Za'atari, la città dei profughi: sempre più urgenti gli aiuti per i bambini della Siria

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26/08/2012

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Circa 17.000 persone - metà delle quali bambini - sono ospitati nel campo profughi di Za'atari nel nord della Giordania, ma i numeri crescono ogni giorno con centinaia di nuovi arrivi dalla Siria.
 
Quest’ultimo fine settimana si è verificato un aumento significativo del numero di arrivi con più di 2.000 persone che hanno attraversato la frontiera in una sola notte.
 
«Ci aspettiamo 70.000 persone al campo Za'atari entro la fine di quest'anno» ha dichiarato Dominique Hyde, Rappresentante UNICEF in Giordania. «Dobbiamo agire ora, perché sono i bambini che continuano a soffrire di più. Sono urgenti maggiori finanziamenti per incrementare le attività di risposta all’emergenza.»
 

Situazione insostenibile

Le condizioni al campo Za'atari sono molto dure, con temperature torride, nessuna zona d’ombra naturale e tempeste di sabbia frequenti che devastano il campo.
 
L'UNICEF sta coordinando la risposta all’emergenza idrica e igienico-sanitaria,  trasportando – attraverso camion - acqua sufficiente per procurare 50 litri a persona al giorno. È in corso l'installazione di nuovi servizi igienici, docce e rubinetti.
 
Con il numero di bambini in aumento, cresce anche il rischio di epidemie. Questa settimana l'UNICEF sta collaborando con il Ministero della Salute e con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per vaccinare tutti i bambini sotto i cinque anni. 
 
Molti di essi, infatti, non hanno potuto ricevere le vaccinazioni di base a causa della violenze in Siria. Per questo l'UNICEF sta lavorando con i partner per stabilire nel campo un regolare programma di vaccinazione.
 
L'UNICEF, inoltre, sostiene i bambini in difficoltà che hanno bisogno di cure particolari dopo aver subito, nel loro paese, gravi violenze. Sono stati realizzati 10 “Spazi a misura di bambino”, ambienti protetti dove i più piccoli possono giocare, imparare, riabituarsi alle dinamiche quotidiane e ricevere sostegno psico- sociale.

L'UNICEF, infine, sta provvedendo all'individuazione e alle cure dei bambini fuggiti dalla Siria senza genitori o familiari.
 

Urgono aiuti aggiuntivi

«I bambini in fuga dalle violenze in Siria, senza cure e attenzioni adeguate, rischiano di subire forti disagi per lungo tempo» ha affermato Hyde. 

«In questo momento, a Za'atari, gli "spazi a misura di bambino” possono ospitare 2.500 minori. Nel giro di pochi mesi, ci aspettiamo che ben 35.000 bambini vivranno qui nel campo. Abbiamo quindi urgente bisogno di organizzare ulteriori spazi sicuri, oltre ad altre forme di sostegno per proteggere questi piccoli che hanno già sofferto così tanto.»
 
«L'UNICEF ha urgente bisogno di fondi aggiuntivi per rispondere all’emergenza sanitaria e soddisfare le necessità di protezione, acqua e servizi igienico- sanitari di un numero crescente di bambini rifugiati siriani e delle loro famiglie che arrivano in Giordania» ha dichiarato il Presidente dell'UNICEF Italia Giacomo Guerrera. 

È possibile aiutare i bambini siriani, effettuando una donazione sul sito www.unicef.it, tramite il conto corrente postale n.°745000, con bonifico bancario o con donazione presso i nostri Comitati locali.»

L'UNICEF ha lanciato un appello umanitario per 54 milioni di dollari, necessari per rispondere alle esigenze dei rifugiati siriani che hanno trovato riparo nel campo Za'atari ed in altre comunità in Giordania, oltre che in altri paesi vicini.


Come puoi aiutare i bambini nella Siria 

 Anche tu puoi contribuire a salvare la vita dei bambini con una donazione online oppure con uno degli altri modi per donare:

bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia, specificando la causale “Emergenza Siria”  
carta di credito online sul nostro sito oppure telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000
bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051, specificando la causale “Emergenza Siria"
- donazione presso il Comitato UNICEF della tua città (trova qui quello più vicino a te)

26/08/2012

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