Beckham, visita a sorpresa tra i bambini di strada a Manila (Filippine)

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01/12/2011

David Beckham è in tournée mondiale con la sua squadra, i Los Angeles Galaxy, per celebrare il suo ritiro dal calcio internazionale a suggello di una lunga e luminosa carriera che l'ha visto indossare le casacche del Manchester United, del Real Madrid, del Milan e della Nazionale inglese.  

In una pausa del tour, Beckham - dal 2005 Ambasciatore dell'UNICEF per il Regno Unito - ha voluto improvvisare una visita in un centro di accoglienza per bambini di strada a Manila, capitale delle Filippine, in una delle strutture finanziate dall'UNICEF nel paese asiatico.

«Avere un sogno è una cosa importante» ha detto il calciatore ai bambini ospiti del centro, molti dei quali sono stati abbandonati dai genitori e hanno vissuto di espedienti sulla strada. 
  
Nel mondo sono circa 100 milioni i bambini che vivono e lavorano sulla strada. L'UNICEF si impegna ad aiutare questi bambini a ritrovare un ambiente accogliente e protetto in cui vivere.

«Come padre di bambini ancora piccoli, mi è difficile immaginare quanto possa essere dura la vita per questi ragazzini» racconta Beckham. «Qui a Manila l'UNICEF sta facendo un lavoro incredibile per aiutare i bambini di strada.»

Al centro di accoglienza, Beckham ha partecipato con allegria a lezioni di cucito e di educazione artistica e si è soffermato ad assistere a un'improvvisazione di musica rap da parte degli alunni.

Perfetta conclusione della visita, una partitella di calcio da 20', occasione per insegnare ai giovanissimi calciatori alcuni dei suoi leggendari colpi a effetto...

«Il calcio è uno sport semplice, che permette di costruire autostima e può aiutare a ritrovare uno spirito comunitario» ha aggiunto la star del football.

Conan, 17 anni, che ha avuto l'ambito incarico di accompagnare Beckham nella visita al centro, è uno dei tanti ragazzi con una storia difficile alle spalle. Aveva 7 anni quando i suoi genitori lo hanno abbandonato qui. Ormai non li vede più da tempo, soltanto sua sorella viene a trovarlo tre o quattro volte l'anno.

«Non posso credere che un campione come lui sia venuto a giocare qui con noi.» ci dice Conan «Abbiamo una piccola squadra con un equipaggiamento minimo, ma adesso ci sentiamo davvero speciali, e vogliamo migliorare il nostro modo di giocare» ci dice Conan.

«Tutti questi ragazzi sono stati traditi dagli adulti negli anni cruciali della loro vita» dice ancora Beckham. «Io non sarei dove sono oggi, senza l'amore e il sostegno dei miei genitori. Ebbene, ogni bambino merita di avere questo, ogni bambino merita una seconda opportunità.

L'UNICEF sa bene che doni semplici come un pallone da calcio o un libro possono trasformare la vita di un bambino. Questa verità vale sempre, ovunque.» 

01/12/2011

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