Regione del Lago Ciad, bambini sotto la minaccia di colera e diarrea

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22/06/2017

23 giugno 2017 –  Con l'arrivo della stagione delle piogge e le privazioni provocate dai conflitti locali, sono non meno di 5,6 milioni i bambini esposti al rischio di contrarre malattie veicolate dall'acqua infetta, come colera e infezioni diarroiche nella regione del Lago Ciad.
 
In Camerun, Ciad, Niger e Nigeria la minaccia delle epidemie si somma alla diffusa insicurezza e agli spostamenti di popolazione, in particolar modo nel Nord-est della Nigeria flagellata dalla presenza di Boko Haram.
 
«Le piogge complicheranno ulteriormente quella che è una già difficile situazione umanitaria. Milioni di bambini, già resi vulnerabili dal conflitto, adesso affronteranno una potenziale diffusione di malattie opportunistiche» spiega Marie-Pierre Poirier, Direttore UNICEF per l’Africa Occidentale e Centrale.
 
«Acqua impura, servizi e condizioni igieniche inadeguate possono causare epidemie di colera e di epatite E, malattia potenzialmente letale per le donne in gravidanza e per i loro bambini. Inoltre i ristagni d’acqua possono attrarre zanzare portatrici di malaria. Sventare queste malattie è la nostra priorità
 
Le inondazioni e le strade ricoperte dal fango dovrebbero limitare seriamente l’accesso umanitario alle aree remote per diverse settimane, mentre i bisogni dei bambini e delle famiglie sono già in forte crescita a causa dell’insicurezza sempre più diffusa in tutta la regione.
 
In Nigeria, i problemi di sicurezza hanno reso complicata la predisposizione di aiuti in vista della stagione delle piogge e l’UNICEF è preoccupato per la disponibilità di acqua pulita per un gran numero di persone che stanno ritornando dal Camerun. 
 
Nella regione di Diffa in Niger, 150.000 persone vivono in rifugi di fortuna e saranno esposte a piogge forti e a scarse condizioni igieniche. 
 
5,6 milioni di bambini che hanno bisogno di aiuto nella regione del Lago Ciad si stanno muovendo nei 4 paesi in diverse condizioni di vita dalle comunità ospitanti ai campi per sfollati interni e rifugiati. 
 
L’UNICEF utilizza metodologie basate sui bisogni delle comunità per distribuire acqua pulita e servizi igienico sanitari nelle diverse e complesse situazioni in cui i bambini stanno vivendo.
 
Nella regione del Lago Ciad, l’UNICEF e i suoi partner stanno lavorando nelle comunità a più alto rischio di epidemie di colera per dare informazioni alle famiglie sugli effetti della malattia e sulle pratiche di pulizia delle mani per evitare che l’infezione si diffonda.
 
In Niger, Camerun e Ciad sono stati predisposti, nei magazzini vicino ai campi per sfollati interni, medicine di base e sapone in caso di epidemie di colera.
 
La risposta legata all’acqua e ai servizi igienico sanitari nel bacino del Lago Ciad ha ricevuto meno del 20% degli 80 milioni di dollari necessari per rispondere ai bisogni urgenti delle popolazioni per il 2017.
 
Nonostante la mancanza di fondi, quest’anno l’UNICEF sta coordinando la risposta alla crisi per il settore Acqua e Servizi Igienico sanitari con l’obiettivo di fornire a 2,7 milioni di persone aiuti idrici di base per sopravvivere.

22/06/2017

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