Crisi Clima, almeno 6.000 bambini sfollati in Madagascar dopo il ciclone Gezani

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17/02/2026

Almeno 6.000 bambini sono stati sfollati e quasi 29.000 non possono frequentare la scuola a seguito del ciclone Gezani, che ha colpito il Madagascar orientale il 10 febbraio con venti che hanno superato i 200 km/h. Secondo i primi rapporti, Gezani, il secondo ciclone ad aver colpito il Paese in sole due settimane, ha colpito più di 270.000 persone e sfollato oltre 16.000, molte delle quali bambini.

Nella regione di Atsinanana, la più colpita, in particolare a Toamasina, la seconda città più grande del Madagascar e principale porto del Paese, le case danneggiate e distrutte hanno costretto le famiglie a rifugiarsi in alloggi sovraffollati, esponendo migliaia di bambini a rischi quali la separazione dalla famiglia, la violenza e lo sfruttamento, oltre a traumi psicologici.

Molte famiglie hanno perso la loro casa, il che si traduce in un'esperienza profondamente traumatica per i bambini. Il ciclone ha anche interrotto i servizi essenziali di cui dipendono, tra cui l'acqua potabile, l'assistenza sanitaria, la protezione e l'istruzione”, ha dichiarato Christine Jaulmes, rappresentante dell'UNICEF in Madagascar. “L'UNICEF sta collaborando con il governo per ripristinare questi servizi il più rapidamente possibile, al fine di ridurre ulteriori rischi per i bambini nelle prossime settimane, ma abbiamo urgente bisogno di sostegno e finanziamenti”.

Le diffuse interruzioni di corrente hanno interrotto l'approvvigionamento idrico della città, aumentando il rischio di epidemie di malattie trasmesse dall'acqua. Entrambi gli ospedali universitari sono stati colpiti e 21 centri sanitari sono stati danneggiati, con interruzioni della catena del freddo dei vaccini in due strutture, limitando l'accesso alle cure salvavita.

I cicloni hanno anche costretto i bambini a interrompere la loro istruzione, dopo che 35 scuole sono state danneggiate, 563 aule hanno perso i tetti e 218 sono state distrutte, lasciando molti bambini senza un luogo sicuro dove studiare.

UNICEF in azione dopo il ciclone Gezani

La risposta è guidata dal governo del Madagascar attraverso l'Ufficio nazionale per la gestione dei rischi e delle catastrofi (BNGRC), con il sostegno dei partner umanitari che forniscono assistenza e valutazioni alle comunità colpite. In collaborazione con le autorità nazionali e locali e altre agenzie delle Nazioni Unite, l'UNICEF ha avviato gli interventi di emergenza prima dell'arrivo del ciclone e li ha rapidamente intensificati dopo il suo passaggio.

Sono stati forniti prodotti per la purificazione dell'acqua a 2.400 persone, mentre sono stati distribuiti kit per l’Acqua e i Servizi Igienico Sanitari a 178 famiglie e 2.000 zanzariere a 1.000 famiglie. Sono stati distribuiti kit sanitari di emergenza sufficienti a coprire il fabbisogno di 60.000 persone per un mese, sono stati assicurati i vaccini e sono stati forniti aiuti agli ospedali per consentirne il funzionamento. Sono in fase di allestimento spazi didattici temporanei per un massimo di 14.000 studenti e squadre di assistenza stanno aiutando le famiglie ad accedere ai servizi di protezione dell'infanzia.

L'UNICEF sta inoltre diffondendo messaggi di sensibilizzazione pubblica su pratiche igieniche e di approvvigionamento idrico sicuro, alimentazione e allattamento al seno, prevenzione della violenza sui minori e servizi di assistenza disponibili, tra cui il numero verde 930, per aiutare le famiglie a proteggere i bambini all'indomani del ciclone.

Il ciclone Gezani arriva mentre il Madagascar sta già rispondendo agli effetti del ciclone Fytia all'inizio di questo mese, nonché a un'epidemia di Mpox in corso nel nord-ovest, che sta mettendo a dura prova la capacità di risposta nazionale e i servizi essenziali in tutto il paese.

Gli interventi iniziali sono stati resi possibili grazie a un contributo di quasi 900.000 dollari USA da parte del Fondo centrale di risposta alle emergenze (CERF), che ha consentito di agire tempestivamente prima che il ciclone raggiungesse la terraferma.

Mentre le valutazioni continuano, i bisogni umanitari rimangono elevati e nelle prossime settimane sarà necessario un ulteriore sostegno per sostenere l'assistenza ai bambini e alle famiglie colpite. L'UNICEF chiede 8,4 milioni di dollari per potenziare l'assistenza salvavita e sostenere la ripresa precoce dei bambini e delle loro comunità.

17/02/2026

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