Aiuti UNICEF-ONU a Khan al-Baghdadi, città sotto assedio in Iraq

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02/04/2015

2 aprile 2015 - Un convoglio delle Nazioni Unite è arrivato nella città di Khan al-Baghdadi, nel governatorato di Anbar (Iraq occidentale) per portare aiuti di prima necessità a migliaia di civili che, a causa del conflitto in corso, hanno un accesso estremamente limitato a cibo, acqua potabile e medicinali.

Le tre agenzie ONU che compongono la missione - UNICEF, Programma Alimentare Mondiale/World Food Programme (WFP) e Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) incontrano grande difficoltà nel raggiungere l’area perché la zona a sud della città è sotto assedio.

Questa prima distribuzione di aiuti comprende acqua potabile, derrate alimentari, articoli per l'igiene e farmaci sufficienti per le necessità di 21.000 persone per una settimana. 

«Siamo molto preoccupati per gli abitanti di Khan al-Baghdadi, che sono sotto assedio e senza alcun tipo di assistenza. Raggiungerli è una delle priorità più importanti», ha dichiarato Lise Grande, Coordinatrice per l'azione umanitaria delle Nazioni Unite in Iraq.

«Le organizzazioni umanitarie in Iraq stanno facendo tutto il possibile per portare aiuti ai bambini, alle donne e alle famiglie di al-Baghdadi e nel resto del governatorato di Anbar» sottolinea Philippe Heffinck, Rappresentante dell' UNICEF in Iraq. «Questa delicatissima operazione di distribuzione di aiuti di base servirà a soddisfare le necessità primarie di famiglie colpite da un clima di ininterrotta violenza.»

«Prive di cibo, acqua e sicurezza, queste famiglie vivono da mesi in condizioni estreme» ricorda Jane Pearce, direttore del World Food Programme in Iraq. «Il WFP ha coordinato il suo impegno per garantire agli abitanti di al-Baghdadi aiuti alimentari essenziali per la loro sopravvivenza

Da gennaio 2014 sono oltre 2,6 milioni gli Iracheni sfollati a causa del riacutizzarsi del conflitto, fra cui circa 400.000 abitanti del governatorato di Anbar.

L’operazione umanitaria delle Nazioni Unite ha come obiettivo raggiungere oltre 2 milioni di persone, ma è gravemente sotto-finanziata. Se non arriveranno fondi dalla comunità internazionale è probabile che fino al 60% delle operazioni previste potrebbero essere tagliate già nelle prossime settimane.

«Assicurare i fondi necessari per aiutare le vittime del conflitto in corso in Iraq dovrebbe essere una delle massime priorità, per la comunità internazionale» conclude Lisa Grande. «Speriamo che gli amici dell’Iraq si facciano avanti con il proprio sostegno concreto. Ce n'è un assoluto bisogno.» 

02/04/2015

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