Allarme per la sorte dei minori bloccati in Grecia fra rinvii e detenzione

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05/04/2016

6 aprile 2016 - Mentre prosegue il processo di rinvio dei migranti e rifugiati dalle isole greche verso la Turchia, in applicazione del recente accordo tra Unione Europea e Turchia, l’UNICEF ricorda il dovere degli Stati di prendersi cura e proteggere tutti i bambini, e di offrire loro una possibilità equa e piena di essere ascoltati al momento di prendere decisioni sul loro avvenire.

L’UNICEF plaude alla nuova norma entrata in vigore in Grecia il 4 aprile scorso, che esenta dalle cosiddette “procedure frontaliere straordinarie” o rinvii una serie di categorie particolarmente vulnerabili: i minori soli o separati dagli adulti, quelli con disabilità, le vittime di traumi, le donne incinte e quelle che hanno partorito in tempi recenti. Tuttavia, occorre fare molto di più.

Dal momento dell’entrata in vigore dell’accordo UE-Turchia, alla fine di  marzo, oltre 22.000 fra migranti e rifugiati sono rimasti bloccati in Grecia e devono far fronte a un future incerto, quando non persino a forme di detenzione.

L’UNICEF chiede che siano messi in atto procedimenti per determinare caso per caso il superiore interesse del minore e che siano soddisfatti i bisogni basilari di tutti i bambini: un alloggio adeguato, assistenza medica e protezione da fenomeni di sfruttamento o tratta, in linea con quanto prevedono il diritto internazionale e le norme europee.

I bambini hanno ragioni specifiche per avere diritto alla tutela internazionale: è il caso ad esempio di quelli che fuggono dall'arruolamento o da matrimoni forzati. La Commissione Europea ha preso l’impegno che i rinvii verso la Turchia saranno effettuati in accordo con il diritto internazionale e con le normative UE.

«Qualsiasi decisione su qualsiasi minorenne, che sia un neonato o un adolescente, con o senza famiglia, dev’essere guidata dal principio del supremo interesse del bambino» afferma Marie-Pierre Poirier, Coordinatrice speciale dell'UNICEF per la crisi di migranti e rifugiati in Europa. 

«Bisogna che questi bambini siano ascoltati. Una decisione sbrigativa di rimandarli indietro può significare gettarli nuovamente in uno scenario di terrori e violenze

La capacità delle strutture greche di accogliere e tutelare i minori non accompagnati è al limite del collasso. In mancanza di alloggi adeguati, molti di essi sono ospitati in centri di “custodia protettiva temporanea”, di fatto centri di detenzione, in ambienti chiusi all'interno di posti di polizia, e per periodi non brevi.

«Siamo preoccupati per le notizie di minori che vengono reclusi a causa del loro status di migranti. Fuggire da una guerra e cercare di sopravvivere non può mai essere considerato un reato» ribadisce Marie-Pierre Poirier.

I bambini soli o separate sono la categoria più a rischio, e sono circa il 10% della popolazione migratoria minorile presente attualmente in Grecia: se ne stimano circa 2.000, solamente in parte registrati.

Fra gennaio e metà marzo di quest’anno, sono stati registrati in Grecia 1.156 minori non accompagnati, con un incremento del 300% rispetto al medesimo periodo del 2015. 

Nel corso di questa settimana, l’UNICEF ha monitorato al porto di Dikili, nella provincia turca di Izmil, i primi rinvii provenienti dalle isole greche. Continueremo a farlo e ad offrire assistenza umanitaria, cooperando strettamente con le autorità turche.

Attualmente la Turchia ospita oltre 2,7 milioni di rifugiati siriani

L’UNICEF è impegnato ad aiutare i bambini e le famiglie siriane rifugiate all'estero fin dal 2012. Nel solo 2015 l’UNICEF, collaborando con governi e società civile di diversi paesi, ha garantito istruzione, protezione e servizi di base per oltre 400.000 bambini siriani rifugiati.

05/04/2016

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