Medio Oriente: gravissimo l'impatto delle violenze sui bambini

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20/11/2012

Le violenze in corso in queste ore Medio Oriente hanno un grave impatto sui bambini e sulle famiglie che stanno lottando per far fronte a questa situazione.

A Gaza 22 bambini sono rimasti uccisi e altri 277 feriti (di questi 88 al di sotto dei 5 anni) a seguito degli attacchi aerei; in Israele, 14 bambini sono stati feriti dai razzi. Ma il numero delle vittime è destinato ad aumentare. 6.000 persone sfollate hanno bisogno di assistenza umanitaria.

I bambini di Gaza e Israele, spaventati notte e giorno dai terribili rumori della guerra, stanno mostrando sintomi preoccupanti di disagio psico-sociale. I sintomi comprendono: avere flashback, incubi, paura di uscire in pubblico, di essere soli, bagnare il letto.

 

L'UNICEF in azione

I bambini e gli adolescenti rappresentano la metà della popolazione di Gaza, composta da 1,6 milioni di persone.

Cinque squadre di emergenza psico-sociale sostenute dall'UNICEF stanno cercando di raggiungere, pur tra gravi rischi e ritardi a causa della sicurezza, ospedali e case. 

Dall'inizio della crisi, le squadre di recupero psico-sociale hanno aiutato 94 bambini (63 ragazzi e 31 ragazze) il 49% a Gaza City, il 29% nel nord di Gaza, il 13% a Khan Younis e il 9% a Rafah.

Visto che  la possibilità di muoversi è molto limitata, l'UNICEF  sta sostenendo i partner per lanciare una linea telefonica in modo che le famiglie possano essere assistite via telefono. 

 

Lo spettro del trauma            

«Per i bambini piccoli, un evento così importante è traumatico perché mina il loro senso di sicurezza. Non capiscono quello che sta succedendo e si sentono impotenti. A volte possono persino pensare di essere responsabili del disagio sofferto dalla loro famiglia» afferma Bruce Grant, responsabile UNICEF per i programmi di Protezione dell'infanzia nel Territorio Palestinese Occupato.

«Il recupero psico-sociale significa parlare con un bambino, dicendogli che questi eventi possono accadere e che è normale avere paura. Cerchiamo di ricostruire la loro capacità di recupero, ma il ripristino del senso di sicurezza di un bambino è un processo di lungo termine» prosegue Grant. 

Nei prossimi giorni l'UNICEF consegnerà farmaci (anche di emergenza pediatrica) e attrezzature sanitarie , oltre a scorte di sangue e latte terapeutico

«L'UNICEF ha il compito di lavorare contro le morti prevenibili e la sofferenza di bambini e donne- indipendentemente dal contesto politico in cui vivono. Abbiamo un lavoro urgente da fare e siamo pienamente impegnati a farlo», aggiunge Jean Gough, Rappresentante speciale dell'UNICEF nel Territorio Palestinese Occupato”. 

20/11/2012

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