UNICEF: Stati Uniti rivedano politiche di separazione delle famiglie migranti

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18/06/2018

19 giugno 2018 - «Le storie di bambini, alcuni dei quali solo piccolissimi, separati dai genitori mentre cercano sicurezza negli Stati Uniti sono strazianti. 
 
I bambini, indipendentemente dalla loro provenienza o dal loro status migratorio, sono prima di tutto bambini.
 
Coloro che sono rimasti senza altra scelta che fuggire dalle loro case hanno il diritto di essere protetti, accedere ai servizi essenziali e stare con le loro famiglie, proprio come tutti i bambini.
 
È la realizzazione di questi diritti che offre ad ogni bambino le migliori opportunità per un futuro sano, felice e produttivo.  
 
La detenzione e la separazione familiare sono esperienze traumatiche che possono rendere i bambini più vulnerabili allo sfruttamento e agli abusi e creare stress che, come hanno dimostrato numerosi studi, possono avere un impatto nocivo sullo sviluppo a lungo termine dei bambini.  
 
Tali pratiche non sono nell'interesse di nessuno, tanto meno dei bambini che più ne subiscono gli effetti. Il benessere dei bambini dev'essere la considerazione prioritaria.
 
Per decenni, il Governo degli Stati Uniti e la sua popolazione hanno sostenuto i nostri sforzi per aiutare i bambini rifugiati, richiedenti asilo e migranti colpiti da crisi in tutto il mondo.
 
Che si tratti delle guerra in Siria o nel Sud Sudan, della carestia in Somalia o di un terremoto ad Haiti, gli Stati Uniti sono stati sempre in prima fila per contribuire ad aiutare e accogliere i bambini vittime.
 
Confido che l'interesse superiore dei bambini rifugiati e migranti sia considerato primario nell'applicazione delle procedure e delle leggi statunitensi in materia di asilo.»
 
 
(dichiarazione del Direttore dell'UNICEF Henrietta Fore)

18/06/2018

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