Le tappe storiche

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15/11/2009

Le tappe fondamentali della lotta al coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati

1949

Adozione delle Convenzioni di Ginevra (il relativo Protocollo aggiuntivo verrà approvato nel 1977)

1989

Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia. Bandisce l'arruolamento nei conflitti armati e l'uso di bambini minori di anni 15 e impone che gli Stati  assicurino forme di riabilitazioni sociali e psicologiche del bambini vittime della guerra.

1996

Pubblicazione del Rapporto "L'impatto dei conflitti armati sui bambini", a cura di Graça Machel, esperta indipendente ed ex Ministro dell'Istruzione del Mozambico.

1997

Nomina di Olara Otunu a primo Rappresentante Speciale del Segretario Generale per i bambini e i conflitti armati.
 
Dal 7 febbraio 2006 il ruolo è ricoperto da Radhika Coomaraswamy, avvocato e ex presidente della Commissione sui diritti umani dello Sri Lanka.

1997

Adozione, il 30 aprile, dei "Principi di Città del Capo" da parte dell'UNICEF e delle principali (Organizzazioni Non Governative)

1998

Istituzione della Coalizione internazionale "Stop all'uso dei bambini soldati". Ne sono membri fondatori Amnesty International, Terre des Hommes, Human Rights Watch, Save the Children, il Jesuit Refugees Service e il Quaker United Nations Office. La Coalizione agisce anche a livello nazionale, attraverso omonimi raggruppamenti di .
 
L'UNICEF Italia è parte attiva della Coalizione italiana "Stop all'uso dei bambini soldato".

1999

Adozione della Convenzione n. 182 dell'ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), che definisce l'impiego militare dei minori come una delle "peggiori forme di lavoro e sfruttamento minorile". A gennaio 2007 la Convenzione n. 182 è stata ratificata da 163 Stati.

2002

Entrata in vigore del Protocollo opzionale sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati alla Convenzione sui diritti dell'infanzia, che eleva da 15 a 18 anni l'età minima per il reclutamento nelle forze armate. A gennaio 2007 il Protocollo opzionale è stato ratificato da 110 Stati.

2002

La Corte Penale Internazionale (CPI) definisce nel suo Statuto crimine di guerra l'arruolamento o il coinvolgimento coatto in conflitti armati di minori al di sotto degli anni 15. Anche la violenza sessuale sui minori durante un conflitto viene qualificata crimine di guerra.
 
La Prima sessione dell'Assemblea degli Stati parti della CPI ha avuto luogo nel settembre 2002 e ha istituito un Fondo di solidarietà per le vittime.

Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza
Dal 1999, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è particolarmente attento al destino dei bambini coinvolti nei conflitti armati.
 
Il Consiglio ha adottato sei risoluzioni concernenti i bambini vittime della guerra e in particolare i bambini soldato:
Risoluzioni 1261 e 1314, adottate nel 1999 e 2000, che richiamano le parti in conflitto al rispetto delle norme di diritto internazionale relative alla protezione dei bambini e delle bambine coinvolti nei conflitti armati
Risoluzione 1379, adottate nel 2001, che richiede che il Segretario Generale delle Nazioni Unite inserisca sulla black list gli Stati parti che utilizzano bambini soldato
Risoluzioni 1460 e 1539, adottate nel 2003 e 2004, che affermano la necessità di includere i bambini nei programmi di disarmo, riabilitazione e reinserimento e ipotizzano la possibilità di porre in essere misure nazionali specificatamente rivolte alle parti in conflitto
Risoluzioni 1612 adottata il 22 aprile 2005, su proposta della Francia e del Benin, che crea un meccanismo di monitoraggio e di informazioni sulle sei tipologie di violazioni di diritti dell'infanzia e un Gruppo di Lavoro del Consiglio di Sicurezza incaricato di seguire, in particolare formulando raccomandazioni e misura da adottare. Invita, inoltre, gli Stati parti che utilizzano bambini nei conflitti armati a pianificare un programma di smobilitazione e di successiva reintegrazione

15/11/2009

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