Come Solange salva i bambini: una storia dal Benin

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28/09/2014

Solange ha 40 anni e 5 figli. Vive a Pobé, non lontano dalla capitale del Benin, Cotonou. 

Solange è una delle 7.958 operatrici sanitarie che l'UNICEF Benin ha aiutato, con appositi corsi di formazione, per assistere con più cura le donne e i bambini delle proprie comunità.

Come le sue colleghe, Solange visita ogni settimana le famiglie più povere del suo quartiere, consigliandole sulle misure fondamentali per i loro bambini: allattare esclusivamente al seno fino al sesto mese, fare le vaccinazioni, lavare regolarmente le mani con il sapone, sistemare correttamente le zanzariere per prevenire la malaria.

Solange spiega inoltre alle madri come dare ai bambini affetti da dissenteria i sali per la reidratazione orale, come riconoscere i sintomi delle malattie più pericolose e l’importanza di ricorrere subito ai centri sanitari in caso di complicazioni. 

«Discutere con le famiglie l’importanza di queste cure è l’attività che amo di più» racconta Solange. «Le donne ascoltano attentamente i consigli che dò loro sull’allattamento o sull'igiene personale, capiscono che queste sono informazioni utili per la loro salute e io mi sento gratificata quando, visitandole, vedo che le mettono in pratica.»

Solange ha ricevuto dall’UNICEF tutti gli strumenti che le occorrono per le visite domiciliari che svolge nel suo quartiere.

Nella sua borsa ci sono sempre il MUAC (il braccialetto per monitorare lo stato nutrizionale dei bambini attraverso la misura della circonferenza dell'avambraccio), le tavole illustrative sulla corretta nutrizione, un timer appositamente sviluppato dall'UNICEF e dall'OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità) per contare i respiri dei bambini e diagnosticare eventuali infezioni del tratto respiratorio, un registro per annotare  i risultati delle visite.

Durante le sue visite, Solange fornisce alle mamme anche consigli per una migliore preparazione dei pasti per i loro bambini e l'importanza di usare sempre acqua pulita per prevenire la diarrea acuta. 

«Tutto quello che voglio è promuovere comportamenti sani e salvare vite umane» afferma con fierezza. 

Nel solo 2013, più di 180.000 bambini hanno beneficiato dell’assistenza delle operatrici sanitarie comunitarie come Solange. Analoghi corsi di formazione sono stati promossi dall'UNICEF anche in Ciad, in Guinea, nella Repubblica Democratica del Congo, in Mauritania, nel Niger e in Sierra Leone

Tutti paesi che fanno parte di una regione del mondo - l’Africa centrale e occidentale - nella quale l’approccio comunitario è di primaria importanza per supplire alla fragilità delle infrastrutture e dei servizi sanitari tradizionali, e che è fortemente vulnerabile a epidemie anche devastanti, come quella attualmente in corso di Ebola.

I fondi per queste attività provengono anche dall'Italia: infatti, nel 2012 e 2013 l'UNICEF Italia ha potuto inviare agli uffici UNICEF dell'Africa centro-occidentale quasi 2 milioni di euro frutto, in gran parte, delle donazioni effettuate da decine di migliaia di cittadini accorsi alle iniziative "Pigotta" e "Orchidea UNICEF", grazie all'impegno dei nostri volontari in migliaia di piazze italiane.

Come possiamo aiutare Solange

La storia di Solange non finisce qui. Per far sì che lei e le migliaia di operatrici sanitarie di comunità possano proseguire il loro lavoro per i bambini del Benin occorrono nuovi fondi.

Anche per questo sabato 4 e domenica 5 ottobre 2014 saremo presenti in tutta Italia con i nostri volontari e volontarie, impegnati in oltre 830 banchetti con l'iniziativa "Le Tazze dei Diritti", con la popolarissima Pimpa
 di Altan quale "mascotte".

Vieni anche tu in piazza e aiutaci con la tua donazione a scrivere "Continua" in fondo a questa storia...

28/09/2014

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