America Centrale, minacce di morte costringono le famiglie alla fuga

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18/12/2020

Secondo un nuovo sondaggio UNHCR/UNICEF lanciato oggi, minacce di morte, reclutamento nelle gang, estorsioni e altre forme di violenza mirata stanno spingendo un numero sempre maggiore di famiglie del nord dell'America centrale a fuggire dalle loro case e a cercare sicurezza in altri paesi.

Quasi il 20% degli oltre 3.100 intervistati che migravano con nuclei familiari ha identificato la violenza - tra cui minacce di morte, estorsioni, reclutamento nelle gang e violenza domestica - come la ragione principale alla base della loro decisione di lasciare le loro comunità.

Più del 30% dei bambini migranti non accompagnati intervistati ha identificato un qualche tipo di violenza come il principale motivo del loro spostamento, che a sua volta ha influito sulla loro capacità di accedere ai servizi essenziali, tra cui l'andare a scuola. 

Questi risultati dell'indagine aiutano a spiegare la dinamica alla base dell'allarmante picco del 456% dei nuclei familiari detenuti al confine meridionale degli Stati Uniti d'America l'anno scorso. Questo numero è passato da quasi 77.800 famiglie nel 2018 a più di 432.000 nel 2019.

 "Lo spostamento demografico della fuga dal nord dell'America Centrale riflette una triste realtà nei Paesi di origine, dove intere famiglie sono minacciate e fuggono insieme per trovare sicurezza", ha dichiarato Giovanni Bassu, Rappresentante Regionale dell'UNHCR, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, per l'America Centrale e Cuba.

Nelle comunità caratterizzate da estrema violenza, attacchi di gang e attività criminali, i giovani uomini, le donne e gli adolescenti del nord dell'America Centrale sono particolarmente vulnerabili.

La violenza, soprattutto le minacce di morte associate al reclutamento, colpiscono direttamente i bambini e gli adolescenti.

I bambini hanno detto di aver dovuto affrontare diversi fattori che li hanno spinti a scappare, tra cui diversi tipi di violenza e la mancanza di opportunità e servizi nei loro Paesi.

Gli adulti hanno riferito di aver ricevuto minacce da parte di gang rivolte a tutta la loro famiglia, che hanno portato molti a lasciare la loro comunità con tutti i loro figli per non lasciarli a rischio. 

"Molte persone provenienti dal nord dell'America Centrale stanno letteralmente scappando per salvarsi la vita, poiché le gang prendono di mira intere famiglie, compresi i bambini, costringendole a fuggire", ha dichiarato Jean Gough, Direttore regionale dell'UNICEF per l'America Latina e i Caraibi.

"Non lasciano indietro nessun membro della famiglia perché temono ritorsioni da parte delle gang nelle comunità. Ora, dopo che il COVID-19 e due devastanti uragani hanno colpito l'America Centrale, l'aumento della povertà e della violenza probabilmente porterà un numero maggiore di queste famiglie ad abbandonare le loro case nelle prossime settimane e mesi". 

Alla fine del 2019, oltre 800.000 persone provenienti da El Salvador, Guatemala e Honduras avevano cercato protezione all'interno dei loro Paesi o avevano attraversato i confini internazionali per chiedere asilo per sfuggire a minacce interconnesse, tra cui l'aumento dei livelli di violenza e persecuzione da parte delle gang, tra gli altri fattori determinanti.

Mentre alcune giovani donne e ragazze sono vittime di violenze sessuali e di genere perpetrate dai membri delle gang, i giovani uomini sono sfruttati a fini criminali, compreso il traffico di droga, o sono pienamente reclutati in gruppi criminali. 

Durante la pandemia da COVID-19, le severe restrizioni alla circolazione e la chiusura delle frontiere hanno limitato le possibilità di fuga, in particolare nei Paesi del nord dell'America Centrale: El Salvador, Guatemala e Honduras.

Allo stesso tempo, le numerose forme di violenza e di persecuzione che per anni hanno portato allo sfollamento forzato in questa regione sono continuate e, in alcuni casi, sono peggiorate durante il confinamento.

L'UNHCR e l'UNICEF chiedono agli Stati di rispettare gli obblighi internazionali che hanno assunto per garantire il pieno godimento dei diritti umani alle persone costrette a fuggire dal proprio Paese o dalla comunità d'origine durante tutte le fasi dello sfollamento, prestando attenzione ai diritti delle persone con specifiche esigenze di protezione; e di assicurare che i bambini e gli adolescenti sfollati siano trattati prima di tutto come bambini e che il loro superiore interesse sia centrale in tutte le risposte e decisioni che li riguardano, sia che viaggino da soli che con le loro famiglie.  

18/12/2020

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