Colera, nuova minaccia per l'infanzia nel Sud Sudan

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23/06/2015

24 giugno 2015 - Sono 18 le vittime del colera nel Sud Sudan. Fra loro, anche due bambini sotto i 5 anni, 

Il primo caso di colera era stato segnalato lo scorso 27 maggio nell'area per la Protezione dei civili (PoC) allestita presso la base dei caschi blu della missione ONU per il Sud Sudan (UNMISS) a Juba, capitale del paese. Da allora, sono 170 i casi sospetti registrati in quest’area e nei villaggi dello stato di Central Equatoria (il Sud Sudan è una federazione di stati). 

L'UNICEF e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno immediatamente attivato una risposta all'epidemia, coordinata dal locale Ministero della Salute, per fornire aiuti sanitari di prima necessità ed estendere le misure di prevenzione, tra cui le vaccinazioni contro il colera e la diffusione di informazioni utili in materia di igiene.

«Se non si interviene con la massima urgenza per arginare questa minaccia, rischiano la morte per colera fino a 5.000 bambini sotto i cinque anni», ha dichiarato il Rappresentante UNICEF per il Sud Sudan Jonathan Veitch. «È deplorevole il fatto che una malattia del genere facilmente prevenibile potrebbe distruggere tante giovani vite». 

I bambini sotto i cinque anni rappresentano il 15% di tutti i casi sospetti di colera. Il colera è particolarmente pericoloso per i bambini in quanto provoca una rapida e grave disidratazione, a seguito di diarrea e vomito copiosi.
 
 

L'azione dell'UNICEF per fronteggiare l'epidemia di colera

L’UNICEF e le organizzazioni partner stanno gestendo l'installazione nel paese di Centri per la terapia di reidratazione orale, principale forma di cura al colera, e ha appositamente formato gli operatori sanitari.
 
Sono stati consegnati inoltre kit per la cura del colera, comprendenti farmaci, sapone, equipaggiamenti protettivi (tute, mascherine, camici ecc.) e tende da allestire all'interno degli ospedali di tutto il paese per isolare i casi di colera . L’UNICEF è l'agenzia leader nella fornitura di acqua potabile nelle zone a rischio di colera.
 
Si calcola  che circa 30.000 sfollati presenti nell’area per la protezione dei civili di Juba riceveranno il vaccino anticolera orale. È in corso inoltre una campagna per la promozione di misure igieniche adeguate, tra cui il lavaggio delle mani e la preparazione corretta del cibo. 

La risposta all'epidemia di colera comporta la necessità di ulteriori fondi, particolarmente urgenti ora che la stagione delle piogge - da qui a novembre - creerà condizioni che aumentano i rischi di contagio.
 
Nel Sud Sudan non si erano più registrati casi di colera tra il 2009 e la fine del 2013. Tuttavia, il conflitto iniziato nel dicembre 2013 ha costretto centinaia di migliaia di civili ad abbandonare le proprie case, costringendoli a cercare rifugio in insediamenti sovraffollati, spesso senza accesso all'acqua potabile e in condizioni di scarsa igiene.

Nel maggio 2014 un'epidemia di colera aveva mietuto 167 vittime, prima di essere ridotta sotto controllo grazie agli sforzi del governo sud-sudanese, dell'UNICEF, dell'OMS e delle organizzazioni partner,

Insieme ad interventi sanitari urgenti, il numero delle vittime può essere ridotto grazie a diagnosi tempestive e a una maggiore consapevolezza sulle misure di prevenzione della malattia da parte delle comunità locali.

L'UNICEF ha realizzato un messaggio radiofonico su come prevenire, individuare e curare il colera, che viene trasmesso attualmente da 13 stazioni radio. Al contempo, i volontari si recano porta a porta per fornire alla popolazione informazioni di primaria importanza nei villaggi più a rischio.
 
L’UNICEF ha lanciato un appello alla comunità internazionale per raccogliere 4,6 milioni di dollari, necessari per fronteggiare l’emergenza colera nei prossimi 6 mesi. 
 
«Stiamo lavorando con le comunità e con le strutture sanitarie per evitare ulteriori perdite di vite umane, ma stiamo esaurendo i fondi», ha ammonito Veitch.

23/06/2015

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