essere al sicuro, in buona salute e di vivere in pace, ma la pace può essere costruita e mantenuta solo quando i bambini sono considerati una priorità e vengono protetti.
L'UNICEF è pronto a collaborare con il Consiglio di Sicurezza, con i bambini e le comunità haitiane e con tutti i partner impegnati in questa causa. Dobbiamo rispondere con urgenza con un impegno condiviso per mantenere finalmente la promessa di una società pacifica e prospera per tutti i bambini di Haiti”.