AI e scuola: il ruolo chiave degli educatori per un futuro a misura di under 18
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L'intelligenza artificiale è presente e operativa nelle nostre aule. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha promosso le linee guida per l’introduzione dell’AI nelle scuole: l’obiettivo è un’innovazione consapevole che metta al centro lo studente. In questo scenario, i professionisti dell'educazione non possono essere solo utenti o spettatori, ma devono farsi garanti di un approccio che metta al centro i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Come si traduce questa responsabilità nel quotidiano? Ecco i tre pilastri per un'integrazione consapevole e sicura dell'AI nel contesto educativo.
- Sostenere lo sviluppo, il benessere e la partecipazione. Preparare studentesse e studenti all’impatto dell’AI significa dar loro gli strumenti per essere protagonisti e non solo consumatori.
Obiettivo: Creare un’AI "su misura" che rispetti le fasi del loro sviluppo emotivo e cognitivo.
Attenzione specifica: L'utilizzo tecnologico deve sempre mirare allo sviluppo del pieno potenziale di ogni singola persona, promuovendo una partecipazione attiva che stimoli il pensiero critico e le potenzialità individuali. - Garantire ambienti educativi inclusivi. L’IA è un moltiplicatore di opportunità, ma solo se resta accessibile a tutte e a tutti. Il rischio di un nuovo digital divide è reale e deve essere contrastato garantendo:
Equità di accesso: Ogni studentessa e studente deve poter accedere alle tecnologie per raggiungere obiettivi di apprendimento comuni.
Attenzione all’inclusione e ai bisogni individuali: In classe, l'AI può rappresentare un ponte o un muro. È fondamentale scegliere sistemi progettati per supportare studenti con fragilità o bisogni educativi speciali (BES/DSA…), trasformando la tecnologia in uno strumento di vera personalizzazione didattica affinché nessuno resti escluso. - Proteggere i diritti alla privacy e all'informazione. La protezione dei dati personali non è solo una questione strettamente burocratica, ma un concreto atto di tutela verso le persone di minore età.
Privacy strutturata: I docenti devono vigilare affinché ogni attività digitale garantisca la riservatezza delle informazioni.
Consapevolezza dei rischi: Il primo passo per la sicurezza è l'educazione. Rendere ragazze e ragazzi consapevoli di come funziona un algoritmo e del rischio che possa generare imprecisioni o presentare opinioni non eque è il modo migliore per proteggerli nel lungo periodo.
L'innovazione tecnologica potenzia il ruolo dell'educatore nella didattica
L’AI nei contesti educativi non sostituisce l’attività di docenti, educatori e educatrici, ma ne potenzia la centralità rendendo ancora più necessario coltivare l’autonomia intellettuale e la cura dei legami con ragazzi e ragazze. L'UNICEF sostiene le e gli insegnanti in un percorso attento che trasformi la tecnologia in uno strumento di benessere sempre supportato dalla cura delle relazioni.
Alcuni suggerimenti e riflessioni che riteniamo possano davvero fare la differenza:
Pianificazione personalizzata: algoritmi vs empatia. L'AI eccelle nel combinare dati per suggerire percorsi di studio su misura. Tuttavia, esiste un limite invalicabile che non riesce a superare. Offre infatti una struttura "oggettiva" e rapida per combinare i dati di apprendimento ma solo l'insegnante può cogliere i segnali non verbali, le difficoltà emotive o l’ interesse di un alunno. L'IA fornisce la traccia, ma il docente trasforma il dato in un percorso inclusivo e reale.
Valutazione: efficienza o equità? Gli strumenti digitali permettono oggi di monitorare progressi e ostacoli in tempo reale, offrendo feedback immediati, solo il docente può valutare il progresso rispetto al punto di partenza individuale, premiando l'impegno e la crescita personale.
Se l'AI garantisce la velocità del dato, il docente garantisce l'equità della valutazione.
Ricercadigitale: oltre il "copia e incolla". Con l'AI generativa, l'accesso alle informazioni è infinito, ma non sempre sicuro. La sfida non è più "trovare" la notizia, ma saperla giudicare. Gli insegnanti devono guidare i ragazzi a verificare le fonti e a rielaborare i concetti con parole proprie, difendendo la loro autonomia intellettuale.
Per approfondire
L’AI sta trasformando la scuola offrendo automatismi utili a pianificare e organizzare, ma non sta sostituendo completamente nessuno dei suoi aspetti. Questo processo, infatti, non sminuisce il ruolo dell'educatore, anzi, lo rende ancora più centrale: il benessere delle alunne e degli alunni nasce proprio da questo equilibrio: sfruttare la potenza della tecnologia per liberare tempo e risorse, mantenendo sempre viva quella cura delle relazioni che è, e resterà sempre, il centro di ogni esperienza educativa di qualità.
Sei un genitore? Leggi Consigli e strumenti per genitori e caregivers nell'erà dell'Intelligenza Artificiale
Per saperne di più sul lavoro dell'UNICEF sul tema della Sicurezza in Rete, visita la sezione dedicata.