COVID19, la riapertura delle scuole non può aspettare

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12/07/2021

Sono passati 18 mesi dall'inizio dell'epidemia di COVID-19 e l'istruzione di milioni di bambini è ancora "interrotta". Ad oggi, le scuole primarie e secondarie sono chiuse in 19 paesi, colpendo oltre 156 milioni di studenti. Questa situazione non deve continuare. Le scuole dovrebbero essere le ultime a chiudere e le prime a riaprire.

Nel tentativo di limitare la trasmissione del virus, i governi hanno troppo spesso sospeso le scuole e le hanno tenute chiuse per periodi prolungati, anche quando la situazione epidemiologica non lo giustificava.
Queste azioni sono state spesso prese come primo provvedimento piuttosto che come ultima misura. In molti casi, le scuole sono state chiuse mentre bar e ristoranti rimanevano aperti. 

Le mancanze che i bambini e i giovani subiranno per non essere andati a scuola potrebbero non essere mai recuperate. Dal minore apprendimento, al disagio mentale, all'esposizione alla violenza e agli abusi, ai mancati pasti scolastici e alle vaccinazioni o al ridotto sviluppo delle abilità sociali, le conseguenze per i bambini si faranno sentire nei loro risultati scolastici e nell'impegno sociale, così come nella salute fisica e mentale. I più colpiti sono spesso i bambini in contesti dove scarseggiano le risorse, che non hanno accesso a strumenti di apprendimento a distanza, nonché i bambini più piccoli che si trovano in fasi importanti dello sviluppo.

Le perdite per i genitori e coloro che si prendono cura dei bambini sono altrettanto pesanti. Tenerli a casa sta costringendo i genitori di tutto il mondo a lasciare il loro lavoro, soprattutto nei paesi con politiche di congedo familiare assenti o limitate. Ecco perché la riapertura delle scuole per l'apprendimento in presenza non può aspettare

Dichiarazione del Direttore generale dell'UNICEF Henrietta Fore
e del Direttore generale dell'UNESCO Audrey Azoulay

Leggi anche il Rapporto-sulla-chiusura-delle-scuole-a-causa-del-covid-19-indagine-su-142-paesi

Non si può aspettare che i casi arrivino a zero: le scuole vanno riaperte subito

"Ci sono chiare prove che le scuole primarie e secondarie non sono tra i principali veicoli di trasmissione" - continuano Fore e Azoulay - "Il rischio di trasmissione del COVID-19 nelle scuole è gestibile nella maggior parte delle situazioni, con adeguate strategie di mitigazione. La decisione di aprire o chiudere le scuole dovrebbe essere basata sull'analisi del rischio e sulle considerazioni epidemiologiche nelle comunità in cui si trovano. 

La riapertura delle scuole non può avvenire dopo che tutti gli insegnanti e gli studenti sono stati vaccinati. Con la carenza globale di vaccini che affligge i paesi a basso e medio reddito, vaccinare i lavoratori in prima linea e quelli più a rischio di malattie gravi e di morte rimarrà una priorità.

Tutte le scuole devono tornare alle lezioni in presenza il prima possibile, senza barriere che limitino l'accesso agli studenti, come la vaccinazione obbligatoria.

In vista del Global Education Meeting del 13 luglio, esortiamo i decision maker e i governi a dare priorità alla riapertura sicura delle scuole, per evitare una catastrofe generazionale
Chiudere le scuole ipoteca il nostro futuro in cambio di benefici poco chiari al nostro presente. Dobbiamo stabilire meglio le priorità. Possiamo riaprire le scuole in sicurezza, e dobbiamo farlo".

12/07/2021

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