Crescere insieme, l'importanza della cura dei papà
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Negli ultimi anni la paternità sta vivendo una trasformazione profonda: sempre più uomini desiderano essere presenti e attivamente coinvolti nella vita delle proprie figlie e dei propri figli, facendosi interpreti di un nuovo modello di paternità.
In occasione della Festa del Papà, l’UNICEF Italia vuole riconoscere e celebrare questa transizione culturale, perché un papà che accudisce ed è responsivo è una leva essenziale per una società più equa, giusta e attenta al benessere di ogni bambina e ogni bambino.
Trasmissione intergenerazionale della cura: uno strumento di trasformazione sociale
I figli maschi che osservano i propri padri impegnarsi in attività domestiche e di cura sviluppano una percezione più paritaria dei ruoli familiari, in controtendenza rispetto a stereotipi e credenze culturali ancora radicate.
Di generazione in generazione, con la crescente partecipazione femminile all’istruzione e al lavoro, si è assistito ad una sempre maggiore partecipazione maschile ai lavori domestici e alla cura dell’infanzia e all’affermazione di modelli culturali più paritari. La “trasmissione intergenerazionale della cura” rappresenta uno dei passi più efficaci verso l’eguaglianza di genere, contribuendo nella concretezza del quotidiano alla costruzione di società più eque.
Altre evidenze ci suggeriscono quanto la paternità responsiva rappresenti un potente strumento di trasformazione sociale: i padri che si occupano quotidianamente della cura di figlie e figli e che svolgono mansioni domestiche di routine, come la preparazione dei pasti per la famiglia, sono meno inclini nel corso della vita ad assumere comportamenti violenti e abusanti.
La neurobiologia della paternità
La cura non è una prerogativa femminile: anche i padri sono biologicamente predisposti ad accudire i propri figli. La ricerca scientifica ha ormai chiarito che la cura paterna è ugualmente naturale e biologicamente radicata.
L’interazione ravvicinata con un neonato attiva infatti risposte ormonali specifiche, favorendo comportamenti di protezione, vicinanza e sensibilità: il contatto pelle a pelle e l’accudimento aumentano i livelli di ossitocina, che sostiene il legame, il cortisolo, che aumenta la responsività verso i bisogni del bambino, e la prolattina, che facilita i comportamenti di cura e di connessione.
Uno degli effetti più studiati riguarda il testosterone: alcune ricerche hanno evidenziato che i padri presentano livelli più bassi di testosterone rispetto ai coetanei senza figli, suggerendo che questo ormone, tradizionalmente associato a competitività e comportamenti aggressivi, diminuisca quando tali tratti risultano meno utili alla relazione genitoriale.
Uno degli studi più recenti condotto presso la NorthWestern University e pubblicato su PNAS parla di una riduzione del testosterone tra il 26% e il 34%*, con cali maggiori negli uomini che dedicano più tempo all’accudimento quotidiano dei loro bambini.
Secondo gli autori dello studio, tali modificazioni ormonali possono rappresentare un adattamento biologico alla genitorialità, osservabile anche in altre specie: negli esseri umani, che investono molto nella cura della prole, facilitando forme di comportamento genitoriale sensibile e orientato al benessere del neonato.
Le raccomandazioni dell’UNICEF Italia
Promuovere una paternità pienamente coinvolta e responsiva significa investire in una società più equa e paritaria e più attenta ai diritti di ogni bambino e bambina. L’UNICEF Italia propone una serie di raccomandazioni mirate, affinché nel nostro Paese possano rafforzarsi un modello di paternità non condizionato dagli stereotipi tradizionali, e una cultura della cura condivisa capace di generare benessere e di tutelare i diritti di ogni bambina e ogni bambino.
- Estendere progressivamente la durata e l’accessibilità del congedo di paternità oltre gli attuali standard normativi, in un orizzonte di parità e condivisione piena della responsabilità educativa e di cura, e incentivare la fruizione paterna del congedo di genitorialità facoltativo (c.d. “congedo parentale”).
- Sostenere le aziende e le organizzazioni che adottano politiche del lavoro family-friendly, volte non solo alla conciliazione vita-lavoro ma al rafforzamento di nuovi modelli culturali di paternità responsiva.
- Implementare programmi di formazione per il personale sanitario per supportare i padri nel loro ruolo accudente sin dai primi mille giorni di vita.
- Prevedere percorsi di sensibilizzazione, all’interno dei servizi territoriali, che promuovano l’importanza della partecipazione attiva dei padri, offrendo strumenti pratici e informazioni per favorire il coinvolgimento paterno nella cura.